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PREGARE CON
RITIMI DIVERSI
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Suor
Cristina Damonte con Irenne Coronnado (Guatemala) e
Pollyanna Dorough (sorella Howie D. Backstreet Boys) |
Ringrazio di cuore il Signore della vita e della musica che mi ha
permesso di comunicare attraverso il mondo di internet,
qualcosa di questa mia avventura musicale che prima di tutto è
un'esperienza di ascolto, di riflessione, di comunione fraterna.
Queste poche righe nascono dalla mia esperienza di vita
consacrata, chiamata ad annunciare il Vangelo attraverso il
linguaggio della musica. Sono una suora Figlia di San Paolo, una
Paolina e noi Paoline abbiamo come carisma il compito di
comunicare il vangelo a tutti gli uomini e le donne utilizzando
gli strumenti di comunicazione sociale e la musica è un
linguaggio molto comunicativo per far passare la Buona Notizia che
salva, che apre cammini di speranza, di libertà, di solidarietà
nella vita di tanta gente. Sono una cantautrice, una che cerca di
ascoltare i segni dei tempi, che cerca di toccare le sorgenti
senza fare rumore, per far sgorgare la vita dove la storia
annuncia morte, per fare sgorgare libertà dove la storia annuncia
schiavitù, per far sgorgare speranza dove la storia annuncia
disperazione! Ci tengo a dire che la mia avventura musicale è
nata dopo una notte di preghiera, quando tornando a casa, non ero
ancora entrata tra le Figlie di San Paolo, ho sentito forte la
necessità di tradurre in qualche modo quello che personalmente
avevo vissuto, per poterlo regalare ad altre persone e con stupore
e meraviglia mi sono ritrovata per la prima volta a scrivere una
canzone. Da quella notte è partita la mia avventura in compagnia
della musica, da quella notte ho chiesto a Dio di essergli
fedele, di essere fedele alla storia e ai poveri di questa storia
umana. Poi facendomi paolina ho avuto la possibilità di studiare
musica, di approfondire il linguaggio musicale, di venire in
contatto con autori e compositori che hanno arricchito enormemente
la cultura umana, senza però mai dimenticare la mia chiamata
iniziale, nata dall'incontro con Dio, dall'ascolto della Sua
Parola, dal suo silenzio, dalla sua preghiera. Il mio ambito
musicale non è quello liturgico, non scrivo canzoni per la
liturgia, anche se ultimamente sto scrivendo canti per una
celebrazione eucaristica, ma le mie canzoni sono di animazione,
per la catechesi, per meeting, e sono rivestite con un
arrangiamento moderno, che cerchi di rispondere alle esigenze del
mondo contemporaneo. Non è possibile pensare di voler comunicare
Dio non tenendo conto della sensibilità artistica e culturale di
oggi, non confrontandosi con il mondo dei giovani, anzi cercando
di trovare strategie nuove per entrare in sintonia con loro. Sono
ormai più di tredici anni che giro l'Italia per incontrare la
gente, per condividere insieme la passione per la vita, per
ascoltare i tanti perché dei giovani, delle famiglie, degli
anziani, di coloro che cercano un senso all'esistenza. Ho cantato
nelle chiese, nei teatri, nelle piazze, negli ospedali, nelle
carceri, ho incontrato tanti fratelli e sorelle che nella loro
semplicità stanno donando la vita, stanno percorrendo cammini di
speranza, stanno cercando strade di misericordia e di pace da
consegnare a chi verrà dopo di loro. Ho raccolto questa ricchezza
di umanità e ne ho fatto canzoni, ho raccolto il grido di dolore
di tanti cuori e ho chiesto a Dio di trasformarlo in offerta pura,
ho raccolto la gioia e l'entusiasmo di tante vite e le ho
ricantate e riconsegnate a uomini e donne bisognose di speranza e
di libertà. Sono convinta che chi fa musica ha qualcosa da dire,
da comunicare, da regalare al mondo, le sole parole non sono più
sufficienti per esprimere l'inenarrabile nostalgia di Dio che
