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INTERVISTE
DONATELLA
MORETTI di Vito Magno
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Perugina,
nasce alla musica leggera e trova nel "Cantagiro".Il
primo riconoscimento artistico con la canzone
"l'abbraccio".
Tra i suoi successi: "Chiaro di luna sul mare" e
"notte". lavora con i nomi
più importanti dello scenario musicale [Battisti, Paoli,
Gaber, De Andrè, Battiato...] e svolge attività
giornalistica. Il suo impegno artistico e sociale raggiunge
ora il culmine con l'album "LHUDES della speranza e
dell'amore". Una proposta, articolata in 16 momenti,
che rinnova un'antica forma di canto sacro, prendendo
ispirazione dalla spiritualità di San Francesco. |
"Laudi
più che abbracci" (Mondovoc 03/2002)
Come comincia la Sua avventura nel mondo della canzone? Ho
cominciato dalla porta grande, perché facevo ancora il liceo e
non avevo mai cantato. Avevo studiato pianoforte e mi piaceva
molto la musica. Lessi sul giornale che si teneva una
manifestazione che si chiamava il "Cantagiro". Mi dissi:
Adesso mando un provino, e vediamo come va. Tutti i giorni,
andando a scuola, leggevo sui giornali che ero tra i primi. Alla
fine ho vinto il concorso di eliminazione. Partecipai al "Cantagiro"
contro la volontà di mio padre, che mi concesse di partecipare,
purché considerassi quell'esperienza come una vacanza. Poi vinsi.
Poiché mi piaceva cantare posso dire che ho cominciato molto
bene, senza tante fatiche, le quali sono venute più tardi, perché
per rimanere all'altezza, con successo o meno successo, bisogna
diversificarsi, cercare di capire meglio l'ambiente, cercare di
andare avanti, scegliendo con oculatezza i brani. Dopo questa
esperienza ho preferito fare radio, sono diventata giornalista.
Insomma, nell'ambito di questo mondo ci sono rimasta, ma come
volevo io.
Tutto, dunque, per Lei è cominciato con il «Cantagiro"!
Sì. Ero ancora studente liceale nel 1962, ma non smisi di
studiare. Con quella grande vittoria del 1962 entrai in
classifica, poi ho inciso altri dischi. Una mia compagna di scuola
che studiava anche lei pianoforte e che successivamente si diplomò,
scriveva dei testi molto belli, per cui una casa discografica li
riunì in un album: "Il diario di una sedicenne". Da
questo album, totalmente arrangiato da Ennio Morricone, venne
fuori un brano bellissimo: "Quando vedrete il mio caro
amore", che ebbe un successo strepitoso.
Con quale canzone aveva vinto il «Cantagiro»? Con la
canzone "L'abbraccio", composta da Prieto l'autore della
"Novia"che cantava Modugno. Ecco, io mi sono trovata
improvvisamente nel mondo della musica con un grandissimo autore.
Con
chi soprattutto ha lavorato, ha cantato? Diciamo
che ho lavorato con i massimi autori. Per me hanno scritto
Battiato, Vecchioni, Gaber, Paoli, Fabrizio De André. Sono stata
la prima a incidere la canzone dell' "Amore perduto",
che adesso, dopo moltissimi anni, ha inciso anche Battiato.
Perché, poi, a un certo punto è uscita di scena? Sentivo
che se dovevo dare molto della mia vita alla musica leggera,
dovevo riservare qualcosa anche a me stessa, perché ho sempre
pensato, e questo era qualcosa che avevo ereditato soprattutto da
mio padre: Sarà una bella avventura, ma poi tutto finisce, e tu
non devi dimenticare mai la famiglia e te stessa come persona.
Quindi ho preferito voltarmi, anche perché mi davano l'opportunità,
di fare radio sia come presentatrice che come autrice. Credo di
essere stata, in assoluto, la cantante che ha condotto più
trasmissioni radiofoniche, anche trasmissioni di servizio. Ho
condotto pure trasmissioni televisive negli anni 1975-1978: tre o
quattro serie, una l'anno. Le mie esperienze sono state
diversificate, ma devo dire che quello che ho fatto penso di
averlo fatto abbastanza bene.
