| |
|
GMG
ROMA 2000

12
agosto 2000 CRONACA PIACENTINA
Musica
e riti religiosi per 700 stranieri che, con centinaia di
piacentini, raggiungeranno Roma per il Giubileo Pellegrini in
piazza a ritmo di gospel - Giovani da 4 continenti, incontri e
spettacoli fino a domani -
Piazza
Cavalli, nonostante i suoi forti legami con la tradizione
piacentina, ha vestito nelle ultime due sere gli abiti
dell'internazionalità: merito dei 700 giovani stranieri che in
questi giorni sono ospiti della diocesi. Fanno tappa a Piacenza
per quattro giorni per ripartire poi per Roma dove li attende il
giubileo con il papa Giovanni Paolo II. Si parla di un milione e
mezzo di giovani provenienti da tutti i continenti. STRANIERI. I
nostri ospiti sono in maggioranza francesi; altri provengono da
Polonia, Portogallo, Croazia, Brasile e Burundi. Con loro anche
una cinquantina di scout provenienti dalle diocesi di Adria e di
Gela. Composito e numeroso il gruppo francese: si va dalla diocesi
di Versailles e di Bourg en Bresse a quella delle isole di Wallis
e Futuna, nell'Oceano Pacifico, in Polinesia, con i suoi
pellegrini dai vestiti variopinti. OSPITALITA'.Buona finora la
risposta della macchina organizzativa ed in particolare
l'ospitalità affidata a parrocchie, ordini religiosi e famiglie.
Nella giornata di giovedì i giovani hanno raggiunto la città con
mezzi diversi, in ferrovia e in pullman; l'appuntamento per tutti
è stato alla sera in piazza Cavalli per le presentazioni
ufficiali e per un momento di spiritualità. I saluti
dell'Amministrazione comunale sono stati portati dal vicesindaco
Tommaso Foti a cui si è unito il presidente dell'Amministrazione
provinciale Dario Squeri. Le due maggiori amministrazioni civiche
hanno, infatti, concesso il loro patrocinio all'iniziativa. Foti e
Squeri non si sono limitati a dare il benvenuto alla numerosa
comitiva, ma hanno anche sottolineato il significato di questa
iniziativa in un momento in cui la nostra società si sta aprendo
ad altre culture. MUSICA. Vi è stato anche spazio per il ricordo
delle tradizioni locali con riferimento alla posizione strategica
della città sull'asse della via Francigena. I moderni pellegrini
del Duemila, festosi anche per la complicità della musica, di
fronte alle austere volte di Palazzo Gotico, hanno rappresentato,
secondo i due amministratori, continuità ed apertura al futuro.
La manifestazione è stata presentata da Barbara Tondini (autrice,
con Ettore e Gianni Cravedi, di un video su Piacenza); hanno
prestato servizio alcuni esponenti dell'Agesci e del Masci. Applaudito,
e soprattutto seguito con molta partecipazione, il cantante
canadese Denis Grady che fa parte dei cosiddetti cantautori di
Dio, fra l'altro nominato musicista gospel del 1999. PROCESSIONE.
Al termine vi è stato un momento di spiritualità nella vicina
chiesa di San Francesco. In processione, preceduti dalle bandiere,
i giovani si sono trasferiti nella basilica: sul sagrato gli scout
hanno acceso un grande fuoco a simboleggiare la luce che viene dal
Signore, rappresentato in quest'occasione dalla porta del tempio
attraverso la quale sono passati i pellegrini. Nel tempio, poi, si
sono susseguiti canti in diverse lingue mentre monsignor Luciano
Monari, ha commentato le Sacre Scritture, in particolare le parole
di Paolo alla Chiesa di Efeso. Rivolto ai presenti il Vescovo ha
concluso: «Io prego Dio perché doni a tutti una grande forza
interiore, vi liberi dai tormenti che possono bloccare la vostra
vita, vi guardi dalle seduzioni che possono condurvi in direzioni
sbagliate, vi faccia crescere nella libertà e nell'amore, vi dia
la forza di vivere e di accettare la vostra vita concretamente,
con tutte le sue ricchezze e i suoi limiti che potrebbero
mortificarla. Vi dia la gioia di ricominciare ogni giorno, la
sincerità di riconoscere i vostri errori, la fiducia nel perdono
di Dio e nella possibilità di vivere in pienezza la vostra
vocazione qualunque sia la situazione nella quale voi vi troverete».
