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Applauditissima
la cantautrice cattolica guatemalteca
Irenne Coronado, un richiamo alla chiamata e alla testimonianza
Dignità, vocazione, cammino dell’uomo, i temi raccontati
e cantati

Ha esordito sorprendendo tutti, Irenne Coronado, al concerto che
ha tenuto sabato scorso, 14 giugno, a San Francesco. Già
dall’inizio ha dimostrato il temperamento e la determinazione
che l’ha mossa in questi suoi 15 e più anni di attività,
chiedendo la benedizione del parroco per iniziare la sua
testimonianza.
Un dialogo con le persone presenti, quello della serata,
improntato sul senso della dignità dell’uomo (e della donna!),
sulla fiducia che deve essere senza limiti, lungo il cammino che
Dio ha tracciato per noi.
Molti i riferimenti alla Vergine Maria (Donna “trinitaria”,
cioè: che ha saputo ascoltare lo Spirito Santo, per questa forza
porta il Figlio ed ha fatto proprio l’Annuncio, il messaggio.
Pian piano che le musiche della cantautrice missionaria hanno
cominciato a risuonare nella chiesa ed il pubblico ha percepito lo
stile, a volte melodico, a volte ritmato, delle canzoni, si è
intuita la grande capacità di comunicazione di Irenne, e la sua
forte carica emotiva. La Coronado ha eseguito canzoni nella sua
lingua, peraltro di immediata comprensione, ad altre in italiano,
proprie e da lei tradotte, o composte dall’amico Roberto Bignoli
(“Parole e amore”).
Una voce bellissima e potente, che si è alternata tra canzoni
molto decise, forti (“Santa Maria delle Vittorie”, dedicata al
popolo del Nicaragua o “La Llamada”- La chiamata) a brani
dolcissimi (“Donna della Nuova Alleanza”, canzone rivolta a
Maria e che è un richiamo alla dignità della donna e
dell’uomo).
“Quando mi sono accorta del dono della mia voce – ha detto
Irenne – verso i ventidue anni, ho reso grazie a Dio, ed ho
promesso di servire Lui con questo dono, testimoniandoLo ai
fratelli”. E così ha fatto, cominciando dal suo Paese
d’origine, per poi recarsi in tanti luoghi dell’America
Latina, negli Stati Uniti e poi in Europa.
Qui in Italia per la seconda volta, sta girano in molte località,
chiamata in concerti assieme ad altri artisti di “ispirazione
cristiana”.
Irenne è una persona che ti fa subito sentire a tuo agio, che ti
viene incontro, che ti racconta della sua vita, delle sue
esperienze con parole semplici, ma con una profondità di
sentimenti che non può passare inosservata per chi ha “orecchi
per sentire”.
Dice Irenne che “la chiamata per ognuno di noi è legata al dono
particolare che ciascuno ha e che deve essere messo a disposizione
degli altri. La chiamata è nel nome di Dio”.
E ancora: “la vita è fatta di cose piccole e cose grandi; nelle
cose meravigliose c’è la mano di Dio”.
Una
particolarissima canzone, verso la fine del concerto, molto
sentita, è stata “Sacerdote”, che la Coronado ha dedicato ai
tanti sacerdoti che ha incontrato nella sua vita: “nella tua
barca, nella tua vita, nella tua missione, ci sono Gesù e Maria
con te; devi avere la forza sempre; se anche percorri una strada
in salita, noi siamo sempre vicini a te, nostro amico.. e
assieme a te conquisteremo la corona della vita…”.
Infine, tra gli applausi conclusivi, alla consegna di un ricordo
della serata, il libro sui Santi e Martiri del Friuli e della
Venezia Giulia, curato dall’Arcivescovo Bommarco, la dedica
migliore: “Dio creò cantando e danzando, e tu (Irenne) aiutalo
sempre a ricreare i cuori degli uomini”. Questo è il nostro
augurio. Arrivederci a presto, Irenne!
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Dario Montagnana d.montagnana@tiscali.it
per il Gruppo
Famiglie San Francesco.

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