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INTERVISTE
DENIS
GRADY
QUANDO
DIO CANTA IL GOSPEL
Il cantante ammette: "Canto per dire ai giovani che una vita
fatta di piacere ha un costo terribile. Prendevo droga e bevevo,
ma Dio non mi ha mai lasciato"
Denis Grady, 48 anni, canadese di Calgary, la musica ce l'ha nel
sangue. Cresciuto in una famiglia di musicisti, ha esordito nei
primi anni Settanta nel mondo del folk. Ce ne sono però voluti
altri 28 perché incidesse il suo primo Cd. E scoprisse il ruolo
della musica nella sua vita. "È come una
vocazione, racconta con grande serenità, nella mia adolescenza
sono stato molto ribelle, prendevo droga, bevevo… eppure Dio mi
restava fedele. Nel 1984 volevo farla finita. Dopo un tentativo di
suicidio, sono entrato in un centro terapeutico. È stato un
periodo molto doloroso, ma sapevo che Dio mi parlava ancora,
nonostante tutto. Per la prima volta in vita mia mi sentivo pronto
ad affidarmi a Lui. Il capire giorno per giorno che non
apparteniamo a noi stessi, che abbiamo bisogno di stabilire un
rapporto col Signore ha trasformato la scoperta della musica in un
viaggio molto eccitante. Da un lato c'è la voce del mondo che ti
dice che devi aver successo per essere grande, dall'altra quella
di Gesù che ti porta a diventare una creatura nuova. È stata per
me una meravigliosa libertà perdere l'ambizione del mondo e fare
esperienza di Dio nelle piccole cose. Qualche volta, quando vado
per un concerto, una parte di me vorrebbe avere migliaia di
spettatori. Poi magari scopro che ce ne sono 12. E che Dio lì è
molto più presente".
Denis,
tu parli della musica come di un ministero. Cosa significa?
L'esperienza che ho
maturato cantando per la gente, ai concerti, nelle prigioni, per
gli anziani, mi ha fatto capire che la musica tocca le persone in
modo positivo. Non so quanto e perché, ma li tocca. Dio sceglie
anche questi modi per parlare alla gente. Io non sono che un Suo
strumento.
Come
mai hai scelto proprio lo stile country gospel? Siamo
sempre influenzati dai luoghi in cui viviamo. Io sono nato in un
paese di cow-boys, quindi non potevo farne a meno. In Nord
America, inoltre, la musica country ha sempre avuto un'apertura
verso il gospel. È un genere che porta ad essere sensibili nei
confronti del dolore umano. Quindi è uno stile che lascia molto
spazio per esprimere temi di questo tipo. Nelle mie canzoni io
parlo sempre di conversione, basandomi sulla mia esperienza
personale, della Grazia che Dio ci dà, della preghiera, della
lode.
Cosa
vuoi dire ai giovani con le tue canzoni? Che
una vita fatta di piacere ha un costo terribile. Io l'ho provato.
Dio chiama l'uomo verso la vera libertà. Il nostro lavoro di
musicisti è trasmettere questo valore. Dobbiamo sempre essere
sinceri, non solo a parole, ma coi fatti. Per questo è necessario
stare molto vicino alla Chiesa e ai sacramenti.
Il
genere della musica cristiana moderna è spesso guardato con una
certa diffidenza… È
molto importante rispettare la posizione della Chiesa: è vero che
alcuni stili musicali non sono appropriati per la liturgia. In
altre occasioni, ciò che conta è che la musica serva la volontà
di Dio. Un cantautore cristiano deve sempre tener presente lo
scopo del suo ministero, che è servire il Corpo di Cristo.
Tu
fai concerti negli Stati Uniti, in un ambiente religioso molto
variegato. Come riesci a comunicare con queste persone?
Negli Stati Uniti ci
sono 24 mila protestanti. La cosa migliore che ho trovato è che
ovunque la Verità è la Verità. Nessuno può cambiarla. Io cerco
di stare ancorato sulle basi della fede, di amarli come Gesù li
ama. Parlare di San Francesco, ad esempio, è molto efficace.
Anche
la tua musica, dunque, vuol essere una via per l'ecumenismo?
Certo. I protestanti
e i cattolici amano entrambi il country gospel. Dio è furbo, ha
le sue vie… Io Lo prego che mi mostri ogni passo da compiere. In
molte chiese protestanti mi hanno accolto con sincera fratellanza:
stiamo lentamente scoprendo che l'amore tra i cristiani può
essere la testimonianza più efficace per chi non crede. Proprio
come all'inizio…
Scrivete
a Denis Grady e-mail : 
Domande
per Dennis Grady, Cantautore
a
cura di Michael K. Jones
Una
breve storia.
