GMG ROMA 2000

clip_image0021.gif (1961 byte)

 

12 agosto 2000 CRONACA PIACENTINA

Musica e riti religiosi per 700 stranieri che, con centinaia di piacentini, raggiungeranno Roma per il Giubileo Pellegrini in piazza a ritmo di gospel - Giovani da 4 continenti, incontri e spettacoli fino a domani -

Piazza Cavalli, nonostante i suoi forti legami con la tradizione piacentina, ha vestito nelle ultime due sere gli abiti dell'internazionalità: merito dei 700 giovani stranieri che in questi giorni sono ospiti della diocesi. Fanno tappa a Piacenza per quattro giorni per ripartire poi per Roma dove li attende il giubileo con il papa Giovanni Paolo II. Si parla di un milione e mezzo di giovani provenienti da tutti i continenti. STRANIERI. I nostri ospiti sono in maggioranza francesi; altri provengono da Polonia, Portogallo, Croazia, Brasile e Burundi. Con loro anche una cinquantina di scout provenienti dalle diocesi di Adria e di Gela. Composito e numeroso il gruppo francese: si va dalla diocesi di Versailles e di Bourg en Bresse a quella delle isole di Wallis e Futuna, nell'Oceano Pacifico, in Polinesia, con i suoi pellegrini dai vestiti variopinti. OSPITALITA'.Buona finora la risposta della macchina organizzativa ed in particolare l'ospitalità affidata a parrocchie, ordini religiosi e famiglie. Nella giornata di giovedì i giovani hanno raggiunto la città con mezzi diversi, in ferrovia e in pullman; l'appuntamento per tutti è stato alla sera in piazza Cavalli per le presentazioni ufficiali e per un momento di spiritualità. I saluti dell'Amministrazione comunale sono stati portati dal vicesindaco Tommaso Foti a cui si è unito il presidente dell'Amministrazione provinciale Dario Squeri. Le due maggiori amministrazioni civiche hanno, infatti, concesso il loro patrocinio all'iniziativa. Foti e Squeri non si sono limitati a dare il benvenuto alla numerosa comitiva, ma hanno anche sottolineato il significato di questa iniziativa in un momento in cui la nostra società si sta aprendo ad altre culture. MUSICA. Vi è stato anche spazio per il ricordo delle tradizioni locali con riferimento alla posizione strategica della città sull'asse della via Francigena. I moderni pellegrini del Duemila, festosi anche per la complicità della musica, di fronte alle austere volte di Palazzo Gotico, hanno rappresentato, secondo i due amministratori, continuità ed apertura al futuro. La manifestazione è stata presentata da Barbara Tondini (autrice, con Ettore e Gianni Cravedi, di un video su Piacenza); hanno prestato servizio alcuni esponenti dell'Agesci e del Masci. Applaudito, e soprattutto seguito con molta partecipazione, il cantante canadese Denis Grady che fa parte dei cosiddetti cantautori di Dio, fra l'altro nominato musicista gospel del 1999. PROCESSIONE. Al termine vi è stato un momento di spiritualità nella vicina chiesa di San Francesco. In processione, preceduti dalle bandiere, i giovani si sono trasferiti nella basilica: sul sagrato gli scout hanno acceso un grande fuoco a simboleggiare la luce che viene dal Signore, rappresentato in quest'occasione dalla porta del tempio attraverso la quale sono passati i pellegrini. Nel tempio, poi, si sono susseguiti canti in diverse lingue mentre monsignor Luciano Monari, ha commentato le Sacre Scritture, in particolare le parole di Paolo alla Chiesa di Efeso. Rivolto ai presenti il Vescovo ha concluso: «Io prego Dio perché doni a tutti una grande forza interiore, vi liberi dai tormenti che possono bloccare la vostra vita, vi guardi dalle seduzioni che possono condurvi in direzioni sbagliate, vi faccia crescere nella libertà e nell'amore, vi dia la forza di vivere e di accettare la vostra vita concretamente, con tutte le sue ricchezze e i suoi limiti che potrebbero mortificarla. Vi dia la gioia di ricominciare ogni giorno, la sincerità di riconoscere i vostri errori, la fiducia nel perdono di Dio e nella possibilità di vivere in pienezza la vostra vocazione qualunque sia la situazione nella quale voi vi troverete». VISITE. Ieri mattina appuntamento per tutti in Cattedrale dove il Vescovo ha presieduto una liturgia della Parola. All'omelia, pronunciata in francese, monsignor Monari ha ricordato i cardini del cristianesimo: la rivelazione di Dio è Gesù che diviene lui stesso la legge per l'uomo. Si è pregato in italiano, francese, portoghese e polacco. Dopo il rito i giovani hanno visitato i luoghi giubilari di Piacenza: un gruppo si è recato a Bobbio, un altro a Chiaravalle della Colomba ed un terzo è rimasto in città. Nel pomeriggio i gruppi si sono alternati. In primo piano alcune esperienze di carità: la comunità "la Vela" di Jiustiano, la Casa di accoglienza don Venturini e la Casa della Carità di Palazzo Vescovile. CANTANTI. Di sera di nuovo incontro in piazza Cavalli per lo spettacolo "Musica dal mondo". Tra i cantanti impegnati sul palcoscenico il già ricordato Denis Grady e la cantautrice del Guatemala Irene Valeska Coronado. E' venuto meno all'appuntamento un gruppo vocale dell'Ecuador, purtroppo assente per un incidente stradale. Oggi, sabato, con i pullman, i pellegrini si trasferiranno nelle valli parmensi della diocesi piacentina: a Bedonia, sede di un santuario giubilare, saranno ad attenderli i 300 ospiti della Scuola europea dello sport Barilla, pure loro stranieri. Alle 10,30 sono previsti l'arrivo e l'accoglienza a cui seguirà una celebrazione nel santuario della Madonna di San Marco. Alle 16,30, nel parco del seminario vescovile, una grande festa segnata dall'internazionalità. INCONTRI. Domani, domenica, alle 9,30, in cattedrale, solenne celebrazione presieduta dal vescovo monsignor Monari. Vi prenderanno parte anche gli 800 giovani piacentini che il giorno seguente partiranno per Roma per prendere parte alle giornate romane dedicate alla gioventù. Per l'intera domenica continueranno le visite ai centri giubilari e gli incontri con esperienze di carità tra cui anche il Centro Manfredini e la mensa della fraternità della Caritas. I gruppi si alterneranno completando i programmi già avviati il venerdì precedente. TEATRO. Alla sera, alle ore 21, spettacolo dei Manicomics nel cortile di Palazzo Farnese; titolo: "Viaggio organizzato solo andata prima classe". Infine il lunedì seguente, 14 agosto, alle ore 9, piacentini e stranieri, quindi in tutto 1.500 giovani, si incontreranno in cattedrale, alle ore 9, per una preghiera comune, pranzo e quindi partenza per Roma, alcuni con un treno speciale, altri in pullman. Fausto Fiorentini