VISITE. Ieri mattina appuntamento per tutti in Cattedrale dove il
Vescovo ha presieduto una liturgia della Parola. All'omelia,
pronunciata in francese, monsignor Monari ha ricordato i cardini
del cristianesimo: la rivelazione di Dio è Gesù che diviene lui
stesso la legge per l'uomo. Si è pregato in italiano, francese,
portoghese e polacco. Dopo il rito i giovani hanno visitato i
luoghi giubilari di Piacenza: un gruppo si è recato a Bobbio, un
altro a Chiaravalle della Colomba ed un terzo è rimasto in città.
Nel pomeriggio i gruppi si sono alternati. In primo piano alcune
esperienze di carità: la comunità "la Vela" di
Jiustiano, la Casa di accoglienza don Venturini e la Casa della
Carità di Palazzo Vescovile. CANTANTI. Di sera di nuovo incontro
in piazza Cavalli per lo spettacolo "Musica dal mondo". Tra
i cantanti impegnati sul palcoscenico il già ricordato Denis
Grady e la cantautrice del Guatemala Irene Valeska Coronado. E'
venuto meno all'appuntamento un gruppo vocale dell'Ecuador,
purtroppo assente per un incidente stradale. Oggi, sabato, con i
pullman, i pellegrini si trasferiranno nelle valli parmensi della
diocesi piacentina: a Bedonia, sede di un santuario giubilare,
saranno ad attenderli i 300 ospiti della Scuola europea dello
sport Barilla, pure loro stranieri. Alle 10,30 sono previsti
l'arrivo e l'accoglienza a cui seguirà una celebrazione nel
santuario della Madonna di San Marco. Alle 16,30, nel parco del
seminario vescovile, una grande festa segnata dall'internazionalità.
INCONTRI. Domani, domenica, alle 9,30, in cattedrale, solenne
celebrazione presieduta dal vescovo monsignor Monari. Vi
prenderanno parte anche gli 800 giovani piacentini che il giorno
seguente partiranno per Roma per prendere parte alle giornate
romane dedicate alla gioventù. Per l'intera domenica
continueranno le visite ai centri giubilari e gli incontri con
esperienze di carità tra cui anche il Centro Manfredini e la
mensa della fraternità della Caritas. I gruppi si alterneranno
completando i programmi già avviati il venerdì precedente.
TEATRO. Alla sera, alle ore 21, spettacolo dei Manicomics nel
cortile di Palazzo Farnese; titolo: "Viaggio organizzato solo
andata prima classe". Infine il lunedì seguente, 14 agosto,
alle ore 9, piacentini e stranieri, quindi in tutto 1.500 giovani,
si incontreranno in cattedrale, alle ore 9, per una preghiera
comune, pranzo e quindi partenza per Roma, alcuni con un treno
speciale, altri in pullman. Fausto Fiorentini
9
agosto 2000 CRONACA PIACENTINA
Giubileo
Partiti i volontari per la giornata della gioventù -Trenta
piacentini nei servizi logistici a Roma per l'incontro più
affollato dell'Anno Santo-
Sono
partiti ieri mattina, dalla stazione ferroviaria di Piacenza, i
volontari che a Roma, dal 15 al 20 agosto, presteranno servizio
per la quindicesima giornata mondiale della gioventù. I
piacentini sono una trentina: con altre migliaia di volontari (in
tutto 25mila) garantiranno i servizi logistici per i giubileo
forse più affollato di tutto l'Anno Santo, quello dei giovani (si
parla di un milione e mezzo di partecipanti). Nell'ambito di
questo grande avvenimento ecclesiale rientra anche la sosta di
quattro giorni che faranno a Piacenza oltre 700 giovani stranieri
provenienti da Francia, Polonia, Portogallo, Croazia, Brasile e
Burundi. Con loro anche 50 scout delle diocesi italiane di Gela e
di Adria. La diocesi piacentina ha predisposto un programma che
porterà la comitiva a contatto con le nostre strutture giubilari
e caritative. Si inizia domani sera, giovedì, alle ore 21 in
Piazza Cavalli, con la cerimonia ufficiale dell'accoglienza.
