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UN CANTO PER
DARE SAPORE ALLA VITA
intervista con
Padre Gottardo Gherardi cantautore monfortano
di Paolo Migani
L'Ancora CVS
http://www.sodcvs.org/it/riviste/ancora.htm
Padre Gottardo Gherardi, missionario monfortano, è prete dal
1983. Svolge principalmente il suo ministero sacerdotale tra i
ragazzi e i giovani come animatore vocazionale. I suoi canti sono
nati all'interno di questa esperienza, per trasmettere valori e
ideali sui grandi temi della vita, della solidarietà e della
pace. Innanzitutto la chiamata alla vita, accolta e vissuta come
dono; la chiamata alla sequela di Cristo, la scelta del progetto,
la disponibilità al Regno e l'annuncio del Vangelo.
Attualmente è parroco presso la chiesa di San Luigi Grignion de
Montfort, a Roma.
Ha pubblicato il suo primo lavoro musicale nel 1994, dal titolo:
"Chiamami ancora", con le Edizioni Monfortane di Roma.
Nel 1996 pubblica il secondo lavoro: "Cerco la tua
presenza", ispirato a temi quali la solidarietà, mondialità,
pace. Anche questo edito dalle Edizioni Monfortane, in cassette,
CD e libretto con testi e musica.
Nel 1997, in collaborazione con amici cantautori di ispirazione
cristiana, per celebrare il 50° di canonizzazione del Padre di
Montfort, pubblica un CD e una cassetta dal titolo: "Aprite a
Gesù Cristo", sempre edite dalle Edizioni Monfortane di
Roma.
E' uscito in settembre il nuovo album dal titolo: "Piccole
gocce", dodici canzoni da ascoltare con il cuore, dalle
Edizioni Monfortane. Fa parte della nazionale di calcio
"Preti dell'altro mondo", impegnata in iniziative di
solidarietà e di aiuto verso le popolazioni più bisognose.
P. Gottardo, anche tu appartieni al gruppo, piuttosto ricco ed
eterogeneo, dei cantautori di ispirazione cristiana. A quando
risale l’inizio della tua carriera? Ho iniziato a scrivere
canzoni da circa dieci anni con le edizioni Monfortane,
espressione della congregazione religiosa cui appartengo.
Il canto religioso esplora un territorio delicato, tocca le
realtà più profonde dell’esistenza, il senso delle cose e
dell’intera esistenza. Da dove nasce l’ispirazione per cantare
tutto questo?L’ispirazione delle mie canzoni nasce, alcune
volte, da letture: ad esempio brani letterari, poesie, articoli.
Spesso nasce invece dall’osservazione, guardando la realtà di
tutti i giorni. A volte lo stimolo può venire da qualche discorso
del Papa. Così è stato, ad esempio, per il canto «Salati
dall’amore», che ho composto in occasione del Giubileo dei
Giovani, nell’anno 2000.
Passione, creatività, storia personale. Oltre ad essere
espressione di arte, la canzone è anche un buon strumento
pastorale? La mia passione per la musica è nata
nell’adolescenza, quando ho imparato ha suonare la chitarra. Poi
l’occasione di animare liturgie, celebrazioni eucaristiche,
momenti di festa, ha rafforzato questa mia dedizione, soprattutto
durante il periodo degli studi in seminario. Infine, da giovane
prete, la musica ha continuato ad essere uno strumento importante
ed efficace di animazione e educazione: per i ragazzi in seminario
o nei campi scuola.
C’è
«mercato», nel vasto mondo della canzone, per i cantautori di
ispirazione cristiana?Il mercato della canzone è in crisi e
non si vuole certo mettere a rischio lo spazio già occupato,
facendovi entrare nuovi generi o nuove attenzioni musicali. C’è
forse anche un certo spirito anticlericale di fondo, che si
manifesta anche in questo ambito. La musica dei cantautori di
ispirazione cristiana è stata sempre considerata un po’ come di
seconda scelta, di serie B, qualcosa che riguarda solo lo spazio
della chiesa. È come se si desse per scontata la scarsa qualità
del prodotto. Ho l’impressione, invece, che oggi vi sia della
canzone cristiana di qualità: nella musica e anche nella bellezza
dei testi. Penso che sia stato raggiunto un buon livello, anche se
rimaniamo un po’ confinati ai margini del mondo musicale.
Nella vita c’è una cosa che sembra essere la più lontana
dalla musica, dal canto: è il dolore, la fatica di vivere. Ti è
capitato di incontrare queste esperienze con le tue canzoni?
Ci sono state delle occasioni in cui ho incontrato persone che mi
confidavano di aver trovato aiuto nelle mie canzoni, in momenti di
sconforto e tristezza. È un’ esperienza molto bella, sapere che
una tua canzone ha potuto fare del bene, dare speranza, restituire
serenità. È forse poca cosa, come il piccolo apporto di una
goccia nel grande mare della vita. Ma, come diceva madre Teresa,
«se togliamo una goccia dal mare, il mare è più povero». Anche
noi, con le nostre canzoni, siamo come una piccola goccia nel
grande mare dell’amore di Dio.
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