 

9 agosto 2000 CRONACA PIACENTINA

Giubileo Partiti i volontari per la giornata della gioventù -Trenta piacentini nei servizi logistici a Roma per l'incontro più affollato dell'Anno Santo-

Sono partiti ieri mattina, dalla stazione ferroviaria di Piacenza, i volontari che a Roma, dal 15 al 20 agosto, presteranno servizio per la quindicesima giornata mondiale della gioventù. I piacentini sono una trentina: con altre migliaia di volontari (in tutto 25mila) garantiranno i servizi logistici per i giubileo forse più affollato di tutto l'Anno Santo, quello dei giovani (si parla di un milione e mezzo di partecipanti). Nell'ambito di questo grande avvenimento ecclesiale rientra anche la sosta di quattro giorni che faranno a Piacenza oltre 700 giovani stranieri provenienti da Francia, Polonia, Portogallo, Croazia, Brasile e Burundi. Con loro anche 50 scout delle diocesi italiane di Gela e di Adria. La diocesi piacentina ha predisposto un programma che porterà la comitiva a contatto con le nostre strutture giubilari e caritative. Si inizia domani sera, giovedì, alle ore 21 in Piazza Cavalli, con la cerimonia ufficiale dell'accoglienza. Interveranno le autorità e vi saranno canti di benvenuto. Atteso dal mondo giovanile l'esibizione del cantante canadese Denis Grady che fa parte dei cosiddetti cantautori di Dio. Alle ore 22, nella chiesa di San Francesco, sarà la volta della spiritualità: qui l'incontro di benvenuto sarà presieduto dal vescovo Luciano Monari. E' previsto un momento di preghiera e di raccoglimento.