Ora
Lei interpreta molta musica religiosa. Pensa che la musica leggera
non abbia valori? No, la musica leggera ha valori.
Attualmente, però, non nascono più i brani che si affermavano
negli anni Sessanta; non nascono più perché, secondo me, si ha
paura di esprimersi, cioè, si va alla ricerca dell'effetto, non
tanto del contenuto. Si ha paura di parlare dell'amore in modo
semplice, e così l'ispirazione viene meno.
Il passaggio alla musica religiosa come è avvenuto? È stato
per caso. Non ci pensavo minimamente. La San Paolo Audiovisivi
celebrava sei anni fa il centenario della nascita di don Alberione.
Uno dei sacerdoti dell'istituto religioso fondato da don Alberione,
mi chiamò e mi chiese: Noi saremmo felici se Lei potesse cantare
un'Ave Maria di Rossini inedita. Risposi: La cosa mi sembra un pò
difficile, perché io non sono una cantante lirica, ma di musica
leggera, pur avendo due ottave, insomma uno
spazio vocale abbastanza esteso... Il mio maestro De Angelis mi
disse: Donatella, proviamo, per pianoforte e voce solamente.
Cantai il brano e andò benissimo. Allora i Paolini mi dissero:
Perché non fa un album per noi. Il maestro De Angelis mi scrisse
un Gloria, molto bello devo dire; poi cantai Lauda,te Dominum di
Mozart, ma feci in modo che la mia voce fosse sostenuta da
un'orchestrazione valida, perché non ci si può avvicinare a
certi brani a cuor leggero. Successivamente sempre la San Paolo mi
chiese di preparare un CD per le scuole d'Italia, un brano al
mese. Allora chiesi a Bakalov (premio Oscar per la colonna di un
film di Troisi) di fare le musiche di questo CD. Tre anni fa,
trovandomi ad Assisi e ascoltando questi canti, mi chiesi: Perché
non eseguire quei canti, le Laudi, ma con un linguaggio più
attuale.
Passando
alla musica sacra non ha avuto paura di perdere il pubblico che
aveva? Tutto sommato non me ne
importa più di tanto, anche se ho continuato a eseguire qualche
brano, ad esempio le sigle delle trasmissioni televisive da
me condotte. Questo cambiamento non mi dà pensiero perché già
dieci anni fa avevo deciso di ritirarmi perché ero stanca. Pur
avendo delle richieste, ho detto di no. Forse ora farò dei
concerti, ma con la raccolta di questi brani. Mi ha chiamato la
televisione, chiedendomi di rifare musica leggera. Ho accettato,
ma ho imposto un brano del Laude.
Si può avere successo anche con canti spirituali? Penso di
sì. Le porto un esempio. Fu presentato un programma con un
cantante per ogni regione. Per l'Umbria avevano invitato me, anche
perché ci sono solo io. Mi sono presentata con il brano Gloria
Patri. Per la verità, il titolo era soltanto Gloria, e perciò
pensarono che il brano si riferisse a una donna. Senza dire
niente a nessuno, quando è arrivato il mio turno, mi hanno
chiesto: Donatella, cosa ci canti? Io ho risposto: Gloria. È così
ho cantato questo brano classico Gloria Patri, et Filio et
Spiritui Sancto. Ebbene, ho raccolto un'ovazione entusiasta; si
sono alzati tutti in piedi. E allora ho detto dentro di me: Dunque
hanno capito. Perché le cose belle, le cose che toccano il cuore,
come le dici le dici, arrivano alla gente. Certo, è più
difficile, molto più difficile! Nel presentare questi brani ad
alcuni produttori televisivi mi sono sentita dire "no",
perché - mi hanno precisato - con questi brani cala 1'audience.
