INTERVISTE

 

FRA MICHAEL DANIELS

Padre Michael Daniels web.jpg (7636 byte)Ideatore e animatore degli spettacoli "Spirit in Dance" è fra' Michael Daniels, francescano che presta servizio presso il seminario di Lonigo (VI). Fra' Michael, 36 anni, originario del New Jersey, ha cominciato a organizzare questi spettacoli nell'agosto del 1999. Da allora ha portato a termine una quindicina di serate. Queste feste, dette anche di "discoteca cristiana" si sono dapprima diffuse nel vicentino e nel veronese, presso piccole discoteche, palestre e capannoni. Nel novembre del 2000, dopo l'incontro con l'organizzatore di concerti cristiani Marco Zanin, lo spettacolo ha toccato Padova, approdando in due locali molto rinomati: prima al Padova Est di Noventa Padovana e poi all'East Side di Ponte di Brenta, in una serata dove ha coinvolto circa 800 giovani.

Perché l'iniziativa della "Discoteca Cristiana"? Da che cosa nasce? «Questa iniziativa vuole incontrare i giovani dove essi si ritrovano abitualmente. Dal momento che in chiesa essi sono sempre meno numerosi, capisco che devo io andare a cercarli come è scritto nel vangelo, dove il Pastore va a cercare la "pecorella smarrita"; la pecorella smarrita in questo caso è per me il giovane che manca all'appello.
Il termine "Cristiana" non è come si può superficialmente pensare un tentativo di moralizzare la discoteca o di creare un conflitto con l'uso abituale di questo ambiente, tutt'altro, vuole indicare semplicemente l'interesse che Dio ha per tutti noi in qualsiasi posto noi andiamo, perché Dio si preoccupa della "persona". Quindi io, pastore, vengo a dirti che Cristo è interessato a te così come sei, dove sei: questo è il messaggio. Con questa iniziativa, poi, si cerca di prestare energie a tante voci che non riescono più a trovare il modo di dialogare con i giovani, un esempio lo sono i genitori preoccupati per i loro figli, genitori che magari non riescono ad avere voce in capitolo con loro; oppure si può pensare a tutte le istituzioni, dal comune al Sert che cerca di prevenire lo spaccio di sostanze illegali o comunque a tutte quelle persone che hanno a cuore i giovani in modo però genuino e del tutto disinteressato».

A quali esigenze può rispondere un'iniziativa del genere? «Con queste serate di discoteca faccio appello ad un bisogno pressante dei giovani: riappropriarsi della propria vita e della propria persona ed essere a tutti gli effetti se stessi. Al centro di questa iniziativa c'è la persona che si riappropria di se stessa, infatti non ci sono buttafuori semmai ci sia aiuta a "buttarsi dentro" se lo si vuole, nella libertà che ci contraddistingue, utilizzando il linguaggio più diffuso e riconosciuto dai giovani e cioè la musica. Hai proprio bisogno di volumi alti, di pastiglie che ti facciano sentire un altro, di ubriacarti? Per il fatto che altri sanno bene cosa vogliono, tu giovane sei costretto a non sapere che cosa vuoi e a seguire delle mode, degli stili che ti portano ben lontano dall'essere te stesso. Si è convinti che se non c'è alcool non c'è festa, invece in questo tipo di proposta si vuol dimostrare proprio il contrario e cioè che ci si può divertire benissimo anche senza il suo utilizzo senza però voler demonizzare gli alcolici.
L'organizzazione di queste serate vuole poi rispondere ad un altro tipo di esigenza e cioè quella di portare la festa ad una dimensione bella, sana, genuina e autentica. La festa è sicuramente un aspetto importante per la vita di tutti ma è anche una dimensione cristiana di Cristo che ci annuncia la nostra libertà; essa deve essere vissuta in modo autentico non come secondo fine o indotto da altri o ancora perché così fanno tutti. Fai ciò che puoi ed in un certo stile, non l'impossibile; non uno stile di vita di altri ma il tuo, con testa e criteri.In questo modo si cerca di trovare un canale per poter far festa che sia appropriato, senza incorrere nell'eccesso. Eccedere può capitare ma solo l'eccedere per amore è l'unica cosa che vale davvero e che quindi fa capire se gli altri eccessi ne valgono la pena! E' una regola dettata dall'amore che nessuno di quelli che gestiscono economicamente il mondo te lo dice».

Risponde a questi criteri la struttura delle serate di discoteca "Cristiana"? «Si, è speculare agli obiettivi di fondo, dove la persona viene messa sempre al primo posto. Le serate, quindi, hanno un orario di apertura "umano", una facile accessibilità economica anche perché l'interesse non sta nel guadagno, e le modalità del servizio riflettono questo tipo di impostazione: il volume della musica non è eccessivo e permette ai ragazzi di dialogare tra loro oppure sono allestite delle salette dove poter colloquiare con persone a disposizione per il dialogo. Durante la festa ci sono anche dei momenti propositivi: il gruppo "live", ad esempio, che ad inizio serata aiuta a coinvolgersi ed è l'espressione di come i giovani si esprimano con la musica; ci sono delle testimonianze e delle proposte concrete di attività nelle quali, se qualcuno lo desidera, può rendersi utile al prossimo; infine è bello incontrarsi anche dietro ad un buon piatto di spaghetti per favorire così lo stare in compagnia. Credo che da ciò si capisca che questo tipo di gestione della serata e dell'ambiente è insieme già il messaggio e la proposta».
Info
e-mail: info@spiritindance.com



 
   

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