7 agosto 2000 CRONACA PIACENTINA

Manifestazioni da giovedì a domenica - Quattro giorni di concerti visite, feste e incontri -

Per gli oltre 700 giovani, che per quattro giorni saranno ospiti di Piacenza, la diocesi ha preparato un programma intenso: giovedì prossimo, 10 agosto, alle ore 21 in piazza Cavalli vi sarà la cerimonia ufficiale dell'accoglienza con l'intervento delle autorità e con canti di benvenuto. Atteso dal mondo giovanile l'esibizione del cantante canadese Denis Grady che fa parte dei cosiddetti cantautori di Dio. Alle 22, nella chiesa di San Francesco, vi sarà un momento segnato dalla spiritualità: qui l'incontro di benvenuto sarà presieduto dal vescovo Luciano Monari. Venerdì 11 agosto, alle 9,30, celebrazione eucaristica in cattedrale per tutti presieduta dal Vescovo. In mattinata seguirà l'incontro ai luoghi giubilari: un gruppo si recherà a Bobbio, un altro a Chiaravalle della Colomba ed un terzo resterà in città. Nel pomeriggio, mentre per due gruppi continueranno le visite ai luoghi giubilari, ovviamente alternandosi, per uno sono previsti incontri con esperienze di carità: Justiano, la Casa don Venturini e la Casa della Carità. Dopo cena, alle ore 21, di nuovo appuntamento in piazza Cavalli per lo spettacolo "Musica dal mondo". Tra i cantanti impegnati sul palcoscenico il già ricordato Denis Grady e la cantautrice del Guatemala Irene Valeska Coronado. Sabato 12 agosto circa 15 pullman trasferiranno l'intera comitiva dei giovani ospiti, con accompagnatori piacentini, a Bedonia dove saranno ad attenderli i 300 ospiti della Scuola europea dello sport Barilla, pure loro stranieri. Alle 10,30 sono previsti l'arrivo e l'accoglienza a cui seguirà una celebrazione nel santuario della Madonna di San Marco. Alle 16,30, nel parco del seminario vescovile, una grande festa segnata dall'internazionalità. Domenica 13 agosto alle 9,30, in cattedrale, celebrazione presieduta dal Vescovo. Oltre ai 700 stranieri, vi prenderanno parte anche gli 800 giovani piacentini che il giorno seguente partiranno per Roma per prendere parte alle giornate romane dedicate alla gioventù. Per l'intera domenica continueranno le visite ai centri giubilari e gli incontri con esperienze di carità tra cui anche il Centro Manfredini e la mensa della Caritas. Alle 21, spettacolo dei Manicomics nel cortile di Palazzo Farnese; titolo: "Viaggio organizzato solo andata prima classe". Lunedì 14 agosto, alle 9, piacentini e stranieri, quindi in tutto 1.500 giovani, si incontreranno in cattedrale alle 9 per una preghiera comune, pranzo e quindi partenza per Roma: 800 pellegrini partiranno con un treno speciale; gli altri utilizzeranno altri mezzi, tra cui - questo vale soprattutto per i francesi - i pullman con i quali hanno raggiunto Piacenza.