Nato il 25 giugno
del 1952, il canadese Dennis Grady mischia la musica Country,
Gospel, Pop e FOLK. Il 18 novembre 2000 alle premiazioni
U.C.M.V.A. a Washington, Denis Grady ha ricevuto il premio per
“La Migliore Canzone Country dell’Anno” e “Miglior Album
di Musica Country dell’Anno”. Votato il “MIGLIOR ARTISTA
GOSPEL” dell’anno dalla Alberta Recording Industry Association
(Associazione delle Industrie Discografiche di Alberta) per il suo
primo CD intitolato “Running Too Long” (“Correndo per Troppo
Tempo”)
Potresti
dirci qualcosa sui tuoi album ed il tuo stile musicale?
Ho
pubblicato un album “Running Too Long” nel 1998. L’incisione
è il fine di 20 anni di lavoro. Scrivevo tantissime canzoni e
stavo scoprendo la mia strada spirituale. E’ chiaro che il
momento per il lancio di questo pezzo era nel programma di Dio.
Pensandoci sopra mi sono reso conto che dovevo preparare ad
imbarcarmi nella vocazione come un artista Cristiano. Le due aree
principali sono la qualità della musica e del mio viaggio
camminando con Cristo.
La mia musica e uno stile misto di musica ‘country’ e musica
‘pop’.
Quando la gente ascolta la mia musica, spesso gli viene in mente
Jackson Brown. Lui mi ha influenzato maggiormente ed io lo
considero un vero complimento essere paragonato a lui. Io sono
cresciuto negli anni 60 e allora i Beatles mi hanno influenzato
tanto.
Devo anche aggiungere che mio fratello maggiore Paul, che ha visto
le sue canzoni registrate da Anne Murray e Emmylou Harris, è
sempre stato un gran maestro
e mi ha aiutato molto
Esiste un
solo pezzo che tu hai prodotto musicalmente che per te rimane un
tuo preferito?
Ho
una canzone con il titolo “Eyes of Love” (“Occhi
d’Amore”), su un CD che avevo scritto per due amici che si
stavano sposando. Noi ci sentivamo molto vicini e abbiamo
condiviso tantissime situazioni insieme. La
canzone riconosce la fedeltà generosa di Dio quando noi ci
troviamo nel dolore e abbandono profondo. Avevo
ascoltato “Stockton’s Wing” un gruppo Irlandese e loro hanno
influenzato la melodia. E una canzone molto facile da cantare ed
il messaggio sembra rimanere valido nel prestare soccorso alle
persone che lottano contro la depressione.
Hai del
materiale nuovo sul quale stai lavorando e che possiamo attendere
di ascoltare nel futuro?
Sto
preparando il mio secondo CD. Sono molto entusiasta per quanto
riguarda le canzoni. Ho un produttore stupendo a Calgary, di nome
Jerry Proppe che ha un enorme talento nel campo degli
arrangiamenti e nel campo tecnico. Sento la sfida di voler
migliorare in tutti gli aspetti i testi, con un pertinente
messaggio spirituale and dei contrasti musicale buoni nelle
melodie. In un certo senso il primo CD rappresentava un inizio di
dialogo con il pubblico. Il secondo CD deve continuare questo
rapporto, mantenendo la profondità ed un senso di collegamento.
Quando
sei sul palco e ti trovi ad esibirti per un pubblico Cristiano,
cosa senti dentro di te and qual’è il messaggio che tu speri di
lanciare?
Quando
mi trovo sul palco, io prego sempre che tutto sia controllato
dallo Spirito. L’immagine del recipiente mi aiuta sempre. Al
giorno d’oggi posso dire che mi sento più a mio agio quando
recito grazie alla fiducia in me stesso che mi dà il Signore. Non
ho paura di sbagliare. Mi devo preparare per ogni concerto
provando e pregando. E un’esperienza imponente poter guardare la
gente negli occhi mentre canto e dicendo a loro silenziosamente,
Dio ti ama, tu sei il Suo figlio preziosismo, tu sei OK!.
Potresti
dirci quale è stato per te il punto culminante della tua carriera
fino ad oggi?
