musica cristiana contemporanea

9 novembre 2003

Per i Take 6 il gospel è una missione

Al Massimo il gruppo nato in un piccolo college e vincitore di sette Grammy


I Take 6 si sono imposti con il loro canto a cappella (senza l’uso di strumenti). Però, un anno fa, con l’uscita di «Beautiful World» hanno cambiato rotta: ora sul palco non solo cantano, ma suonano anche. «Siamo saliti un gradino più in alto, ognuno di noi è anche musicista. Perché non approfittarne?», hanno spiegato loro, nati nel 1980 come gruppo gospel a cappella di un piccolo college nel sud degli Stati Uniti. Hanno vinto sette Grammy Awards, svariati Soul Train, Dove (premi per la musica gospel) e Down Beat Magazine Awards, vantano milioni di dischi venduti. Il loro repertorio spazia dal gospel, al jazz, doo-wop, rhythm’n’blues, pop, soul fino all'hip-hop. «Non abbiamo paura di unire generi impopolari o improbabili. Siamo cresciuti con la musica gospel, ascoltando i dischi dei quartetti neri. E nel nostro primo album questa influenza si vede tutta».
«Beautiful World», invece, raccoglie brani di Stevie Wonder, Curtis Mayfield e Donny Hathaway, fra gli altri. «Come sempre, il nostro interesse sono le canzoni. Abbiamo scelto grandi hit che la gente ricorda ancora oggi, ma con un messaggio positivo, di speranza e incoraggiamento verso la vita. L'accento dell’album è fondamentalmente un’esperienza di fede, e come questa fede viene esercitata nella vita del cristiano. È un’esperienza ma anche esercizio nella nostra vita. Il pubblico pensa che i Take 6 siano degli intrattenitori, ma noi crediamo di avere un ministero».
Insieme da più di vent’anni - ma il loro debutto, «Take 6» è dell’88 - il gruppo ha cantato con i grandi del pop: Stevie Wonder, Quincy Jones, Ray Charles, Al Jarreau e persino la jazz singer Ella Fitzgerald. Sono comparsi nella colonna sonora di «Do The Right Thing» di Spike Lee, «Boyz In The Hood» di John Singleton, «Dick Tracy» di Warren Beatty. «Siamo stati benedetti dal Signore e cantiamo un messaggio eterno a un mondo che sta morendo. Il nostro compito è di farlo arrivare in diversi modi a più gente possibile. Se c’è un segreto nella nostra carriera è che cerchiamo di mantenere un livello altissimo nei dischi e nelle performance. Gli altri artisti sanno quello che facciamo, ci rispettano e non ci chiedono compromessi. Sanno che non ci piegheremmo mai a messaggi negativi».

AUDITORIUM DEL MASSIMO
ore 18, via Massimiliano Massimo 1, tel. 06.4875444
S. Cs.

 

27 febbraio 2003

Richiamo di Giovanni Paolo II. Due anni fa la Cei selezionò 360 canzoni «ortodosse». Il Papa: basta canti sciatti.«Esame di coscienza per purificare musiche e testi in chiesa»

