INTERVISTE

 

PADRE JEAN-MARIE BENJAMIN

DA MUSICISTA A DIPLOMATICO, INFINE SACERDOTE PADRE A cura di Francesco Donati
Mondovoc Maggio 1997

Padre Jean Marie Benjamin1 web.jpg (14434 byte)Padre Jean-Marie Benjamin si potrebbe definire in poche parole come un'arma segreta che la Chiesa possiede per colpire a lunga distanza, data la sua preparazione culturale, artistica e spirituale. Nato in Francia, a Salon de Provence nel 1946, è residente in Italia dal 1975. E' stato compositore e direttore d'orchestra di musica classica. Sin dal 1966 è autore di sinfonie, oratori, sonate, cantate, canzoni di musica leggera, di colonne sonore di film e dell'inno ufficiale dell'UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia). Dalle sue composizioni, sono stati registrati più di trenta dischi. Per la sua preparazione diplomatica, Padre Jean-Marie dal 1991 al 1994 ha accompagnato il Card. Agostino Casaroli in numerosi viaggi in Italia e all'Estero.

Cominciamo scoprendo l'artista. P. Jean-Marie quali delle sue composizioni ha più a cuore? Senz'altro la più importante è la Sinfonia "Gerusalemme" che è stata eseguita per la prima volta a Parigi nel 1972. Inoltre mi è costato molta fatica l'Oratorio "La Creazione degli Angeli" eseguito al Teatro dell'Opera di Madrid nel 1975 e trasmesso dalla Rai nel 1984. Ho avuto poi l'onore, come già detto, di essere stato scelto per la composizione dell'inno ufficiale dell'UNICEF ed inoltre ho composto le musiche del film "La Bibbia", di Marcel Carnè premiato al Festival di Cannes nel 1975.

Lei ha scrìtto anche dei libri? Sì, in Francia ho pubblicato quattro libri di soggetto religioso : "Les Mystères de Padre Pio", sulla vicenda di P. Pio, pubblicato nel 1970; "Paul VI", pubblicato nel 1978; "Giovanni Paolo II" (Premio Monthyon 1981 dell'Academie Francaise) e "Le Document du Moine d'Ai'n Karem", pubblicato nel 1992.

Altre realizzazioni? Ho realizzato la pièce di teatro "Francesco d'Assisi", rappresentata in prima mondiale al teatro del Soviet di Mosca, in lingua Russa, il 9 e 10 giugno 1993, interpretata da attori russi ortodossi, con la regia di Edward Butenko, russo, di religione protestante. Lo spettacolo è stato ripreso dalla televisione russa. Nel maggio-giugno 1995 ho effettuato le riprese di un film sulla vita e l'opera di Padre Pio intitolato "La notte del profeta" e, secondo il giudizio di coloro che
l' hanno visto, sembra sia venuto molto bene; le riprese del film sono state effettuate in diversi luoghi, tra cui Assisi, Pietrelcina e S.Giovanni Rotondo, dove come attori sono stati scelti un frate vero e degli abitanti del posto. Gli attori professionisti sono pochi e le riprese sono state girate in economia, ciò nonostante il film è stato richiesto da molte televisioni nel mondo intero, tra cui anche la RAI. Indubbiamente la riuscita del film è dovuta anche all'aiuto della Provvidenza che non ci ha fatto mai mancare ciò che serviva per delle buone riprese.

Attualmente cosa fa? Dal 1992 sono Segretario generale della Fondazione Beato Angelico, fondata dal domenicano P. Tarsicio M. Piccari, della quale è presidente il Card. Silvano Piovanelli, arcivescovo di Firenze. La sede della fondazione è ad Assisi, dove risiedo dal 1994.

Perché ha scelto come sede Assisi? Per ragioni di funzionalità: Assisi è un luogo stupendo che, oltre a richiamare la spiritualità francescana, offre molta tranquillità per poter lavorare serenamente. Inoltre anche se si tratta di una piccola città, oggi basta avere un fax o un indirizzo di posta elettronica in Internet per trovarsi dovunque senza muoversi da casa.

Padre Jean-Marie, vuole dirci che cosa ha influenzato la sua scelta vocazionale? Penso che sia stato fondamentale il mio incontro con Padre Pio avvenuto 1'8 marzo 1968 durante un soggiorno di 11 giorni a S. Giovanni Rotondo. Lì ho assistito personalmente ad alcuni suoi prodigi e quando sono andato da lui per confessarmi, ho appreso che conosceva la data precisa della mia ultima confessione, avvenuta molto tempo prima a Brazaville nel Congo dove mio padre lavorava come ufficiale dell'aeronautica militare francese. Lì un missionario cattolico mi ha fatto fare la confessione e la comunione il 13 luglio. Una data che io ho fatto fatica a ricordare. Dopo la confessione con P. Pio, riuscii a sfiorare le sue stimmate e fui pervaso da una sensazione meravigliosa che mi colpì profondamente, tanto che ero lì in lacrime e non avrei voluto più andar via.