 

Anche la piacentina Mariuccia Sutti tra i "Cantautori di Dio"

In Italia sono un centinaio gli associati
"CON LA MUSICA SI ARRIVA A TUTTI"


Mariuccia Sutti.JPG (47731 byte) denisgrady_BiancoeNero.jpg (25121 byte) Irene.JPG (57249 byte)

Denis ed Irene sono molto noti nel circuito internazionale della musica religiosa. Un genere che in Italia sta cominciando lentamente ad affermarsi, grazie anche all'opera dell'associazione "Il mio Dio canta giovane", che riunisce un centinaio di cantautori italiani di ispirazione cattolica. Tra questi, anche la piacentina Mariuccia Sutti. Con lei abbiamo fatto il punto sulle finalità ed i progetti dell'associazione. Mariuccia, che ha iniziato nei gruppi parrocchiali, è venuta a contatto con questa realtà nel 1987 in occasione di un convegno di cantautori cristiani. "È lì che ho capito di non essere un'anomalia, spiega, ma che anzi la  sensibilità per la musica poteva trasformarsi in un servizio".
"La musica arriva ovunque ed oltrepassa le diffidenze, osserva, la considero uno dei linguaggi che lo Spirito ispira per parlare alle persone. Per questo chi canta è incoraggiato a vivere un'esperienza di fede più forte all'interno della Chiesa. Vogliamo dare una testimonianza di fede e  di unità".
I pregiudizi intorno al genere sono ancora parecchi. Ma, specie tra i ragazzi, stanno lentamente cadendo. "A colpire i giovani è soprattutto l'unità dei musicisti, nonostante le diverse provenienze, e il fatto che qualcuno si occupi di loro, comunichi dei valori", racconta Mariuccia, che, da insegnante, ha più volte proposto ai suoi alunni incontri con cantautori cristiani."Speriamo che anche la Chiesa creda di più in noi, conclude la cantautrice  piacentina, sentiamo soprattutto la mancanza di una guida spirituale che ci aiuti a valutare come esprimere quel che abbiamo dentro".
La piacentina Mariuccia Sutti occupa un posto importante tra i "cantautori di Dio". Con le sue canzoni ha saputo coinvolgere i  numerosi giovani stranieri che gremivano piazza Cavalli. A lei si deve in gran parte l'organizzazione della riuscita serata musicale ai piedi dell'austero palazzo Gotico.

 

SENZA FRONTIERE
a cura di Alberto Cadisco

E-mail:emoglico@inwind.it

"DOPO ROMA…E' TEMPO DI LIBERARE LA GIOIA!"

Se dovessi in poche righe raccontare la serata del 30 settembre,focalizzerei l'attenzione e il pensiero su un momento ben preciso,che ancora ricordo con emozione:uno dei cantanti,presentandosi,parla della sua esperienza riferendosi anche al proprio passato un po' buio,una vita sbandata che si capovolge radicalmente, quando meno se lo aspetta, nel momento in cui incontra Gesù.Fantastico sentirlo pronunciare queste parole e vedere come realmente,dentro di sé,vive l'esperienza di questo incontro; questo "feeling" con Gesù lo ha portato a raccontare anche alle altre persone la necessità di vivere con Lui: lo fa cantando, salendo sui palchi e arrivando nelle piazze di tutta Italia e,ormai,del mondo.
Roberto aderisce all'associazione "Il mio Dio canta giovane",gruppo che il 19 e il 20 agosto è anche stato presente a Tor Vergata per la celebrazione della XV° GMG. E' proprio sull'onda dell'entusiasmo scaturito dalla condivisione di Gesù con 2 milioni di giovani che don Lorenzo ha invitato queste persone anche a Bagnolo.Se pensiamo che tra qualche mese il nostro paese vivrà l'intenso momento delle Missioni,la serata trascorsa con questi cantautori ne è stata senz'altro una degna anticipazione.
In bocca resta forse l'amaro legato alla scarsa partecipazione della gioventù:dal momento che l'iniziativa era estesa all'intero Cremasco, non mi aspettavo sinceramente solo 200 persone (ovviamente non tutti giovani….);siamo alle solite: guai a toccare il sabato sera, altrettanto impensabile "sorbirsi" delle persone che cantano valori che per molti non sono più ai primi posti.
Don Zambuto, presidente dell'associazione, dice che "il cantautore di Dio è colui che canta con il cuore la vita, condividendo le fatiche, le gioie ed i dolori degli uomini": questo mi apre gli occhi sul fatto che ognuno di noi può esserlo,imparando ad apprezzare giorno dopo giorno la vita che ci è stata affidata;se siamo accordati dentro noi stessi,le stonature di voce Gesù le accetterà volentieri, chiudendo un occhio o meglio…le orecchie.

