GRANDE SUCCESSO A VERONA

EDIZIONE 2004

"ECCO PERCHE' CANTO"

Grande spettacolo sabato (23 Ottobre 2004) sera all’Estravagario, il teatro tenda di Verona. In un clima di festa ed entusiasmo mille giovani della Diocesi hanno partecipato e “Ecco Perché Canto”, manifestazione canora organizzata dal Centro di Pastorale Giovanile. Si è trattato della ventunesima edizione di un incontro che è ormai tradizionale ma mantiene nel tempo tutta la sua carica di originalità, continuamente rinfrescata dall’avvicendarsi delle generazioni e dalla grande sfida di portare sul palcoscenico una musica animata dalla continua novità del Vangelo. Ogni anno c’è un tema preciso che fa da filo conduttore e da stimolo alla composizione, quest’ anno l’ispirazione la dava l’avvicinarsi della Giornata mondiale della gioventù a Colonia, che vedrà simbolicamente in cammino coi tanti giovani che vi parteciperanno anche i Magi, venuti per adorare Gesù. Lo slogan ideato per la manifestazione è stato quindi “Mille strade, una stella”, e la sfida era quella di comporre un inno che potesse accompagnare la gioventù veronese verso la GMG. In molti hanno risposto, ben ventuno gruppi  di cui sedici hanno avuto accesso alla serata finale, e grandi sono stati i preparativi di una ineccepibile organizzazione, affidata alla commissione musica del CPG, che ha preparato con cura ogni momento, compresa la cena a base di ottimo risotto all’isolana. Nel pomeriggio una tavola rotonda sulla musica cristiana nella musica contemporanea aveva riscaldato i cuori di un buon numero di giovani davanti alle testimonianze di Luigi Mas, musicista poliedrico e produttore di una nuova casa discografica, la Merlino, dove la christian music è semplicemente alla pari con molti altri generi musicali contemporanei, di Gigi Giordano, che ha lavorato come arrangiatore di moltissimi cantautori cristiani e ora organizza eventi di risonanza nazionale all’insegna di questa tendenza artistica emergente, e di padre Raffaele Giacopuzzi, cantautore veronese che ha parlato del suo nuovo CD, in uscita in questi giorni, intitolato “C’era una casa piena di spifferi”, perfettamente ambientato sotto il grande tendone dell’Estravagario e nella direzione di una Chiesa giovane che è stanca ormai di chiudersi dentro mura sicure e va verso il mondo con la forza di una Buona notizia e dello Spirito Santo che si infiltra come uno spiffero nel cuore degli uomini. Veniva un po’ da pensare a quel Gesù che ha scelto di nascere in una grotta, segno di una verità che si afferma proprio nel consegnarsi indifesa alle mani degli uomini. Questa carica di gioiosa verità si è incarnata bene nei brani eseguiti durante la serata, all’insegna della luce di Cristo e del cammino faticoso ma entusiasmante degli uomini che si lasciano interpellare da Lui. I generi musicali andavano dal rithm and blues al rock, dal melodico tradizionale agli ultimi stili del cantautorato italiano, in alcuni casi con risultati di grande professionalità, in altri di grande simpatia, regalando al folto pubblico una serata di quasi tre ore di canzoni di sicura efficacia anche al primo ascolto e di personaggi a cui era facile affezionarsi da subito. La giuria, composta da alcuni musicisti e da membri del Centro di pastorale giovanile, ha ritenuto di segnalare come vincitore il gruppo Gierrepì, espressione musicale della Comunità Regina Pacis,(http://www.reginapacis.vr.it/) con la canzone “Siamo venuti per adorarlo”, di grande impatto nello sviluppare con essenzialità il tema proposto. Un arrangiamento di grande classe e la notevole presenza scenica arricchivano ulteriormente il pezzo, ben presto cantato da tutti i partecipanti alla serata. Altri momenti di grande intensità, segnalati anche dalla giuria, sono stati quelli regalati dalle “Piccole voci insistenti” di Nogara, che hanno dato grande risalto all’interessantissimo impasto vocale con un arrangiamento essenziale e di grande efficacia e dalla Peretto Sband di Negrar, che ha letteralmente travolto il pubblico col suo entusiasmo e la bravura delle sue soliste, che hanno interpretato con grande cuore un brano accattivante e di pregevole vena compositiva. La gioia dei partecipanti, il forte retroterra di gruppi in gran parte dediti all’animazione liturgica ed eroi per una sera, ma poi soprattutto nel servizio quotidiano, il grande concorso di giovani in un teatro fuori dai soliti circuiti autoreferenziali fanno sì che si possa parlare di un successo a tutto campo per questa manifestazione, portata avanti con coraggio da un piccolo gruppo di “giovani dentro” che crede in una musica veicolo di valori e occasione di festa vera intorno a Cristo, senza paura di confrontarsi col mondo d’oggi con le armi della semplicità e di una gioia che sgorga da dentro, gratuitamente, e che puoi portare a casa con te. Quando le luci del palco si sono spente, allora la stella ha ripreso a brillare, un po’ più forte di prima, ed è, e sempre sarà, la stella di chi non ha paura di camminare, anche cantando insieme.

 

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