MUSICA LEGGERA CRISTIANA E NUOVA EVENGELIZZAZIONE
Un ponte possibile verso le nuove generazioni

di don Mimmo Iervolino

studente di Scienze delle Comunicazioni Sociali UPS Roma

e-mail : info@mimmoiervolino.it


Questo lavoro si svolge in due capitoli. Nel primo ci si inoltrerà attraverso una ricognizione sociologica, del Ferrarotti, nel mondo giovanile, ma soprattutto si prenderà coscienza di quanto la musica leggera (rock, pop, rap ecc.) sia importante per i giovani, tanto da identificarvisi, da “abitarla”. La stessa identificazione viene sottolineata anche dal punto di vista di un musicologo, Michelone, e di un giornalista-scrittore, Climati.
Il mondo  giovanile dunque, viene studiato attentamente se non altro perché è una fetta di target che consuma musica e l’industria della musica leggera il music-business[1] lo sa.
Prenderemo poi coscienza che la musica leggera di ispirazione cristiana[2] e più specificamente, cattolica, “non esiste”, né per il mondo secolare, né per quello “religioso”. Cioè per quelle istituzioni: Chiesa, scuola, famiglia, che potrebbero invece usarla come ponte, come ulteriore strumento di dialogo, verso i giovani e i giovanissimi. Questi ultimi, guidati dai mass media conoscono solo la musica secolare e non anche quella di ispirazione cristiana.
Questa “nuova musica”, così, è in cerca di un riconoscimento “culturale”.
Intanto ci sono agenzie nate spontaneamente, che la promuovono.
Nel capitolo secondo muoveremo i passi dai prodromi della nuova evangelizzazione, lanciata da Giovanni Paolo II e dall’esigenza che vengano individuati e usati, linguaggi nuovi per una comunicazione efficace della fede. Si terrà conto moltissimo del lavoro di M.C. Carnicella, Comunicazione ed evangelizzazione nella Chiesa.
Daremo il profilo dell’evangelizzatore del XXI secolo che deve muoversi tra la dimensione profetica e quella poetica, tra la narrazione e i linguaggi dei Media. Faremo riferimento anche alle linee di pastorale giovanile date dal Tonelli, nel Dizionario di Pastorale giovanile, delle edizioni LDC, dove si accenna all’importanza della musica per aggregare i giovani (ma senza specificare di che musica si tratta).
Si arriverà alla conclusione che la musica leggera cristiana può essere un valido strumento per l’evangelizzazione delle nuove generazioni. Uno strumento del quale bisogna ancora scoprirne il valore. Mentre in Italia e nel mondo cattolico, si è ancora in alto mare c’è da constatare che in quello evangelico, specie negli USA, un tale discorso è già avviato da tempo:
 
La cultura delle chiese evangeliche si è sempre sintonizzato su quella popolare. Ne è un esempio in America lo sviluppo della musica degli evangelici, che ha continuamente adattato ritmi e forme della musica popolare americana. Oggi la loro musica religiosa è una variazione popolare di quella “country-western” e “rock”. I cantautori del Vangelo sono tra i migliori artisti della musica popolare e molti divi della musica popolare, come Bob Dylan, passano dalla musica pop religiosa a quella pop profana e viceversa.[3]
 
Infine proporremo una breve ricognizione su due lavori discografici che vogliono, senza presunzione, essere un tentativo di nuova evangelizzazione attraverso la musica leggera cristiana: Buonenuove, Jesus on line.
 




[1] Cfr. F. CORIASCO, Musica: e adesso?, in «Città Nuova», 19 (2001), 64.

[2] Il discorso su questo tipo di musica si allarga anche verso il mondo evangelico, qui ci riferiremo ad essa solo nell’ambito cattolico.

[3] R. WHITE, I mass media e la cultura nel cattolicesimo contemporaneo, in R. LATOURELLE (Ed.), Vaticano II: venti anni dopo -  Bilanci e prospettive, Assisi (PG), Cittadella, 1987, 1555-1556.

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Relazione Completa

 

   

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