CITTÀ DEL VATICANO - Il Papa vuole che nelle chiese torni «la bellezza della musica e del canto»: ne ha parlato ieri all’udienza generale, precisando che è necessario un «esame di coscienza» da parte dei responsabili, teso a «purificare» il culto da musiche e parole «sciatti» o non «consoni» alle celebrazioni. Giovanni Paolo II ha fatto questo richiamo commentando il salmo 150, che dice: «Lodate il Signore con l’arpa e con la cetra». «Bisogna pregare Dio - ha detto Wojtyla - non solo con formule teologicamente esatte, ma anche in modo bello e dignitoso». «A questo proposito - ha continuato - la comunità cristiana deve fare un esame di coscienza perché ritorni sempre più nella liturgia la bellezza della musica e del canto. Occorre purificare il culto da sbavature di stile, da forme trasandate di espressione, da musiche e testi sciatti e poco consoni all’atto che si celebra».
La questione è antica. Il Papa stesso ha citato questo brano della lettera dell’apostolo Paolo, che chiedeva agli Efesini di evitare «intemperanze e sguaiatezze», per lasciare spazio alla «purezza» degli inni sacri: «Non ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo».
Una questione antica che ha avuto grande attualità negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, quando - a seguito della riforma liturgica del Vaticano II - furono composti nuovi canti nelle lingue moderne ed entrarono nelle chiese strumenti musicali prima proibiti, a partire dalle chitarre.
Per mettere un freno all’uso liturgico di musiche e testi inadatti - si ascoltano, nelle parrocchie, canti alla Vergine tratti dalla «Buona Novella» di Fabrizio de Andrè - la Conferenza episcopale italiana due anni addietro aveva diffuso un repertorio doc di 360 «testi», selezionati secondo tre criteri: «pertinenza rituale, verità dei contenuti, qualità della composizione».
Quanto all’«esame di coscienza» suggerito dal Papa, l’agosto scorso Giuseppe Liberto, direttore della Cappella Sistina, tracciava per «Avvenire» questo bilancio su quanto avvenuto - in fatto di musica liturgica - dopo la riforma conciliare: «Non tutto è valido, non tutto è da buttare». Liberto se la prendeva soprattutto con il «minimalismo musicale, che spesso significa sciatteria». Ma non era tenero neanche con la «musica sacra» del passato, che «in moltissimi casi non è affatto adatta alla liturgia». Come capolavori «ineseguibili in chiesa», citava la Missa solemnis di Beethoven e la Messa da Requiem di Verdi.
Tra gli invasori musicali delle chiese, il Papa non ha citato il rock, che nella liturgia - almeno in Italia - non ha messo quasi mai piede. Ma certo esso dovrebbe essere classificato tra le forme «poco consone» al culto. Una volta il cardinale Ratzinger - in un libro sullo «spirito della liturgia» - lo descrisse come «espressione di passioni elementari, che nei grandi raduni di musica hanno assunto caratteri cultuali, cioè di controculto, che si oppone al culto cristiano».

Luigi Accattoli

20 febbraio 2003

MAGENTA
Spettacolo e giochi di prestigio per i ricoverati del «Fornaroli»

Magie in corsia, all'ospedale di Magenta. Stasera, alle 20.30, nei reparti e nella sala della rotonda dell'ospedale Fornaroli, in via al Donatore di Sangue 50, gli artisti del Club magico italiano offriranno uno spettacolo di magia e giochi di prestigio ai pazienti dell'ospedale e ai loro visitatori. Durante lo spettacolo saranno presentate le attività delle associazioni «Mago Sales» e «Magicians sans Frontières» che propongono adozioni a distanza in Birmania, Cambogia e Nepal.

16 febbraio 2003

TEATRO REGINA
Festival della musica cristiana, concorso per nuove proposte

Il Comitato Regionale Lazio del movimento cattolico Rinnovamento nello Spirito Santo ha organizzato per oggi il 1° Festival della Musica Cristiana. Il programma prevede un concorso per nuove proposte musicali cristiane. Alla manifestazione, parteciperanno diversi cantautori italiani che hanno già pubblicato lavori discografici, tra cui: Umberto Cherubini, Cristina Damonte, Leonardo Civitavecchia, oltre ai gruppi musicali Piccoli Cantori e Arca della Lode. Ospite internazionale sarà invece il cantautore peruviano Ronaldo La Barrera. E' anche previsto un momento musicale e coreografico sul tema «Dio al cinema» con l'esecuzione di brani tratti dai film «Jesus Christ Superstar» (foto) e «Mosè» da parte della solista Marina Liberatori. Teatro Regina, via Barbosi 6, oggi dalle 20. Info: 06.79848184
Cronaca di Roma

 
   

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