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Giovani traditi
dall'ecstasy
di Carlo Climati
md3416@mclink.it
La
discoteca rappresenta una risposta a un sano e comprensibile
desiderio dei giovani: quello di riunirsi per trascorrere qualche
ora ballando, incontrando altri amici. Questo è il punto di
partenza, che accomuna tanti ragazzi. E fino a qui, non ci sarebbe
nulla di male. Ma il punto d'arrivo, a volte, è ben diverso. Si
inizia con un semplice desiderio di ballare, e si finisce con il
consumare droga o morire in automobile, sulla strada del ritorno a
casa. Ciò significa che qualcosa non funziona. La voglia di
divertimento dei ragazzi viene tradita dai "burattinai"
di turno. Ovvero: da chi gestisce le discoteche e si arricchisce
sulla pelle dei giovani, creando ambienti pericolosi e facendo
finta di non vedere ciò che accade nei propri locali.
Nell'oscurità della notte, infatti, si nasconde un grande nemico.
Un traditore che si presenta con un volto simpatico, innocuo,
amichevole. Si chiama "ecstasy". E' la nuova droga che
miete vittime in molte discoteche, in ogni parte del mondo.
L'ecstasy è una pillola colorata, venduta in molti locali da
ballo. E' il principale strumento di autodistruzione delle nuove
generazioni, sempre associato al suono assordante e martellante
della musica da discoteca. Si ingerisce con facilità e non desta
le preoccupazioni di altri tipi di droga (come, ad esempio, il
rischio di contrarre l'Aids).
Chi consuma l'ecstasy crede di assumere dei
"superpoteri", come certi personaggi dei fumetti. In
realtà, l'unico vero potere ce l'ha la droga, ed è quello di
rendere lentamente schiavi.
Il prezzo che si paga, ingerendo certe pastiglie, è altissimo.
L'ecstasy produce un'eccitazione del tutto innaturale e una
perdita di consapevolezza delle reazioni del proprio corpo.
Il rischio mortale è legato al possibile colpo di calore, dovuto
all'eccessiva attività fisica e all'aumento critico della
temperatura corporea.
Il vero dramma è che i giovani non sono assolutamente consapevoli
delle terribili conseguenze di questo nuovo tipo di droga. Non a
caso, l'ecstasy viene offerta sotto forma di pastiglie che hanno
un'apparenza simpatica, accattivante, affascinante.
Alcune pillole raffigurano disegni che si ispirano ai personaggi
dei fumetti e dei cartoni animati. Ad esempio: Superman, Batman,
Snoopy, Popeye (Braccio di Ferro), Fred e Barney (i due
protagonisti della serie "Flintstones"), Mammolo, Dotto
(i nani di Biancaneve) e altri.
Ci sono, poi, immagini di animali (colomba, cane, gatto,
passerotto, bulldog, rondine, toro, cavallo), o simboli grafici di
marche di automobili e sigarette. Altre volte, le pillole vengono
semplicemente definite con nomi di donna, di gruppi rock o con
parole che fanno riferimento al sesso.
Naturalmente, non tutte le discoteche sono uguali e non bisogna
cadere nell'errore di generalizzare. Ma al tempo stesso, non si
devono chiudere gli occhi di fronte alla realtà. Alcuni problemi
esistono e non si possono nascondere.
La notte sembra essersi trasformata in un enorme palcoscenico in
cui, spesso e volentieri, è di scena lo spettacolo del cattivo
gusto. Lo specchio perfetto di questa tendenza è racchiuso nei
biglietti che pubblicizzano alcune feste in discoteca.
Si tratta di cartoncini colorati, di varie dimensioni, che vengono
distribuiti gratuitamente ai ragazzi per invitarli a partecipare a
un particolare evento. Molti di questi biglietti d'invito non si
limitano soltanto a fare pubblicità a discoteche, ma raffigurano
immagini con contenuto violento e brutale. Proviamo ad osservarne
alcuni.
Il più impressionante è certamente quello che ospita la foto di
due bambini, deformata al computer, con una grande scritta in
lingua inglese: "Father I wanna kill you" (Padre, io
voglio ucciderti). Altrettanto agghiacciante è il cartoncino
pubblicitario in cui spicca l'immagine di un teschio con gli occhi
infuocati e i denti da vampiro. Intorno al cranio c'è una corona
di spine. Sullo sfondo, si vedono alcuni uomini incappucciati che
bruciano delle croci.