Ne
ho più di uno. Mi trovavo in un Concerto a Calgary con il mio
caro amico Jerry Aull di Atlanta. Jerry è un fratello
meraviglioso. Tra il pubblico c’erano delle persone che erano
disabili mentali e che venivano da L’Arche. Uno di questi ha
iniziato a battere “Grazie Dio” sul tamburello. Il suo
accompagnatore ha tentato di fermarlo, ma io accorgendomi che il
suo tamburello manteneva il ritmo, lo invitai sul palco. Due dei
suoi amici decisero di accompagnarlo. Una ragazza suonava i
cucchiai, anzi li suonava molto bene, e l’altro ballava e
cantava, anche se non era sicuro delle parole.La mia anima fu
riempita di una gioia delirante! Continuammo a suonare e cantare
il pezzo ed il pubblico partecipò totalmente con noi. Un altro
momento fu a Piacenza in Italia. Stavo cantando per 2500 giovani
che erano in viaggio per il GMG a Roma. Cosi, di colpo si sono
messi a ballare con la musica ed a divertirsi. Una ventina di loro
sono saliti sul palco e si sono presi sotto braccio uno con
l’altro. C’era la presenza di un’enorme energia spirituale
ovunque.
Come
Cattolico Romano, potresti condividere con noi qualche pensiero
per quanto riguarda il tuo amore per la Santa Madre?
Io
ho sempre voluto un bene enorme a Maria fin da quando ero bambino.
Ho visto il film La Nostra Signora di Fatima quando avevo 8 anni e
rimasi colpito. Cerco di pregare il rosario tutti i giorni e
abbiamo tantissime icone di Maria in casa nostra . I misteri mi
attirano a Gesù in un modo vero. Nell’Agosto dello scorso anno
mia moglie Wendy ed io eravamo presenti ad
una apparizione a Schio. Quest’evento
ha colpito i miei rapporti ed i miei modi precedenti di pensare a
Maria. Io canto in moltissime chiese Protestanti e mi sono trovato
davanti ad una ostilità sfacciata verso i Cattolici e Maria. Dopo
Schio mi sono sentito molto più profondamente rassicurato che Dio
ha Maria che intercede
per noi. Io credo
profondamente nei suoi messaggi che ci confortano e ci mostrano la
strada da seguire. Io penso del mio rapporto con la mia madre
terrestre che nella mia vita è stato un dono enorme. Ingrandisco
quest’esperienza con Maria. Ho iniziato a scrive dei canti a
Maria per onorarla per avere detto si a Dio e per essere la madre
di Gesù. Lei ha promesso che con il passare del tempo rivelerà a
tutta l’umanità, il suo ruolo nel piano di Dio per la salvezza.
Devo mettere questo prima della mia paura di essere rigettato dai
miei fratelli e dalle mie sorelle Protestanti, che proprio non
capiscono chi sia veramente. Ho sentito la sua grazia lavorare
nella mia vita durante quest’ultimo anno e sono veramente
eccitato perché ora per me è così vero.
Come
Cattolici abbiamo tantissime devozioni. Tu ne hai una in
particolare che ti è veramente vicina al cuore, e ce ne potresti
parlare?
Io
sono devoto al Sacro Cuore di Gesù ed al Cuore Immacolato di
Maria.
I miei genitori per anni ed anni tennero immagini in casa nostra. Ho
tantissimi ricordi da bambino quando pregavamo davanti a queste
immagini. L’essenza dell’amore di Dio irradia dal cuore di Gesù.
Per me un eterno fiume della grazia, l’amore e la luce di Dio.
In tutte le mie preghiere io sento una profonda consolazione
nell’andare da Gesù, nel credere che dal Suo cuore proviene la
grazia pura. Sento la virtù della purezza dal Cuore Immacolato di
Maria. Non ho sempre capito il potere di questa grazia nel
passato, ma durante gli ultimi due anni e una cosa che io chiedo
costantemente.
Sembrerebbe
che ciascuno di noi ha da raccontare una storia di conversione che
ci ha condotto nuovamente alla Chiesa. Potresti condividere con
noi qualcosa della tua testimonianza ?
Io
ho avuto una esperienza di conversione nel 1984. Avevo 32 anni ed
ero tossico dipendente ed alcolizzato. Ero diventato ribelle e
confuso durante la mia adolescenza. Avevo tentato di restare nella
Chiesa nel migliore dei modi. Ma mi trovavo veramente inguaiato e
mi sentivo un vero ipocrita. Mi sono trovato di fronte una
sconfitta totale ed è stato il peggior dolore della mia vita.