Interveranno le autorità e vi saranno canti di benvenuto. Atteso
dal mondo giovanile l'esibizione del cantante canadese Denis Grady
che fa parte dei cosiddetti cantautori di Dio. Alle ore 22,
nella chiesa di San Francesco, sarà la volta della spiritualità:
qui l'incontro di benvenuto sarà presieduto dal vescovo Luciano
Monari. E' previsto un momento di preghiera e di raccoglimento.
7
agosto 2000 CRONACA PIACENTINA
Manifestazioni
da giovedì a domenica - Quattro giorni di concerti visite, feste
e incontri -
Per
gli oltre 700 giovani, che per quattro giorni saranno ospiti di
Piacenza, la diocesi ha preparato un programma intenso: giovedì
prossimo, 10 agosto, alle ore 21 in piazza Cavalli vi sarà la
cerimonia ufficiale dell'accoglienza con l'intervento delle
autorità e con canti di benvenuto. Atteso dal mondo giovanile
l'esibizione del cantante canadese Denis Grady che fa parte dei
cosiddetti cantautori di Dio. Alle 22, nella chiesa di San
Francesco, vi sarà un momento segnato dalla spiritualità: qui
l'incontro di benvenuto sarà presieduto dal vescovo Luciano
Monari. Venerdì 11 agosto, alle 9,30, celebrazione eucaristica in
cattedrale per tutti presieduta dal Vescovo. In mattinata seguirà
l'incontro ai luoghi giubilari: un gruppo si recherà a Bobbio, un
altro a Chiaravalle della Colomba ed un terzo resterà in città.
Nel pomeriggio, mentre per due gruppi continueranno le visite ai
luoghi giubilari, ovviamente alternandosi, per uno sono previsti
incontri con esperienze di carità: Justiano, la Casa don
Venturini e la Casa della Carità. Dopo cena, alle ore 21, di
nuovo appuntamento in piazza Cavalli per lo spettacolo
"Musica dal mondo". Tra i cantanti impegnati sul
palcoscenico il già ricordato Denis Grady e la cantautrice del
Guatemala Irene Valeska Coronado. Sabato 12 agosto circa 15
pullman trasferiranno l'intera comitiva dei giovani ospiti, con
accompagnatori piacentini, a Bedonia dove saranno ad attenderli i
300 ospiti della Scuola europea dello sport Barilla, pure loro
stranieri. Alle 10,30 sono previsti l'arrivo e l'accoglienza a cui
seguirà una celebrazione nel santuario della Madonna di San
Marco. Alle 16,30, nel parco del seminario vescovile, una grande
festa segnata dall'internazionalità. Domenica 13 agosto alle
9,30, in cattedrale, celebrazione presieduta dal Vescovo. Oltre ai
700 stranieri, vi prenderanno parte anche gli 800 giovani
piacentini che il giorno seguente partiranno per Roma per prendere
parte alle giornate romane dedicate alla gioventù. Per l'intera
domenica continueranno le visite ai centri giubilari e gli
incontri con esperienze di carità tra cui anche il Centro
Manfredini e la mensa della Caritas. Alle 21, spettacolo dei
Manicomics nel cortile di Palazzo Farnese; titolo: "Viaggio
organizzato solo andata prima classe". Lunedì 14 agosto,
alle 9, piacentini e stranieri, quindi in tutto 1.500 giovani, si
incontreranno in cattedrale alle 9 per una preghiera comune,
pranzo e quindi partenza per Roma: 800 pellegrini partiranno con
un treno speciale; gli altri utilizzeranno altri mezzi, tra cui -
questo vale soprattutto per i francesi - i pullman con i quali
hanno raggiunto Piacenza.
