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INTERVISTA A
PIER DIDONI
Sono
Pier Didoni, sono un musicista, un cantante, un arrangiatore...
scrivo anche opere di narrativa, lavoro nell’arte, nella musica
da quasi 20 anni, allora ho iniziato facendo il bassista negli
studi di registrazione per diversi artisti... Dopo di che, dopo
cinque, sei anni ho cominciato a scrivere canzoni mie e ho trovato
dei collaboratori musicisti abbiamo messo su questo gruppo, che si
chiamava la Pier Didoni Band, ci siamo inseriti nell’underground
milanese, abbiamo fatto delle cose abbastanza significative...abbiamo
vinto diversi premi come “Il rock italiano parla europeo” al
Rolling Stones, abbiamo siamo stati premiti dall’allora
assessore Malena...dopo di che andando avanti a suonare, ho visto
che nelle mie canzoni c’era una radice cristiana, io sono
cresciuto in ambienti oratoriali quindi col passare degli anni é
saltata fuori questa mia matrice, nella musica e nei testi, sono
saltati fuori questi messaggi cristiani che ho ritenuto opportuno
cantarli in pubblico… la cosa bella é che quando iniziai col
gruppo , non ero ancora inserito nei contesti religiosi, a parte
l’oratorio, quindi suonare questo genere, io ho sempre suonato
il rock, ma suonare questi testi in certi ambienti
underground milanesi come i centri sociali o come particolari
locali di rock emergente, ero un po’ titubante, invece é andata
molto bene, e così andando avanti, girando per l’Italia e
l’Europa ho conosciuto altri artisti che avevano la mia stessa
radice cristiana, sono entrato in diverse associazioni, ho
partecipato a diversi meeting, tra i quali il più bello quello di
Parigi, la giornata mondiale della gioventù di quattro anni fa,
dopo di che é stato un susseguirsi di concerti in ambenti
religiosi, in Italia, in Europa e anche nel mondo.
Sono nato come cantautore secolare, poi durante il cammino queste
cose sono venute fuori, queste radici, queste consapevolezze
cristiane che si sono inserite nei miei testi e nelle mie
musiche...e quindi, supportato e conoscendo da altre associazioni
e cantautori cristiani sono riuscito a divulgare la mia musica, il
mio modo di far musica e di evangelizzare in questi ambienti.
Esplicitarsi come cantautori cristiani, far riferimento solo ad
associazioni di questo tipo... non può significare “auto -
ghettizzarsi”? C’è il rischio che quando si suona solo in
certi ambiti cristiani, c’è il rischio, soprattutto in Italia,
sottolineo soprattutto in Italia, di essere etichettati come
“cantautori cristiani” ma io non sono tanto d’accordo
sull’etichettatura di “cantanti cristiani’, io ho notato che
ci sono tanti testi che si possono dire di ispirazione cristiana
anche in tanti artisti che non si sono mai annunciati cristiani,
certe canzoni degli U2, ci sono delle profondità religiose, però
all’estero non lo dicono che sono di ispirazione cristiana,
mentre qui in Italia io ho notato purtroppo che “Ah, canta il
Signore, dice delle cose su Dio, é un cantante di ispirazione
cristiana” a meno che tu sei famosissimo, fai certe canzoni, ma
hai la tua matrice, il tuo pubblico, sa che fai un certo genere e
dice certe cose, può essere una parentesi, invece chi é
sconosciuto viene subito etichettato. Io continuo a dire che suono
anche negli ambienti cristiani d’Italia ma suono anche in altre
situazioni, sono stato all’Accademia di Sanremo giovani, ho
fatto Castrocaro, ho fatto altre manifestazioni importanti, ho
fatto anche da supporter col mio gruppo agli Skiantos...una decina
d’anni fa, sempre con queste canzoni...
Il bello é, secondo me, cantare Dio, é più importante cantarlo
negli ambienti in cui questa Parola non é ancora arrivata,
piuttosto che nei nostri ambienti.
