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musica
cristiana contemporanea

N° 30
11 settembre 2002
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Quaranta
ore di festa in comunione con il Papa
La V edizione del Festival regionale di musica spirituale,
la Veglia in collegamento con Toronto e la S. Messa
presieduta dall'Arcivescovo
L'anfiteatro
antistante il Santuario diocesano della Madonna delle
Grazie in Torre di Ruggiero, uno dei luoghi mariani più
belli e suggestivi di tutta la Calabria, è stato il
centro di raduno dei tanti giovani che, nonostante la
pioggia, anzi con la sua "complicità", dal 26
al 28 luglio 2002 hanno reso concrete la fraternità e la
solidarietà partecipando alla V edizione del Festival
regionale "CantaGiovane
- dài volto all'amore", mentre a Toronto, anche
là sotto la pioggia, si svolgevano in presenza del Santo
Padre le XVII GMG.
Organizzata
dalla Comunità Monastica dei Piccoli Missionari della
Trinità, guidata da frate Franco Lio, con la preziosa
collaborazione della Consulta Regionale per la Pastorale
Giovanile e di don Maurizio Aloise, parroco e rettore del
Santuario, la tre-giorni di Torre di Ruggiero rimarrà a
lungo nella memoria dei partecipanti, oltre che per la
pioggia, anche per i momenti di particolare intensità
spirituale di cui è stato possibile fare viva esperienza,
connessi dai canti della corale del "CantaGiovane",
diretta da frate Tino Sanna.
La
manifestazione è stata caratterizzata dalla
partecipazione della calabrese Suor Paola D'Auria (famosa
figura della trasmissione televisiva "Quelli
che il calcio..."), che in una lunga intervista
concessa a frate Franco Lio ha raccontato vari aneddoti ed
episodi di vita, e dalle emozionanti performance di
Marcello Marrocchi ed Aurelio Pitino, due noti cantautori
gospel che hanno favorito un'atmosfera di preghiera.
Tra
i numerosi giovani cantanti e cantautori partecipanti al
concorso musicale (provenienti anche da altre regioni
della Penisola), che si sono esibiti sul palco
dell'anfiteatro nelle ore serali, la giuria ha premiato
Annalisa Costa e Maria Grattà: ad ognuna di loro è stata
assegnata una borsa di studio di 516 Euro per la
partecipazione ad uno dei corsi di formazione della Hope
Music School (servizio della Pastorale Giovanile della CEI).
Durante
la notte tra sabato 27 e domenica 28 luglio, in
un'atmosfera di profonda spiritualità e comunione
universale, ha avuto luogo nella Casa del Pellegrino la
veglia in comunione con il Papa e con i tantissimi giovani
di tutto il mondo radunati a Toronto per la XVII GMG,
comunione che i moderni mezzi tecnologici hanno reso
ancora più viva permettendo il collegamento in diretta e
rivelandosi in questa occasione preziosi strumenti di
fraternità e di pace, della quale i giovani sono stati
chiamati ad essere "costruttori".
La
"piccola GMG" si è conclusa nella mattinata di
domenica 28, alla presenza del sindaco di Torre di
Ruggiero Mario Barbieri, con la concelebrazione
eucaristica presieduta da S. E. Mons. Antonio Cantisani,
Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace e
presidente della CEC, che nell'omelia ha sottolineato il
ruolo fondamentale dei giovani nella costruzione della
Chiesa quale casa di comunione e palestra di santità e ha
ribadito che i cristiani sono "sale
della terra e luce del mondo" se sono capaci di
abbracciare la croce non per rassegnazione ma in quanto
via di salvezza. Egli ha poi affidato ai giovani la Chiesa
di Catanzaro-Squillace nella consapevolezza di consegnarla
nelle buone mani di persone disponibili a seguire fino in
fondo e in questa storia il Vangelo delle Beatitudini, il
volto più vero di Gesù e la "magna
charta" di ogni cristiano. L'Arcivescovo ha
infine consegnato a tutti i giovani partecipanti il testo
integrale della sua esortazione pastorale dal titolo "...e
la rete non si spezzò",
scaturita dal Convegno Ecclesiale regionale di
Squillace realizzato nel novembre 2001 sul tema
"Cristiani laici in Calabria", come mandato
missionario a vivere pienamente il Vangelo nella storia
dei nostri giorni e a rivelare a tutti il volto
affascinante di Cristo, unica ragione della nostra
esistenza.
Guido
Mauro
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La
Giornata diocesana dei Giovani
La testimonianza del certosino Padre Ignazio e il concerto del
cantautore don Mimmo Iervolino
Se
Dio agisce negli imprevisti degli uomini, allora abbiamo
potuto cogliere i segni della Sua presenza in ciò che
credevamo fosse un limite, ma che si è rivelato il segno
tangibile del suo essere con noi. Infatti, nonostante la
pioggia e la mancanza di strutture adeguate, la Giornata
diocesana dei giovani, svoltasi il 5 Maggio a Spadola, è
stata un’esperienza bellissima di fede e di gioia. Il
trasferimento, per un temporale improvviso, dalla splendida
cornice naturale del Santuario di S. Maria del Bosco in Serra
S. Bruno all'interno di un capannone di Spadola, con il
normale trambusto di un “trasloco”, non ha infatti
smorzato la voglia di vivere con grande entusiasmo questo
giorno speciale. Senza arrendersi, tutti i ragazzi presenti si
sono dati da fare per pulire ed abbellire quel luogo: dopo
aver bruciato tutti i record di allestimento, hanno permesso
che tutto avesse inizio.