Anche
la piacentina Mariuccia Sutti tra i "Cantautori di Dio"
In
Italia sono un centinaio gli associati
"CON LA MUSICA SI ARRIVA A
TUTTI"
Denis
ed Irene sono molto noti nel circuito internazionale della musica
religiosa. Un genere che in Italia sta cominciando lentamente ad
affermarsi, grazie anche all'opera dell'associazione "Il mio
Dio canta giovane", che riunisce un centinaio di cantautori
italiani di ispirazione cattolica. Tra questi, anche la piacentina
Mariuccia Sutti. Con lei abbiamo fatto il punto sulle finalità ed
i progetti dell'associazione. Mariuccia, che ha iniziato nei
gruppi parrocchiali, è venuta a contatto con questa realtà nel
1987 in occasione di un convegno di cantautori cristiani. "È
lì che ho capito di non essere un'anomalia, spiega, ma che anzi
la sensibilità per la musica poteva trasformarsi in un
servizio".
"La musica arriva ovunque ed oltrepassa le diffidenze,
osserva, la considero uno dei linguaggi che lo Spirito ispira per
parlare alle persone. Per questo chi canta è incoraggiato a
vivere un'esperienza di fede più forte all'interno della Chiesa.
Vogliamo dare una testimonianza di fede e di unità".
I pregiudizi intorno al genere sono ancora parecchi. Ma, specie
tra i ragazzi, stanno lentamente cadendo. "A colpire i
giovani è soprattutto l'unità dei musicisti, nonostante le
diverse provenienze, e il fatto che qualcuno si occupi di loro,
comunichi dei valori", racconta Mariuccia, che, da
insegnante, ha più volte proposto ai suoi alunni incontri con
cantautori cristiani."Speriamo che anche la Chiesa creda di
più in noi, conclude la cantautrice piacentina, sentiamo
soprattutto la mancanza di una guida spirituale che ci aiuti a
valutare come esprimere quel che abbiamo dentro".
La piacentina Mariuccia Sutti occupa un posto importante tra i
"cantautori di Dio". Con le sue canzoni ha saputo
coinvolgere i numerosi giovani stranieri che gremivano
piazza Cavalli. A lei si deve in gran parte l'organizzazione della
riuscita serata musicale ai piedi dell'austero palazzo Gotico.
SENZA
FRONTIERE
a cura di Alberto Cadisco
E-mail:emoglico@inwind.it
"DOPO ROMA…E' TEMPO DI LIBERARE LA GIOIA!"
Se
dovessi in poche righe raccontare la serata del 30
settembre,focalizzerei l'attenzione e il pensiero su un momento
ben preciso,che ancora ricordo con emozione:uno dei
cantanti,presentandosi,parla della sua esperienza riferendosi
anche al proprio passato un po' buio,una vita sbandata che si
capovolge radicalmente, quando meno se lo aspetta, nel momento in
cui incontra Gesù.Fantastico sentirlo pronunciare queste parole e
vedere come realmente,dentro di sé,vive l'esperienza di questo
incontro; questo "feeling" con Gesù lo ha portato a
raccontare anche alle altre persone la necessità di vivere con
Lui: lo fa cantando, salendo sui palchi e arrivando nelle piazze
di tutta Italia e,ormai,del mondo.
Roberto aderisce all'associazione "Il mio Dio canta
giovane",gruppo che il 19 e il 20 agosto è anche stato
presente a Tor Vergata per la celebrazione della XV° GMG. E'
proprio sull'onda dell'entusiasmo scaturito dalla condivisione di
Gesù con 2 milioni di giovani che don Lorenzo ha invitato queste
persone anche a Bagnolo.Se pensiamo che tra qualche mese il nostro
paese vivrà l'intenso momento delle Missioni,la serata trascorsa
con questi cantautori ne è stata senz'altro una degna
anticipazione.
In bocca resta forse l'amaro legato alla scarsa partecipazione
della gioventù:dal momento che l'iniziativa era estesa all'intero
Cremasco, non mi aspettavo sinceramente solo 200 persone
(ovviamente non tutti giovani….);siamo alle solite: guai a
toccare il sabato sera, altrettanto impensabile
"sorbirsi" delle persone che cantano valori che per
molti non sono più ai primi posti.