Che differenza c’è tra un Renato Zero che canta Dio e un
Pier Didoni? Non lo so, io non conosco questi artisti,
però posso dire nel mio caso, per loro può essere una parentesi,
non dico una convenienza, ma magari sono invitati ad una certa
manifestazione, in quell’ abito, io, tutte le mie canzoni hanno
un filo di cristianità, a 360 gradi, tanti valori, che
riguardano l’amicizia, la correttezza, la visione del mondo, dal
punto di vista della bellezza, della natura, oppure rendersi conto
che non siamo soli su questo mondo, tutto sommato c’è
sempre qualcuno che ci guarda dall’alto insomma , questo fa
parte del mio modo di scrivere le canzoni, non é che io mi metto
lì e dico “Adesso scrivo una canzone cristiana” vengono fuori
automaticamente, quindi ci può essere a questo punto una
differenziazione che riguarda anche il modo di vivere, io oltre a
cantare ho fatto anche molto volontariato, per esempio, io sento
proprio questa esigenza di dare me stesso agli altri... adesso lo
faccio un po’ di meno perché sono assorbito dalla musica,
con la narrativa e lo scrivere...é un bisogno che fa parte della
mia natura.
Qual è il tuo rapporto con i musicisti con cui collabori che
non hanno fatto la tua scelta, ti sembra che percepiscano che é
un’esperienza umana di un certo tipo? É vero collaboro,
anche nel mio ultimo lavoro, “Traces”, con musicisti che sono
fiore all’occhiello di tutti gli artisti che fanno cd e dischi,
alla batteria c’era Lele Melotti, poi c’era Costa al basso, il
lavoro é stato prodotto da Umberto Iervolino, che ha già fatto
diverse produzioni, però… Vedo che l’artista sono io, non é
che é un discorso di gruppo, se ci fosse il gruppo… in questo
caso io sono l’artista, ho bisogno di un supporto tecnico,
artistico per la musica, ma per il genere, cioè per quello che
voglio dire, come argomentazione, non é così importante avere
delle persone che hanno fatto la stessa scelta di vita, certo io
sarei contento se ci fossero, se si trovassero persone che fanno
questo cammino insieme a me, al momento mi appoggio a questi
musicisti e anche ad altri, io comunque la vedo la musica, come
orma di aggregazione , e quando poi questa forma di aggregazione i
denominatore comune é il Signore, allora la cosa é ancora più
bella ed ha molta pienezza interiore.
A livello di produzione, incontri difficoltà per il contenuto
che proponi? Viene considerato poco “fruibile”, c’è qualche
forma di pregiudizio? Allora, con le case discografiche, il
fatto di essere etichettato come artista cristiano non mi ha mai
dato problemi, anche perché , ognuno che sente il mio lavoro non
dice subito che é di matrice cristiana, ma perché io sono fatto
così, é come dire “chi ha orecchie per intendere intenda”
voglio dire, se poi nelle mie canzoni sente che c’è una matrice
cristiana ben venga, se no, se non la sente, può piacere il
lavoro, io ho notato che tutte le volte che ho fatto sentire i
miei lavoro o sono partite produzioni non mi hanno mai detto “ma
sei un artista cristiano quindi… il mercato é questo il mercato
é quello”... non ho mai avuto queste considerazioni, però
ho notato che più che dalle case discografiche é un problema
nell’esibirmi, ecco, per gli spazi tante volte, certe volte in
certi ambienti se ti definisci artisti cristiano ti guardano un
po’ così, insomma, non sembra che fai parte della loro
“parrocchia” della loro visione del mondo, e quindi magari
neanche ascoltano la musica, magari é una musica di qualità, però,
solo il fatto di sentire quel nome, ma é una cosa ormai vecchia
questa, cioè, chi é seguace di Gesù sa benissimo che non
é vita facile insomma, portare il suo messaggio nel mondo.
