IL "MEETING" MUSICALE DEI GIOVANI VERSO IL 2000
 (Cooperatore Paolino 9 novembre 1999)
 
    Il Giubileo. fa tappa a Sanremo

di ANGELO MONTONATI

Il 26 e 27 novembre 1999, due serate musicali dei giovani al Teatro Ariston di Sanremo.

DI QUESTI tempi si preferirebbe non parlare dei giovani dal momento che le cronache riferiscono di criminalità giovanile in costante aumento, che coinvolge anche i figli di famiglie "bene": veniamo a sapere di ragazzi dell'oratorio, alcuni addirittura chierichetti, che si divertono a scagliare sassi contro i treni in corsa o a collocare grosse pietre sui binari; o di un ventenne incensurato che, rimproverato da un amico a cui aveva rubato il motorino, lo investe con la macchina e lo uccide. E ad Acerra, quattro sedicenni rapinano un ambulante e nella fuga sparano colpendo una ragazza che perderà un occhio. Sono notizie di metà settembre, tanto per esemplificare. Le statistiche nazionali sulla criminalità minorile sono impressionanti, tanto da convincere i politici che la sicurezza dei cittadini è diventata una priorità, anzi in certe zone "la" priorità. Eppure, ai giovani vogliamo rivolgerci per una notizia che interesserà almeno una parte di loro: il 26 e 27 novembre prossimo, a Sanremo, si terrà un grande incontro di ragazzi provenienti da tutta Italia sul tema del "Giubileo". Qualcuno scuoterà la testa scettico: davvero il Giubileo può essere materia di riflessione per un pubblico solitamente più versato nel campo dello sport o della musica leggera? La risposta è sì. Innanzitutto, perché esiste anche una fascia giovanile che interpreta la vita in positivo; che studia seriamente; che si impegna nel volontariato con generosità e sacrificio; che guarda alla politica non come ad una cosa sporca da evitare, ma come ad una responsabilità civile da non delegare agli altri; che, insomma, pensa con la propria testa e non si lascia condizionare dai tanti persuasori occulti da cui siamo circondati.

A questi giovani è rivolta la proposta di Sanremo. La cittadina ligure non è stata scelta a caso: è lì che ogni anno si tiene il famoso festival che, nonostante interessi sempre meno gli italiani, ha tuttavia una sua fama consolidata. E di Giubileo si parlerà in musica, con linguaggi molto attuali, vicini ai giovani. Protagonista sarà la "canzone di Dio, dal Concilio al Giubileo".

I giovani comunicano con la musica e acclamano i più svariati complessi. I concerti diventano un luogo di scambio di idee attraverso canzoni e messaggi.

Il richiamo al Vaticano II è importante soprattutto per le riflessioni che scaturiscono dagli interventi. Grande progetto tuttora ancora incompiuto, il Concilio e le sue applicazioni concrete continuano a dividere frange di cattolici, paralizzando sovente il cammino della Chiesa. Sarà interessante sentire il parere dei giovani su come il grande messaggio del Vaticano II può essere recuperato o rilanciato, sul contributo che essi possono dare in termini di idee, di proposte e di critiche costruttive.

Lo slogan del "meeting" di novembre è suggestivo, anche se non privo di qualche ambiguità: "Giovani 2000: lasciateci nascere!". Può voler significare richiesta di uno spazio maggiore per il mondo giovanile nella società e nella Chiesa; ma può anche rivendicare la libertà di svilupparsi e di crescere in assoluta autonomia, senza maestri, senza agganci con l'esperienza di coloro che possono aiutare tale crescita. Il comunicato degli organizzatori non dice altro al riguardo. Sappiamo però che l'iniziativa ha "il consenso e la indispensabile  collaborazione della Conferenza Episcopale Italiana e Ligure", e questo garantisce a sufficienza.