Don Zambuto, presidente dell'associazione, dice che "il
cantautore di Dio è colui che canta con il cuore la vita,
condividendo le fatiche, le gioie ed i dolori degli uomini":
questo mi apre gli occhi sul fatto che ognuno di noi può
esserlo,imparando ad apprezzare giorno dopo giorno la vita che ci
è stata affidata;se siamo accordati dentro noi stessi,le
stonature di voce Gesù le accetterà volentieri, chiudendo un
occhio o meglio…le orecchie.
NOTIZIARIO
RELIGIOSO - Novembre 2000
a cura della Missione Italiana (Germania)
http://webgiornale.de/
Tobia Bassanelli 
Cantautori
di Dio, per una fede che si nutre anche di arte e bellezza
Alcuni di loro si stanno già preparando in vista della
"Giornata mondiale della Gioventù" di Toronto nel 2002,
altri continuano a cantare e scrivere canzoni pur facendo un altro
lavoro (il prete, l'insegnante, l'impiegato, e così via): così
don Matteo Zambuto, presidente dell'associazione nazionale Il mio
Dio canta giovane, presenta questa realtà di cantautori, una
settantina in tutto, che da alcuni anni sta portando in giro per
l'Italia e anche per il mondo il messaggio cristiano sotto forma
di canzoni, ballate e
spettacoli musicali.
"In quest'epoca post-conciliare, in cui fioriscono nella
Chiesa esperienze e ricerche di nuove forme di evangelizzazione -
spiega don Zambuto – vi sono anche i 'Cantautori di Dio',
persone che utilizzano i vari linguaggi della musica per
testimoniare la propria fede. Gli scopi dell'associazione sono di
promuovere e sostenere la creazione e diffusione della canzone di
ispirazione religiosa, favorendo anche la solidarietà tra gli
autori, gli editori, gli esecutori, gli organizzatori.
Naturalmente – prosegue il
presidente – cerchiamo anche di favorire lo scambio tra diverse
esperienze musicali e lo sviluppo di tutti i mezzi per far
crescere l'associazione e aumentare gli aderenti".
Don Zambuto è un esempio di questa attività musicale e di
annuncio evangelico. Prete in diocesi di Pavia, alterna ai
numerosi impegni di carattere pastorale quelli di proposta e
testimonianza musicale. Nelle ultime settimane ha tenuto concerti
in Italia settentrionale durante i quali ha avuto modo di parlare
di aborto, amore, vita, morte, tutti temi – dichiara –
"su cui molte volte non ci canta e non si dice niente".
Alla domanda su chi è il "cantautore di Dio", don
Zambuto risponde che "è colui che canta con il cuore la
vita, condividendo le fatiche, le gioie ed i dolori degli uomini.
Il 'cantautore di Dio' si propone di trasmettere la sua
maturazione cristiana soprattutto attraverso l'espressione
artistica, coniugando il modo armonioso ed equilibrato, fede e
professione musicale".
Il
GIORNALE del PELLEGRINO
Comitato
Centrale del Grande Giubileo dell'Anno 2000 (dicembre 2000)
LA
TESTIMONIANZA - QUANDO L'HANDICAP DIVENTA VOCAZIONE
Un
cantore della fede
Paolo
Romano
L'
handicap motorio rappresenta per Roberto Bignoli uno stimolo ad
elevarsi sulle ali della musica. Seguendo con sacrificio la sua
vocazione artistica, grazie al dono di una voce eccezionale, ha
scelto di cantare Dio, testimoniare la propria esperienza di fede
ed il cammino vissuto attraverso 'la musica leggera", o per
usare un'espressione più poetica, "la leggerezza della
musica". Ha al suo attivo diversi album, tra cui "Tempo
di pace", prodotto dalla Paoline e partecipazioni a
compilations internazionali. Il suo brano "Ballata per Maria"
che apre il Cd "Il Mondo canta Maria" è diventato una
popolarissima sigla di "Radio Maria". Si è esibito
dinanzi al Papa, e in concerti in Europa, Stati Uniti e America
Latina. Un talento indiscusso per un percorso artistico ed
esistenziale cominciato, però, tutto in salita. Bignoli che oggi
ha 44 anni, si è dovuto confrontare sin dall'età d'un anno, con
difficoltà motorie causate dalla poliomielite. Dopo l'infanzia in
collegio, ha vissuto una giovinezza molto travagliata, attraverso
i movimenti di contestazione giovanile e della beat generation.