Ma prima o poi ci riuscirò, non c'è problema.
Che gente viene ai Suoi concerti? Vengono anche ragazzi.Certamente
non quelli dai capelli dritti che abitualmente frequentano le
discoteche, ma quelli che sono attenti a un certo genere musicale
e a come viene eseguito questo genere, perché è importante, per
me, la perfezione dell'esecuzione. Credo in questo, ed è per
questo che mi indigno uso di proposito questo verbo a voler
portare questo genere di musica anche in trasmissioni con un alto
indice di ascolto.
Lei canta le Laudi, ma chi possono interessare le emozioni e i
sentimenti del Medioevo? Intanto non sono del Medioevo. La
trasposizione dal Medioevo al 2002 è importante, perché intanto
la matrice è religiosa. Quindi se io parlo della risurrezione di
Cristo, di Francesco d'Assisi o di santa Chiara, parlo di cose che
sono vive. Perché non dovrebbero interessare? Dovrebbero
interessare tutti. Purtroppo la gente è poco attenta, è
frastornata. Bisogna insistere. Certo eseguire questo tipo di
brani è più difficile, però è anche molto più esaltante.
Quali momenti sono presi in esame nel brano della 'Risurrezione'?
Tre punti fermi sono delineati nel testo della `Risurrezione' di
nostro Signore: c'è la Madonna ai piedi della Croce; c'è la
Parola di Cristo risorto agli Apostoli che la riportano alla
gente, poi c'è il Gloria eterna nel cielo dell'amore perché
nostro Signore è venuto per noi e per riportare tutti noi alla
Casa del Padre.
È più contenta cantando Laudi religiose di quando calcava le
platee della musica leggera? Sono sempre stata contenta. Sono
contenta anche quando, adesso, canto le canzoni di musica leggera.
Il canto religioso è forse più difficile, ma mi sprona di più
perché comporta tanti punti interrogativi. Con la musica leggera,
diciamo così, so come va a finire, con questo canto no. Insomma
è una ricerca, è una piccola operazione culturale che ci fa
crescere e speriamo che ci porti avanti.
Dunque cantare per Lei è una missione? È una grandissima
gioia. In questo momento ho dentro di me la speranza grande che
questi canti vengano ascoltati per darmi l'opportunità di
sceglierne di nuovi.
Perché
invece altri cantanti che hanno composto canzoni religiose le
tengono nascoste? Perché non hanno il coraggio, non hanno
voglia di combattere. Le ho portato l'esempio di quando fui
invitata in televisione a rappresentare l'Umbria a cantare una
canzone. Accettarono che eseguissi Gloria perché non avevano
capito che era un canto religioso. Poi alla fine, anche il maestro
apprezzò molto quel canto. C'è chi ha voglia di lottare e chi
no. Io intendo lottare.
Insomma prevale il timore di perdere il pubblico!
Certamente, prevale proprio questo. Vieni classificato come uno
che adesso fa questo tipo di musica e non può farne un altro
genere. E questo è uno sbaglio. Noi abbiamo questo difetto in
Italia. Non puoi fare un determinato genere di musica senza venire
etichettato. Non dico che uno possa fare mille generi, ma puoi
cantare bene una canzone religiosa, una canzone di musica leggera,
un brano di operetta, ecc. L'importante è fare bene.
Il canto religioso è qualificante! Se viene ascoltato e
capito, rappresenta un grandissimo passo avanti, comporta un'altra
intuizione, un altro spirito. Credo che prima o poi molti se ne
renderanno conto. Speriamo, piuttosto, che non diventi una moda.
Lei avrà notato che molti cantanti, nell'anno del Giubileo, sono
usciti con un album di canzoni religiose. Perché? Perché era di
moda. Ecco perché l'album delle Laudes io l'ho fatto uscire
dopo il Giubileo, anche se la cosa era partita tre anni prima ed
era stata preparata con grande fatica.
Vito
Magno
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