Continuavo a cercare una via d’uscita facile ma finché non ho
ammesso di aver perso, nulla è cambiato. Con
la grazia di Dio mi sono pulito della droga e dell’alcool nel
1984. Ho continuato a partecipare nella Chiesa, ma agli inizi
degli anni 90 ho iniziato a far parte di una denominazione
Protestante, proprio perché c’era un senso forte di comunità
spirituale. Continuavo
ad andare a Messa ma avevo smesso di lavorare sulla mia fede
Cattolica. Poi per caso nel 1996 ho iniziato a andare tutti i
giorni alla Messa mattutina presso la Cattedrale di Calgary. Una
mattina ho avuto un’esperienza davanti al Santissimo Sacramento
dove mi sono trovato a trattare Gesù come Babbo Natale. Gli stavo
semplicemente chiedendo di realizzare la mia volontà egoistica. Quando mi sono reso veramente conto di questo fatto iniziai a
piangere. Iniziai a vedere Gesù in questo modo tranquillo e da
allora è una cosa meravigliosa. Sono totalmente impegnato nella
Chiesa Cattolica e ho partecipato a vari corsi per imparare di più
su la nostra ricca storia e tradizione.
Il punto
culminante della Messa è il ricevere la Comunione. Puoi
descrivere come il ricevere l’Eucaristia ti fa sentire?
Ricevere
l’Eucaristia è diventato il punto cruciale della mia vita.
Cerco di andare a Messa tutti i giorni. Nel passato io pensavo
“Chissà il Signore cosa penserà di me quando Esamina il mio
comportamento”. Ma ora questo non c’entra proprio niente.
Ora lo considero come l’avvicinarmi al Trono di Cristo,
presentandomi a Lui silenziosamente e con riverenza, come suo Suo
figlio e Suo servo. Io
so che la mia dimora interna deve essere pulita prima che Lui ci
possa entrare e vivere. Credo con tutto il mio cuore che Lui entra
totalmente il mio essere e che la conseguenza di questo e che la
Sua voce parla dall’anima mia. La
tranquillità e importantissima perché io possa ascoltare a ciò
che Egli vuole. Esiste una dolcezza nel desiderio di volere fare
la Sua volontà. So perfettamente che senza di Lui io non sono
niente. E un mistero veramente grandioso che Egli sceglie di
avvicinarsi a noi in questo modo.
La storia
si presenta con tantissime apparizioni Mariane. Puoi dirci se
c’e ne una in particolare che
ti resta impressa sulla mente ed alla quale ti senti
particolarmente attirato? Le
apparizioni di Fatima mi hanno veramente toccato da bambino.
Capivo meglio a chi stavo pregando quando recitavo l’Ave Maria.
Ho degli amici che sono stati a Medjugorje e le loro vite sono
state profondamente toccate da quest’esperienza.
Il mio carissimo amico Roberto Bignoli ha avuto una meravigliosa
esperienza di conversione in quel posto. Ho letto delle
apparizioni ed ho dato ascolto ai messaggi.
Ho assistito ad una apparizione a Schio in Italia come ho detto
prima e questo ha avuto un effetto su di me e Wendy. Stiamo
spargendo la parola tra la nostra comunità in Canada. L’esperienza
di Schio è stata un’esperienza interna. Ho iniziato a credere
profondamente che Maria ci vuole veramente bene per mezzo dei suoi
avvertimenti e messaggi di rassicurazione, se noi rispondiamo alla
volontà di Dio.
Ha
qualche pensiero o impressione che
riguardano le apparizioni della Vergine Maria a
Medjugorje?
Sono
al corrente dei fatti di Medjugorje dagli anni 80 e ho letto i
messaggi. Un giorno spero di poterci andare. E’ ovvio che c’è
un messaggio internazionale che Dio sta trasmettendo tramite Maria
e Medjugorje.
Se
potresti sederti in conversazione con i giovani di questo mondo,
che messaggio vorrebbe dargli?
Allora
se potessi sedermi per parlare con i giovani del mondo, io li
incoraggerei di cercare un rapporto personale con Dio e di stare
molti attenti alle cose di questo mondo.
Quali
sono le tue speranze maggiori per questo mondo?
La
mia piu grande speranza per questo mondo e che la luce di Cristo
possa illuminare ovunque. Io credo che il mondo può ancora essere
trasformato in un luogo di meraviglia, se tutti si arrendono alla
volontà di Dio.
C’e
qualcos’altro che vorresti aggiungere a quest’intervista?
Michael,
ti ringrazio per quest’opportunità e per l’ispirazione che mi
ha permesso di avvicinarmi alla nostra preziosa Madre. Continua
sempre con questo favoloso lavoro che stai compiendo.
Con affetto,
Denis
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