In
che modo hai cercato di superare le difficoltà della vita e
quelle dell' handicap?Dopo
diverse esperienze difficili in cui la mia vita non aveva senso,
ho incontrato l' amore di Dio. Il mio cambiamento di rotta è
iniziato dopo un viaggio a Medjugorje. Lì ho sentito subito nel
mio cuore una gran voglia di cambiare. Tornato a casa ho
cominciato a pregare, a dire quotidianamente il Rosario e ad
andare a Messa. Cosi se in precedenza avevo provato la strada
della canzone nel mondo dello spettacolo, ora desideravo dedicarmi
a scrivere testi musicali di carattere religioso. Così è nata la
prima "Canzone per Maria".
Di
cosa parlano le tue canzoni?Dell'amore
di Cristo per tutti gli uomini, della bellezza del creato, della
gioia di vivere che contagia anche chi deve affrontare la
sofferenza. lo non cerco di convincere nessuno, presento la mia
esperienza d'incontro. Lontano da ogni retorica è possibile
proporre al pubblico canzoni che sappiano raccontare tematiche
forti e valori veri, anche al ritmo di una canzone orecchiabile.
Cosa
significa per te il Giubileo?"Penso
che rappresenti per tutta l'umanità un'occasione importante per
rimettersi in discussione, per riconciliarsi, per costruire
insieme un futuro migliore, per dare speranza ai giovani. Come
padre di due bambine, guardo anch'io a loro come segni di futuro.
ROMA
: UN GIUBILEO GIOVANE
Ho
partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù con la famiglia
Monfortana (Missionari Monfortani, Figlie della Sapienza, Fratelli
di San Gabriele). Eravamo circa 500 persone provenienti da 15
paesi del mondo. Personalmente ho accompagnato 10 giovani di
Verona e posso dire di aver vissuto un'esperienza molto giovane,
creativa, ma... anche impegnativa. Il pomeriggio del 16 agosto e'
è stato un momento di festa , di incontro tra i vari gruppi, di
conoscenza e di scambio attraverso la musica, il canto ,il mimo,
le scenette ecc. L'incontro chiamato "NOTE DI FESTA" è
stata l'occasione per ogni nazione o gruppo di presentare qualche
aspetto della vita e della fede attraverso le varie espressioni
artistiche. All'interno di questo incontro ho presentato con i
miei giovani due canzoni: LE MIE ALI NEL VENTO E GIOVANI IN FESTA
scritta appunto per la GMG. E' stata per me innanzitutto una forte
esperienza di chiesa che finalmente ha saputo accogliere,
ascoltare, guardare questi giovani con fiducia e speranza. Ho
ascoltato dal papa parole forti e toccanti, parole di fuoco, che
mi hanno scosso fortemente e mi hanno dato una spinta notevole per
vivere "ad alta quota" la mia vita sacedotale e
religiosa. Ma quello che più mi ha colpito e impressionato è
stata la GIOIA DI VIVERE di questi giovani e la loro serenità e
spontaneità nel testimoniare la loro fede. Devo dire GRAZIE a
loro perché mi sono sentito spronato ad essere "di più"...
santo! e a " centrare" ogni giorno con più profondità
la mia vita su Gesù Cristo, L'Emmanele- Dio con noi. Desidero
quindi conservare e meditare ogni cosa nel mio cuore come Maria e
lasciarmi stupire dall'agire di Dio. Magnificat!!!