Un altro biglietto raffigura un condannato a morte sulla sedia
elettrica. Sotto, c'è una scritta beffarda: "Elettroshock
for your minds" (Elettroschock per le vostre menti).
Spesso si trovano disegni o simboli tipici del mondo del
satanismo. Ad esempio, un cartoncino raffigura un demone, con le
corna, che sta per avventarsi su una donna nuda. Un altro mostra
l'immagine di un uomo urlante che sovrasta una stella a cinque
punte in un cerchio.
Si tratta di un simbolo che viene utilizzato nei riti satanici o
di stregoneria. La festa pubblicizzata, non a caso, si chiama
"Inferno".
La stessa stella compare sul petto di un bambino circondato dalle
tombe di un cimitero, in un biglietto che pubblicizza una festa di
Capodanno. Intorno ci sono delle scritte dal sapore enigmatico:
"L'anno vecchio è morto. ma quello nuovo è così
malato.". E ancora: "Buon anno nuovo e buona malattia a
tutti".
Scritte di questo genere, strane e inquietanti, si possono trovare
spesso sui cartoncini d'invito di alcune discoteche. Ecco, ad
esempio, che cosa si legge su un biglietto che pubblicizza una
festa intitolata "Mater tenebrarum" (dal latino
"Madre delle tenebre"): "Ella sfida Iddio. Ella è
anche la madre delle follie; l'ispiratrice dei suicidi. Molto si
affondano le radici del suo potere; ma ristretto è il numero di
coloro su cui domina. Poiché ella può avvicinare solo coloro in
cui una natura profonda è stata sconvolta da un'intima
convulsione; coloro in cui il cuore trema e il cervello vacilla
sotto i colpi combinati di tempeste interne ed esterne".
Se questi sono i biglietti d'invito, possiamo ben immaginare che
cosa troveranno i ragazzi nelle feste che vengono pubblicizzate.
Sicuramente, non un ambiente positivo.
A peggiorare la situazione, poi, sono i modelli di vita proposti
da certi cantanti, molto ascoltati dai giovani, che esaltano il
culto della droga in canzoni, concerti ed interviste. Così
facendo, finiscono per incoraggiare l'idea di una droga
"simpatica", accettabile, con cui sarebbe possibile
convivere senza problemi.
Non meravigliamoci, allora, se esiste l'ecstasy in discoteca. La
non-cultura delle pillole colorate è figlia di certi
"cattivi maestri", che tradiscono i sogni e le speranze
dei ragazzi.
Fortunatamente,
nel mondo della musica, stanno aumentando sempre di più le
testimonianze di artisti che abbandonano la droga e diventano
modelli positivi per i giovani. Un caso significativo è quello di
Roberto Bignoli, cantautore portatore di handicap, protagonista di
una storia bellissima, raccontata nella videocassetta "Una
voce per la speranza" (Edizioni Messaggero S. Antonio di
Padova - Pater TV).
Roberto ha vissuto da bambino l'esperienza della povertà e della
malattia, per passare successivamente a quella della droga e del
carcere. Ma poi è arrivata la luce. La fede ha cambiato
radicalmente la sua vita, indicandogli una strada nuova.
Oggi Roberto Bignoli è uno dei più noti e apprezzati cantautori
di ispirazione cristiana. Sposato con Paola, è papà di due
bellissime bimbe: Mariastella e Mariachiara. Nel dicembre 2001 ha
ricevuto a Washington il premio "Unity Awards", come
migliore artista cristiano internazionale.
L'infanzia di Roberto è stata drammatica. Figlio di una ragazza
madre, si è ammalato di poliomielite e ha vissuto per anni in
vari istituti. "Nella mia gioventù - racconta Roberto -
provavo una profonda sensazione di rabbia. E l'ho sfogata
attraverso l'esperienza della droga, che mi ha condotto anche in
carcere. Sono stati anni difficili, in cui mi illudevo di trovare
la felicità fuggendo dal mondo. Poi, col passar del tempo, ho
capito che tutto questo era un inganno. La droga non può e non
potrà mai essere una risposta, una soluzione ai propri problemi.
E' ciò che cerco di comunicare, oggi, ai tanti giovani che
cercano un'evasione nell'ecstasy. Vorrei invitarli a usare la
testa e a capire che la vita non può essere sprecata in questo
modo. Deve diventare, invece, una stupenda occasione per fare del
bene e aprirsi agli altri".
Carlo Climati
Tel. 06 88642549
http://www.carloclimati.com/
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