Dopo questo incontro cosa ha fatto? Ho avuto un vortice di impegni che ha trovato una sosta il 26 ottobre 1991, data in cui sono stato ordinato sacerdote nella cappella dell'Almo Collegio Capranica a Roma. Infatti, oltre alla stesura delle varie composizioni e dei libri, dal 1984 al 1988 ho rivestito l'incarico di responsabile delle manifestazioni culturali e speciali dell'UNICEF nella sede di Ginevra presso l'ONU. Ho organizzato trasmissioni televisive europee con la partecipazione di Peter Ustinov, Audrey Hepbum e numerosi altri artisti; ho fondato nel 1986, con Mare Verriere, la Worid Philharmonic Orchestra; ho organizzato a Maastricht il Danny Kaye TV Special; in Europa "Sport Aid" con Bob Geldof ed il Festival di Musica dei Giovani di Ginevra.

Padre Jean Marie Benjamin web.jpg (6528 byte)Quali sono state le maggiori difficoltà che ha dovuto affrontare dopo la sua scelta vocazionale? Forse il fatto di dover tornare a scuola a più di 40 anni, il problema di non essere più capace di memorizzare come una volta, di doversi concentrare di più, i nuovi ritmi. Da musicista andavo a letto verso le due del mattino per via del lavoro che svolgevo. In comunità, chiaramente, è tutto diverso. Poi ci sono state le difficoltà psicologiche: qualche volta mi domandavo se era il caso di rimanere un laico, se diventare prete era un'esagerazione o chiedere troppo a me stesso... Tante domande alle quali nemmeno il tuo direttore spirituale può rispondere. Il problema è che occorre essere onesti con se stessi, riconoscere le proprie debolezze. S. Paolo dice: "Quando sono debole, è allora che sono forte". Comunque dopo aver letto le confessioni di S. Agostino ho capito che anche un grande santo può avere le sue debolezze.

Se ritornasse indietro cosa rifarebbe e cosa vorrebbe mettere da parte? Sarà banale, ma vorrei ripetere le cose buone ed evitare quelle cattive, anche se quelle cattive mi sono piaciute al momento in cui le ho fatte. Sono contento dei doni che ho ricevuto, di aver fatto musica e tante altre cose. Ringrazio Dio per quello che ho e che potrò ancora avere domani. Nel mio sacerdozio trovo straordinario poter essere disponibile per Dio in ogni istante della mia vita. Comunque, per quanto riguarda il mio passato, sono contento di ciò che il Signore mi ha dato da vivere.

Secondo lei c'è qualcosa da cambiare nella Chiesa? La Chiesa dovrebbe modificare certi aspetti che non hanno, ovviamente, niente a che vedere con i dogmi di fede. Una cosa su cui non sono assolutamente d'accordo è il sacerdozio femminile: se Gesù avesse voluto delle donne per sacerdoti lo avrebbe detto chiaramente. La donna ha un ruolo importantissimo nella cristianità, basti pensare a Maria, ma non deve andare al di fuori di questo ruolo. Inoltre sono d'accordo col fatto che il sacerdote non debba sposarsi, non perché il matrimonio sia una brutta cosa, ma perché il matrimonio ed il sacerdozio sono incompatibili fra loro: un prete sposato non sarebbe né un buon marito né un buon sacerdote a causa degli impegni che richiedono questi due stati sociali.

Come vive questo rapporto tra la sua attività artistica ed il sacerdozio? Molto bene, in quanto la mia attività artistica mi consente di poter evangelizzare più efficacemente. Un modello può essere proprio il Beato Angelico che ha fissato artisticamente un messaggio che è certamente più sublime dell'arte stessa. Non si ha idea di quanta gente possa arrivare a conoscere e penetrare la lieta Novella grazie a ciò che gli artisti hanno saputo rappresentare nelle loro opere. Se l'immagine pittorica sacra è la "bibbia dei poveri" potremmo concludere che il ciclo di Giotto nella Basilica di S. Francesco qui ad Assisi è il "best seller" dei poveri.

Se dovesse lanciare un messaggio ai giovani cosa direbbe? Ai giovani direi: "fate attenzione a non farvi ingannare, la forza del Diavolo è l'inganno: non fatevi ingannare dai falsi valori, dai falsi politici, da tutto ciò che è falso. Fate come S. Francesco: fate affidamento solo sul Vangelo e non su altre ideologie sbagliate, perché se avete Gesù avete tutto. Prendete come punto di riferimento Cristo e dopo il resto vi può anche interessare".

E se qualcuno volesse mandare a lei un messaggio? E' semplice contattarmi con l'E-mail all'indirizzo angelico@tecnonet.it

 

 
   

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