COME
DIRE L'EMMANUELE OGGI
L'abbiamo
cantato e sentito cantare a squarciagola alla recente Giornata
Mondiale della Gioventù: Dio come "Eminanuel", il Dio
con noi. Anzitutto l'evento è stata una testimonianza e anche
riuscita di questa presenza e vicinanza. In un mondo nel quale Dio
è spesso l'estraneo, l'assente, l'innominato...,il Giubileo ha
voluto essere un segno e un richiamo del Mistero che c'accompagna
ed è sempre con noi. Il messaggio è risuonato chiaro a quanto
pare. Ma non è proprio il caso di fermarci qui per sentirci
rassicurati. Dobbiamo invece cogliere la provocazione che ci viene
da questo evento, per altro un grande evento anche dal punto di
vista della comunicazione, per interrogarci sulla qualità del
nostro " dire Dio come l'Emmanuele". Una provocazione
che esprimo come cinque ditate negli occhi di ciascuno di noi,
chiamati ad annunciare l'amore e la presenza dell'Etemo a questo
mondo distratto e forse disinteressato.
Prima ditata: noi siamo molto preoccupati di dire con correttezza
la buona novella, lo studio ci aiuta enormemente in questo, il
nostro linguaggio religioso vuoi essere preciso e coerente col
contenuto; ma siamo abbastanza coscienti che linguaggio religioso
è morto? Dunque non serve per comunicare con tutti, se questo è
l'intento dell'evangelizzatore. Quanto ne siamo consapevoli?
Seconda
ditata: di conseguenza se davvero vogliamo comunicare col mondo
d'oggi dobbiamo fare quel che fa un missionario non appena arriva
in terra di missione: imparare la lingua. E se oggi la lingua
parlata è quella secolare, dobbiamo imparare questo linguaggio
(che ovviamente non significa approvare la mentalità secolare).
Se invece di lamentarci del secolarismo invadente, avessimo
l'umiltà e l'intelligenza d'imparare a dialogare con esso!
Terza
ditata: d'altro canto sempre questa concezione dell'annuncio
ricorda a ogni evangelizzatore che rigorosamente parlando si può
annunciare solo ciò di cui si è appassionati. Conoscere la
propria lingua significa esser profondamente innamorati della
propria spiritualità, tanto da trovar il modo di renderla amabile
anche dagli altri. Chi non è appassionato non affronta questa
fatica perché non ha nulla da dire e da dare.
Quarta
ditata: a questo punto succede una cosa singolare. Chi s'mpegna
ogni giorno a donare agli altri, ai poveri e ai lontani, quanto
lui stesso ha ricevuto, specie i beni spirituali, finisce per
comprendere davvero in profondità il dono stesso, ne ha una
visione nuova, una percezione diversa e arricchita, perché si
capisce solo ciò che si dona e nel momento stesso in cui lo si
dona.
Quinta
ditata: e proprio dentro questa esperienza nuova della vicinanza
di Dio, l 'autentico evangelizzatore si lascia anche
evangelizzare. Da chi? Da coloro cui ha recato l'annuncio, da
coloro per i quali ha fatto la fatica di dire in parole semplici e
comprensibili la bellezza e sapienza di quanto per grazia ha
ricevuto. Costoro, infatti, potranno, a loro volta, riesprimere
tale dono..., e tutto questo vorrà dire un'interpretazione nuova
e ancora medita della pastorale. E' la libertà e la grazia dell'
"evangelizari a pauperibus " (essere evangelizzati dai
poveri) da quei piccoli e poveri che Gesù ha detto beati perché
a loro il Padre ha rivelato i segreti del Regno.
Grazie a questa libertà la pastorale si rinnova e noi -ditata
conclusiva- non siamo più i "custodi del museo"!
Domande:
*
La vicinanza della quale ci interessa parlare è quella del buon
Dio e dei suoi doni. Una vicinanza così reale da diventare, a
volte, scontata, insapore, non più desiderata. Una vicinanza così
scontata da rischiare di diventare il suo contrario, cioè
lontananza. Senti questa vicinanza di Dio nei tuoi confronti?
Come?
*
La vita propone un viaggio per scoprire costantemente i modi della
vicinanza discreta di Dio e quelli gelidi delle nostre lontananze.
Sai trarre insegnamento dalla strada, vera maestra di vita?
*
"E' nel cuore che si sta stretti e non nella casa o nella
società". Se un cuore è grande tutti quanti possono trovare
un posto e accoglienza in noi. Sappiamo veramente comunicare con
il mondo di oggi e accogliere le sue proposte?
a cura di Padre Gottardo Gherardi
|