 

NOTIZIARIO RELIGIOSO - Novembre 2000
a cura della Missione Italiana (Germania)
http://webgiornale.de/
Tobia Bassanelli email.gif (1029 byte)

Cantautori di Dio, per una fede che si nutre anche di arte e bellezza

Alcuni di loro si stanno già preparando in vista della "Giornata mondiale della Gioventù" di Toronto nel 2002, altri continuano a cantare e scrivere canzoni pur facendo un altro lavoro (il prete, l'insegnante, l'impiegato, e così via): così don Matteo Zambuto, presidente dell'associazione nazionale Il mio Dio canta giovane, presenta questa realtà di cantautori, una settantina in tutto, che da alcuni anni sta portando in giro per l'Italia e anche per il mondo il messaggio cristiano sotto forma di canzoni, ballate e
spettacoli musicali.

"In quest'epoca post-conciliare, in cui fioriscono nella Chiesa esperienze e ricerche di nuove forme di evangelizzazione - spiega don Zambuto – vi sono anche i 'Cantautori di Dio', persone che utilizzano i vari linguaggi della musica per testimoniare la propria fede. Gli scopi dell'associazione sono di promuovere e sostenere la creazione e diffusione della canzone di ispirazione religiosa, favorendo anche la solidarietà tra gli autori, gli editori, gli esecutori, gli organizzatori. Naturalmente – prosegue il
presidente – cerchiamo anche di favorire lo scambio tra diverse esperienze musicali e lo sviluppo di tutti i mezzi per far crescere l'associazione e aumentare gli aderenti".

Don Zambuto è un esempio di questa attività musicale e di annuncio evangelico. Prete in diocesi di Pavia, alterna ai numerosi impegni di carattere pastorale quelli di proposta e testimonianza musicale. Nelle ultime settimane ha tenuto concerti in Italia settentrionale durante i quali ha avuto modo di parlare di aborto, amore, vita, morte, tutti temi – dichiara – "su cui molte volte non ci canta e non si dice niente".

Alla domanda su chi è il "cantautore di Dio", don Zambuto risponde che "è colui che canta con il cuore la vita, condividendo le fatiche, le gioie ed i dolori degli uomini. Il 'cantautore di Dio' si propone di trasmettere la sua maturazione cristiana soprattutto attraverso l'espressione artistica, coniugando il modo armonioso ed equilibrato, fede e professione musicale".


Il GIORNALE del PELLEGRINO

Comitato Centrale del Grande Giubileo dell'Anno 2000 (dicembre 2000)

LA TESTIMONIANZA - QUANDO L'HANDICAP DIVENTA VOCAZIONE

Un cantore della fede

Paolo Romano

1Roberto e il Papa.JPG (98777 byte)L' handicap motorio rappresenta per Roberto Bignoli uno stimolo ad elevarsi sulle ali della musica. Seguendo con sacrificio la sua vocazione artistica, grazie al dono di una voce eccezionale, ha scelto di cantare Dio, testimoniare la propria esperienza di fede ed il cammino vissuto attraverso 'la musica leggera", o per usare un'espressione più poetica, "la leggerezza della musica". Ha al suo attivo diversi album, tra cui "Tempo di pace", prodotto dalla Paoline e partecipazioni a compilations internazionali. Il suo brano "Ballata per Maria" che apre il Cd "Il Mondo canta Maria" è diventato una popolarissima sigla di "Radio Maria". Si è esibito dinanzi al Papa, e in concerti in Europa, Stati Uniti e America Latina. Un talento indiscusso per un percorso artistico ed esistenziale cominciato, però, tutto in salita. Bignoli che oggi ha 44 anni, si è dovuto confrontare sin dall'età d'un anno, con difficoltà motorie causate dalla poliomielite. Dopo l'infanzia in collegio, ha vissuto una giovinezza molto travagliata, attraverso i movimenti di contestazione giovanile e della beat generation.