Anima del "meeting" saranno Piergiorgio Bussani, il coordinatore ligure dell'Associazione "Il mio Dio canta giovane" - che riunisce a livello nazionale i cantautori, ed artisti cristiani - e don Giosy Cento. Due personaggi di spicco: Bussani è autore ed interprete di numerose canzoni: in dieci anni ha tenuto circa 300 concerti in tutta Italia, ha prodotto cinque album, riuscendo a coinvolgere centinaia di persone tra artisti e
collaboratori. Quanto a don Giosy Cento, moltissimi giovani lo conoscono,
in Italia e all'estero. Subito dopo il Concilio, ebbe la felice intuizione di mettere a servizio della comunicazione con i giovani il carisma della canzone, vissuto e valorizzato come strumento di dialogo. Cantare la vita e i valori umani con una sensibilità che lo avvicina al cuore della gente - e soprattutto dei giovani - è stato e continua ad essere per don Giosy una irrinunciabile esigenza e un moderno servizio.

Ai giovani - cui egli dedica tempo ed energie - egli racconta con semplicità la propria vocazione; insieme ad essi affronta i laceranti temi della nostra epoca che li coinvolgono e li disorientano, dando voce nelle sue canzoni alla loro esperienza e alla loro ricerca dei valori essenziali che danno senso alla vita. Chi non conosce ad esempio le note di "Prendimi per mano Dio mio", una delle sue canzoni più conosciute inclusa nella  raccolta pubblicata nel 1993 dalle Edizioni Paoline?

È lui il fondatore dell'Associazione "Il mio Dio canta giovane"; e sarà lui il direttore artistico del "meeting dei Giovani verso il Giubileo" e delle due serate musicali che si terranno al Teatro Ariston di Sanremo il 26 e il
27 novembre prossimo.

Superfluo dire che la notizia dell'incontro di Sanremo fa piacere in modo particolare a noi Cooperatori Paolini, che nei nostri convegni annuali cerchiamo sempre di dare spazio anche al linguaggio della musica.
Ricordiamo tutti la bella serata regalataci da Maria Rita Viaggi nel 1997 e quella con la Figlia di San Paolo suor Cristina Damonte nel 1998. A Sanremo saranno di scena, tra gli altri, i più conosciuti compositori e interpreti
di musica cristiana contemporanea italiana ed estera, per la prima volta insieme negli ultimi 40 anni, nonché grandi ospiti stranieri, validi conduttori televisivi (tra loro Ettore Andenna) e alcuni esponenti della musica leggera (Ron, Giacomo Celentano, figlio di Adriano, e Stefano Zarfatti), che porteranno la loro testimonianza di fede vissuta.


Ultima nota significativa: al "meeting" parteciperanno, con i loro esponenti, anche le Chiese Evangeliche, a conferma del clima di fraternità che unisce tutti i cristiani nel celebrare il grande evento dei 2000 anni della venuta del Salvatore nel mondo.

Il momento è propizio per parlare di Giubileo anche come tempo di conversione: i giornali di metà settembre ci hanno informato che il quarantunenne americano Prince, uno dei musicisti più provocatori, ha deciso di  abbandonare le trasgressioni sessuali per parlare dell'anima e di Dio: "Strada facendo - ha dichiarato - ho riscoperto soprattutto Dio. Le droghe non sono giuste - urla nel suo nuovo album - perché fanno andar via
il fratello. La Luce è la risposta che cerchi, Lei sa che tu sei forte, solo chi non crede è debole". E ancora: "Parliamo di Dio e dell'Aldilà, chiedendoci come saremo quando ritorneremo indietro.". Zucchero ci aveva già proposto il suo "Miserere" a conferma che dovunque serpeggia una salutare inquietudine davanti al mistero di Dio. "Finché si è inquieti - diceva Julien Green - si può stare tranquilli". Ma noi ci auguriamo che l'incontro di Sanremo ci dia ben più della inquietudine e della tranquillità: la gioia di cantare Dio perché lo si ama.

Angelo Montonati


 
   

 
   

bignoli banner miriam.gif (17883 byte)