abita la storia, mentre la musica può far assaporare l'infinito a
cui noi tutti apparteniamo. Oggi purtroppo nella nostra società
si fa di tutto per far dimenticare la dimensione escatologica da
cui proveniamo e verso la quale siamo diretti ma personalmente
come donna consacrata non posso arrendermi o tacere davanti a
questa mentalità dilagante e allora cerco con umiltà, ma
anche con fermezza, attraverso queste mie semplici canzoni di far
emergere questa dimensione trascendentale della vita, questa
chiamata all'eternità di Dio, questa sete di infinito che fa
parte del cuore di ogni uomo e di ogni donna. Il Santo Padre in
tutti i suoi documenti ha richiamato l'attenzione sull'importanza
della Nuova Evangelizzazione, sulla necessaria capacità di
cogliere i segni dei tempi per non interrompere il dialogo con
quella parte di umanità che sembra indifferente al richiamo di
Dio, per questo, e lo sto sperimentando sulla mia pelle, io credo
che la musica possa essere oggi un linguaggio comunicativo per
narrare Dio, per animare dal di dentro i sogni della nostra gente,
quei sogni che ci permettono di pensare in grande, di guardare la
storia con uno sguardo contemplativo che sa andare al di là delle
apparenze e dei superficiali interessi, e sa invece diventare quel
seme che lentamente muore per permettere alla vita di esprimersi
in tutta la sua pienezza. So per esperienza che i desideri di bene
nella mia vita e nella nostra vita alcune volte devono fare i
conti con i limiti umani, con le lentezze del cuore, con gli
egoismi personali che ci fanno sperimentare contraddizioni e
bruschi arresti, ma permettetemi di continuare a desiderare con
lucidità e amore che la musica, la nostra musica aiuti tanti
cuori a incontrare Dio, ad assaporare la bellezza di quel Dio che
da più di duemila anni continua a credere in noi, a fidarsi di
noi, a condividere con noi ciò che ha di più caro: il Suo
Figlio.
Non posso non commuovermi quando penso che una mia canzone ha
aiutato un giovane della Sardegna a uscire dal coma, o ricordare
con gioia la preparazione al Natale vissuto in una comunità di
extracomunitari e con alcune prostitute di Torino ritmato dal
suono di alcune mie canzoni, o la bellezza di alcune giovani che
mi comunicavano che avevano scelto la vita monastica o conventuale
aiutate anche dall'ascolto di alcune mie canzoni.
Questi sono per me i miracoli che la forza della vita e della
musica realizza nel cuore della storia, certo, nelle cose bisogna
crederci, viverle con infinita passione e gratuità,
rinnovando ogni giorno l'impegno di camminare anche
controcorrente, perché questo cammino di annuncio, di
testimonianza, di ascolto della storia riconsegnato poi in musica
non è facile, qualche volta non è capito neanche dal mondo
ecclesiale, ma come ci ricorda San Giovanni: "ciò che
abbiamo udito, toccato, contemplato, non possiamo tacerlo, ma è
necessario annunciarlo al mondo".
Porto dentro di me un grande desiderio che è quello di voler
restare sempre costi quel che costi, dentro la storia, per
carpirne i sussulti, i dolori, le speranze, i bisogni, vorrei
avere un cuore e una mente che batte nel presente per interpretare
e capire per quanto è possibile i momenti storici, vorrei leggere
con Dio il pentagramma di ogni cuore per poter restare in sintonia
con le melodie della vita. Concludo con una preghiera rivolta a
Dio perché Lui continui a cantare in me le sue melodie, per poter
cantare al mondo il Suo Vangelo, continui a suggerirmi gli
atteggiamenti del cuore per ascoltare il grido di bisogno di senso
di questa umanità, continui a regalarmi la certezza dell'alleluia
eterno che sarà cantato da Lui con noi sulla porta eterna!
http://www.cristinadamonte.it
e-mail
: c.damonte@paoline.it
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