In che modo hai cercato di superare le difficoltà della vita e quelle dell' handicap?Dopo diverse esperienze difficili in cui la mia vita non aveva senso, ho incontrato l' amore di Dio. Il mio cambiamento di rotta è iniziato dopo un viaggio a Medjugorje. Lì ho sentito subito nel mio cuore una gran voglia di cambiare. Tornato a casa ho cominciato a pregare, a dire quotidianamente il Rosario e ad andare a Messa. Cosi se in precedenza avevo provato la strada della canzone nel mondo dello spettacolo, ora desideravo dedicarmi a scrivere testi musicali di carattere religioso. Così è nata la prima "Canzone per Maria".

Di cosa parlano le tue canzoni?Dell'amore di Cristo per tutti gli uomini, della bellezza del creato, della gioia di vivere che contagia anche chi deve affrontare la sofferenza. lo non cerco di convincere nessuno, presento la mia esperienza d'incontro. Lontano da ogni retorica è possibile proporre al pubblico canzoni che sappiano raccontare tematiche forti e valori veri, anche al ritmo di una canzone orecchiabile.

Cosa significa per te il Giubileo?"Penso che rappresenti per tutta l'umanità un'occasione importante per rimettersi in discussione, per riconciliarsi, per costruire insieme un futuro migliore, per dare speranza ai giovani. Come padre di due bambine, guardo anch'io a loro come segni di futuro.

 

ROMA : UN GIUBILEO GIOVANE

Padre Gottardo Gherardi b web.jpg (10449 byte)Ho partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù con la famiglia Monfortana (Missionari Monfortani, Figlie della Sapienza, Fratelli di San Gabriele). Eravamo circa 500 persone provenienti da 15 paesi del mondo. Personalmente ho accompagnato 10 giovani di Verona e posso dire di aver vissuto un'esperienza molto giovane, creativa, ma... anche impegnativa. Il pomeriggio del 16 agosto e' è stato un momento di festa , di incontro tra i vari gruppi, di conoscenza e di scambio attraverso la musica, il canto ,il mimo, le scenette ecc. L'incontro chiamato "NOTE DI FESTA" è stata l'occasione per ogni nazione o gruppo di presentare qualche aspetto della vita e della fede attraverso le varie espressioni artistiche. All'interno di questo incontro ho presentato con i miei giovani due canzoni: LE MIE ALI NEL VENTO E GIOVANI IN FESTA scritta appunto per la GMG. E' stata per me innanzitutto una forte esperienza di chiesa che finalmente ha saputo accogliere, ascoltare, guardare questi giovani con fiducia e speranza. Ho ascoltato dal papa parole forti e toccanti, parole di fuoco, che mi hanno scosso fortemente e mi hanno dato una spinta notevole per vivere "ad alta quota" la mia vita sacedotale e religiosa. Ma quello che più mi ha colpito e impressionato è stata la GIOIA DI VIVERE di questi giovani e la loro serenità e spontaneità nel testimoniare la loro fede. Devo dire GRAZIE a loro perché mi sono sentito spronato ad essere "di più"... santo! e a " centrare" ogni giorno con più profondità la mia vita su Gesù Cristo, L'Emmanele- Dio con noi. Desidero quindi conservare e meditare ogni cosa nel mio cuore come Maria e lasciarmi stupire dall'agire di Dio. Magnificat!!!