Questo tuo cantare Dio, lo vivi come una missione, il tuo scopo
è arrivare alla gente? Sì, questa musica cristiana la vedo
come una missione, ma per me è automatica, come dicevo prima ho
fatto anche del volontariato, la musica è come una conseguenza, e
la vedo come una missione che non mi è per niente imposta, mi è
del tutto naturale, ne sento il bisogno se no non riuscirei a star
bene, ho questa necessità di servire il prossimo, o
materialmente, fuori dalla musica, o con la musica, con i miei
limiti, con me mie capacità, portando il messaggio cristiano, dei
valori, perché penso che oggi ce ne sia assoluto bisogno, anche
perché i cantanti hanno una grande responsabilità sui giovani, i
giovani, gli adolescenti sono tantissimo influenzati, sono più
influenzati dai cantanti che dai professori, dai filosofi, da
questa gente, perché si pongono a loro in maniera immediata,
allora loro devono costruirsi una personalità e queste cose le
assimilano, è come un catino che deve essere riempito d’acqua
no? L'adolescente, quindi bisogna stare molto attenti a quello che
si dice, purtroppo i cantanti che vanno per la maggiore queste
cose non interessano, loro hanno il loro modo di esprimersi, di
far musica, hanno successo e vanno avanti, loro magari lo fanno in
buona fede, ma i testi, gli adolescenti, non sono maturi magari li
interpretano in modo diverso allora tante volte ci possono essere
adesso non voglio esser drastico, ma noi cantanti, io sono uno
piccolino, cosa volete, ma gente a livello di Vasco Rossi, dalla,
secondo me hanno una grossa responsabilità, perché il loro
pubblico è giovane, non sono quelli di 40/50 anni che sono già
formati , che sentono le cose, se gli va bene le assimilano, se no
entra da una parte gli esce dall'altro orecchio…i giovani invece
assorbono tutto, sono come delle spugne.
Tu parli di modelli di vita effimeri, a cosa ti riferisci? Cosa
si può fare per trovare modelli di vita non effimeri? Sì, ci
sono dei modelli effimeri, è vero, nel modo di vivere al giorno
d'oggi. Lo vediamo, ce lo dice la tv, la radio, i
giornali…purtroppo le cose importanti per i giovani sono cercare
di essere il più spontanei possibile…impartire dei valori e nn
lasciarli in secondo piano, valori come la serietà nell'amicizia,
la serietà nell'avere un rapporto con una persona, la
correttezza, questi sono valori, non solo cristiani, ma
universali, per star bene, perché ci fanno star bene, cioè
abbiamo bisogno di queste cose, di correttezza reciproca nel
vivere, questo è un aspetto, ma poi …l'aggregazione, adesso io
sono cristiano, per: Dio aggrega no, è bello quando si è
aggregati, ad esempio io sono un musicista, con la musica, anziché
stare a casa a vedere la tv, i programmi, che entrano nel ragazzo
passivamente, invece con la musica o con qualsiasi forma di
aggregazione artistica il ragazzo si forma perché scambia
opinioni con altra gente, si apre, questi sono i valori insomma. I
valori effimeri sono quelli di comprare la macchina ogni 4 anni,
perché è status symbol, perché sei considerato un pezzente se
hai la macchina che ha 10 anni no? Questo è un disvalore; o il
vestito di marca, se no non fai parte della nostra compagnia,
questi son valori effimeri, ma i settori son tantissimi, nn
finirei mai, perché non sei di un certo livello, un certo status
symbol , questi son valori effimeri.
I valori invece della vita sono quelli più semplici, la
correttezza, la semplicità, il sorriso, ogni giorno è importante
sorridere alle persone, Martin Luther King diceva che se ogni
giorno hai la possibilità di dire buongiorno ad un'altra persona,
beh, hai un motivo valido per vivere, insomma. Sono piccole cose
che messe assieme formano una cosa molto compatta, danno un’idea
della vita molto piena, poi…io dico che queste cose
automaticamente vanno verso il Signore, perché la gente quando
sta bene, quando vede che ha delle persone che lo vogliono bene,
automaticamente scopre che il Signore è così, vuole bene, e
allora automaticamente si entra nel credere in qualcosa, se non ci
sono questi valori il giovane nn può credere, non ci si può
inculcare certe cose, perché deve viverle, deve viverle sulla sua
pelle.