Dopo
il momento di festa di apertura, i saluti e i ringraziamenti
alle dieci Vicarie presenti con circa 2000 giovani, ci si è
raccolti in silenzio per predisporsi alla preghiera e
all’ascolto della testimonianza di Padre Ignazio, il giovane
certosino che ha regalato ai ragazzi diversi spunti di
riflessione, semi di speranza e comunione tra la Chiesa
“attiva” e la Chiesa “contemplativa”. “Voi
giovani non siete soli nel vostro agire quotidiano - ha detto
il religioso - ma siete accompagnati dalla nostra preghiera,
che è segno della nostra vicinanza e del nostro affetto per
tutti voi”.
Concluso
l’apprezzato intervento, per riaccendere la festosità dei
giovani c’è stato un piccolo break dedicato alle prove dei
canti per la S. Messa, in cui si sono distinte la bravura
esecutiva e l’armonia canora e musicale della Music
Band del Centro diocesano per la Pastorale giovanile,
purtroppo penalizzata da vari problemi tecnici e logistici. A
mezzogiorno, in perfetto orario, ha avuto inizio la
concelebrazione eucaristica, presieduta dal nostro
Arcivescovo. Prendendo spunto dal Messaggio che il Papa ha
rivolto ai giovani per la XVII Giornata Mondiale della Gioventù,
Mons. Cantisani ci ha esortato ad essere il sale della terra e
la luce del mondo: i portatori, dunque, di una ricchezza
necessaria, quella della Verità evangelica che noi abbiamo
ricevuto in dono da Dio e che abbiamo il compito di
trasmettere anche agli altri, ridando nuova luminosità e
nuovo sapore alle azioni ed alle intenzioni della nostra vita
e della nostra fede.
Ogni
Vicaria, rappresentata da un giovane, ha ricevuto dal nostro
Pastore un mandato, raffigurato da un sacchetto
di sale da cui sembrava nascere un fiore di cera (la
luce), affinché porti nel proprio territorio la “luce” e
il “sapore” della presenza di Dio nella vita di ogni uomo.
Dopo
la fisiologica pausa per il pranzo, il pomeriggio è stato
animato dal “travolgente ciclone” Mimmo Iervolino, un
sacerdote campano da hit parade, che, con la simpatia
dirompente della sua personalità e delle sue bellissime
canzoni, ha scatenato l’entusiasmo dei ragazzi presenti.
Tanti i successi del suo repertorio: da Innamorati
di te (1994) a Jesus
on line (2001), che, accompagnati dalla mimica dei gesti,
hanno coinvolto i "giovani del capannone" in una
danza ininterrotta per l’ora e mezza circa della sua
straordinaria performance. Il concerto di don Mimmo ha
rappresentato il momento finale della manifestazione, che si
è conclusa con il saluto dei responsabili del Centro
diocesano per la Pastorale Giovanile e dei presentatori
Maurizio Condito e Cosimo Tassone e l’invito a rivederci
nella notte fra il 27
e il 28 luglio a Soverato, presso l’oratorio salesiano,
per vivere "live", assieme ai giovani di Toronto, la
veglia del Papa.
Maria
Antonia Lamanna,
Nicola
Chiriano
N° 23
12 aprile 2002
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Festa
dei giovani della diocesi a San Marco Argentano
Si
è svolto nei giorni scorsi la festa dei giovani della
diocesi, ben organizzata dall’équipe diocesana di
pastorale giovanile.
Tantissimi
giovani, circa mille, accompagnati dai rispettivi
parroci e provenienti dalla quasi totalità dei comuni
della diocesi di San Marco-Scalea, si sono riversati per
le strade cittadine dando vita ad una giornata di gioia
ed incontro.
Il
momento certamente più bello e gradito è stato il
concerto di Roberto Bignoli, tenutosi in una Cattedrale
gremita di un pubblico entusiasta ed interessato.
Roberto
Bignoli ha iniziato la sua carriera artistica all'età
di sedici anni partecipando a varie manifestazioni
canore e festival di musica leggera, oltre che facendo
da “spalla” ad alcuni big della musica italiana. Dal
1984 però ha dato una svolta importante e radicale alla
sua attività artistica proponendo, attraverso le sue
canzoni, tematiche di carattere sociale e religioso. Da
allora ha iniziato ad esibirsi in scuole, chiese,
carceri, ospedali e comunità di recupero.
Bignoli
ha al suo attivo diversi album e di recente ha publicato
“Ho bisogno di te”, il suo ultimo compact disc,
denso di forti emozioni e di importanti messaggi che non
possono lasciare indifferenti i suoi ascoltatori. E
proprio dal suo ultimo lavoro è tratto il brano
“Blues cielo blu”, che tanti consensi ha ricevuto
anche dai giovani che hanno partecipato alla
manisfestazione di San Marco.
A
questo proposito Marco Ferretti, membro dell’équipe
diocesana di pastorale giovanile, ha così commentato
l’iniziativa: “L’idea del concerto è nata con
l’intento di aggregare i giovani utilizzando come
strumento di socializzazione la musica. Infatti, anche
se ognuno dei partecipanti proveniva da diverse
esperienze personali ed associative, la musica ha
rappresentato uno straordinario collante per la riuscita
di questo bel momento di unione ed incontro”.
“La
manifestazione – ha concluso Ferretti – è stata
organizzata in preparazione alla giornata mondiale della
gioventù, che si svolgerà quest’anno a Toronto ed a
cui parteciperanno anche numerosi giovani della nostra
diocesi”.
Antonio
Luca Talarico
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