COME DIRE L'EMMANUELE OGGI

L'abbiamo cantato e sentito cantare a squarciagola alla recente Giornata Mondiale della Gioventù: Dio come "Eminanuel", il Dio con noi. Anzitutto l'evento è stata una testimonianza e anche riuscita di questa presenza e vicinanza. In un mondo nel quale Dio è spesso l'estraneo, l'assente, l'innominato...,il Giubileo ha voluto essere un segno e un richiamo del Mistero che c'accompagna ed è sempre con noi. Il messaggio è risuonato chiaro a quanto pare. Ma non è proprio il caso di fermarci qui per sentirci rassicurati. Dobbiamo invece cogliere la provocazione che ci viene da questo evento, per altro un grande evento anche dal punto di vista della comunicazione, per interrogarci sulla qualità del nostro " dire Dio come l'Emmanuele". Una provocazione che esprimo come cinque ditate negli occhi di ciascuno di noi, chiamati ad annunciare l'amore e la presenza dell'Etemo a questo mondo distratto e forse disinteressato.
Prima ditata: noi siamo molto preoccupati di dire con correttezza la buona novella, lo studio ci aiuta enormemente in questo, il nostro linguaggio religioso vuoi essere preciso e coerente col contenuto; ma siamo abbastanza coscienti che linguaggio religioso è morto? Dunque non serve per comunicare con tutti, se questo è l'intento dell'evangelizzatore. Quanto ne siamo consapevoli?

Seconda ditata: di conseguenza se davvero vogliamo comunicare col mondo d'oggi dobbiamo fare quel che fa un missionario non appena arriva in terra di missione: imparare la lingua. E se oggi la lingua parlata è quella secolare, dobbiamo imparare questo linguaggio (che ovviamente non significa approvare la mentalità secolare). Se invece di lamentarci del secolarismo invadente, avessimo l'umiltà e l'intelligenza d'imparare a dialogare con esso!

Terza ditata: d'altro canto sempre questa concezione dell'annuncio ricorda a ogni evangelizzatore che rigorosamente parlando si può annunciare solo ciò di cui si è appassionati. Conoscere la propria lingua significa esser profondamente innamorati della propria spiritualità, tanto da trovar il modo di renderla amabile anche dagli altri. Chi non è appassionato non affronta questa fatica perché non ha nulla da dire e da dare.

Quarta ditata: a questo punto succede una cosa singolare. Chi s'mpegna ogni giorno a donare agli altri, ai poveri e ai lontani, quanto lui stesso ha ricevuto, specie i beni spirituali, finisce per comprendere davvero in profondità il dono stesso, ne ha una visione nuova, una percezione diversa e arricchita, perché si capisce solo ciò che si dona e nel momento stesso in cui lo si dona.

Quinta ditata: e proprio dentro questa esperienza nuova della vicinanza di Dio, l 'autentico evangelizzatore si lascia anche evangelizzare. Da chi? Da coloro cui ha recato l'annuncio, da coloro per i quali ha fatto la fatica di dire in parole semplici e comprensibili la bellezza e sapienza di quanto per grazia ha ricevuto. Costoro, infatti, potranno, a loro volta, riesprimere tale dono..., e tutto questo vorrà dire un'interpretazione nuova e ancora medita della pastorale. E' la libertà e la grazia dell' "evangelizari a pauperibus " (essere evangelizzati dai poveri) da quei piccoli e poveri che Gesù ha detto beati perché a loro il Padre ha rivelato i segreti del Regno.
Grazie a questa libertà la pastorale si rinnova e noi -ditata conclusiva- non siamo più i "custodi del museo"!

Domande:

* La vicinanza della quale ci interessa parlare è quella del buon Dio e dei suoi doni. Una vicinanza così reale da diventare, a volte, scontata, insapore, non più desiderata. Una vicinanza così scontata da rischiare di diventare il suo contrario, cioè lontananza. Senti questa vicinanza di Dio nei tuoi confronti? Come?

* La vita propone un viaggio per scoprire costantemente i modi della vicinanza discreta di Dio e quelli gelidi delle nostre lontananze. Sai trarre insegnamento dalla strada, vera maestra di vita?

* "E' nel cuore che si sta stretti e non nella casa o nella società". Se un cuore è grande tutti quanti possono trovare un posto e accoglienza in noi. Sappiamo veramente comunicare con il mondo di oggi e accogliere le sue proposte?

a cura di Padre Gottardo Gherardi

 

 
   

bignoli banner miriam.gif (17883 byte)