Come vivi quotidianamente la fede? Ti è stata trasmessa, hai
avuto una conversione….? Ma io devo dire che ho fatto, a
differenza magari di altri miei colleghi musicisti cristiani che
hanno avuto una vita travagliata, io devo dire che ho avuto una
vita regolare, fin da piccolo ho frequentato l'oratorio, i gruppi
dell'oratorio, ho avuto per fortuna al mio fianco dei padri
spirituali che mi hanno sempre appoggiato, dato una mano, quindi
sono cresciuto con questa cristianità dentro, con alti e bassi
perché ci sono stati anche dei momenti difficili, come quando si
è giovani e ci si fa la classica domanda sul senso della vita, e
nn si vede niente di materiale, allora ci si dice che nn è
possibile, ci si tira un po’ indietro, però poi…alla fin
fine, quando si è benedetti dal Signore, cristiani si rimane per
tutta la vita.
Cosa vorresti che il giovane cogliesse dalla tua musica?
Vorrei che il giovane cogliesse degli aspetti della mia musica in
questo senso, alcuni aspetti, soprattutto la semplicità, Gesù
quando è venuto da noi si è posto in maniera molto pratica, non
è andato dagli eruditi e dai sapienti, è andato dalla gente, in
mezzo ai poveri, a chi aveva bisogno, a chi era considerato una
feccia della società, quindi quello che voglio, spero che venga
percepito è che il Signore è qui per aiutare e che se assorbiamo
quello che ci ha detto, che ci disse, ci fa star bene, ci fa
vivere bene, ci fa maturare, ci fa vivere anche a lungo, è solo
beneficio, nn è restrizione, tante volte si pensa che sia
restrizione, eh va beh, tante volte si cade, perché ci si lascia
andare, si pensa che la religione sia qualcosa che stringe, che
lega, va bene, provate, poi sarà il Signore che eventualmente
riterrà opportuno di tirarvi a sé.
Cosa diresti ad un non credente che ti chiedesse cosa la fede dà
alla tua vita? Se dovessi dire ad un giovane cosa mi dà la
fede, a me dà sempre il sorriso, sono un tipo sorridente, anche
certe volte però, e poi l’approccio con le persone, mi dà
questa voglia di conoscere sempre gente nuova, di non avere
pregiudizi, di scoprire il mondo, apprezzare le bellezze della
natura, di dire “Grazie Signore sono felice di mettere i piedi
su questa terra che è bellissima, è la cosa più grande che
potevi darmi”, non c’è niente di artificiale quello che hai
fatto, qualsiasi cosa fai hai mille possibilità nella vita, sei
libero, puoi fare quello che vuoi, ti ha messo e ti mette a
disposizione un mondo bellissimo, poi fanne tu quello che vuoi, se
vuoi seguirlo seguilo, se no, fa niente, magari lo seguirai più
avanti, magari per niente, o magari lo rinnegherai, però sarai
sempre un bravo cristiano, io ho notato nella mia vita che ci sono
in giro tanti cristiani che si definiscono tali e non lo sono, e
magari quelli che non si definiscono tali ma lo sono, quindi…
Sono cose che bisogna provare, però io assicuro che Gesù, Dio
insomma, ci ha dato veramente un grande dono ed è un peccato nn
approfittarne di questo, la bellezza e la bontà del Signore è
propri questa, che lui non ti obbliga, se vuoi vieni, se non vuoi
venire, niente, no "peggio per te", però, lui spera,
magari agisce su di te, però la bellezza è proprio questa, che
lui non obbliga nessuno.
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