Tony Pagliuca: «Alla ricerca della sponda»

Interessante intervista all'ex organista de Le Orme che sta completando il suo nuovo disco da solista. Di recente ha ammaliato i fans con un concerto jazzato a Venezia, che poi ha "regalato" attraverso Internet... emozioni on line

Tony Pagliuca (nella foto), Aldo Tagliapietra, Michi Dei Rossi sono "Le Orme" di dischi come Collage, Uomo di Pezza, Felona e Sorona. In trio è fuor di dubbio che hanno lasciato il segno in una stagione per certi versi irripetibile del prog italiano. In trio è indubbio che hanno espresso il meglio, magicamente il meglio. Poi… l'incantesimo si è rotto.
Tony Pagliuca ad un certo punto ha lasciato…
Aldo Tagliapietra e Michi dei Rossi hanno proseguito realizzando anche album eccelsi (personalmente trovo davvero bello, trascendentale, ricco di sonorità e di atmosfere l'ultimo loro disco "Elementi").
Tony Pagliuca ha realizzato, nel suo successivo cammino da solista, dischi molto particolari, intimistici, impregnati di religiosità.
Nelle risposte che ci dà un po’ glissa sul passato, su contrasti e incomprensioni che pur ci sono state con gli ex compagni di viaggio. Alle domande risponde con domande, poi cita il testo di un brano: "Ma era giusto così/ senza tanti perché/ cercare l’altra sponda e sfidare lo scoglio/ mandarli a quel paese…"
Chi, come noi, ha amato davvero Le Orme un pò è amareggiato. Amareggiato anche che non ci sia riusciti a ritrovare sullo stesso palco almeno nei momenti celebrativi. Dopo trent'anni e oltre di carriera. Come hanno fatto invece PFM, Banco, Osanna... che peccato!
Quando si è rotto il giocattolo prezioso? Forse, fa capire Pagliuca, quando non si è voluto fare il ritiro montano per realizzare il nuovo disco. Da buoni calciatori delle note Le Orme si allenavano nei ritiri, nella comunione di intenti e di suoni, nella sintonia e affiatamento.
"Cercare l'altra sponda"… canta Pagliuca. Già ma a noi sembra, da quello che ci dice, che l'altra riva non l'abbia ancora raggiunta. C'è un disco-tela di Penelope su cui sta lavorando da tanto.
C'è un magico concerto a Venezia regalato ai fans per Internet, un vero album live di suoni aspri e jazzati…

E' questo il nuovo Pagliuca?
Personalmente troviamo molto particolare questa intervista. Un documento di grande umanità e ringraziamo Tony della consueta amabilità e disponibilità. “Era molto tempo che in Italia si attendeva un disco veramente interessante. Fra i cantautori avevamo avuto solamente un superlativo Francesco Guccini ("L'isola non trovata"), mentre lo stesso Battisti ha per buona parte deluso con il suo "Amore e non amore". Fra i gruppi, dopo i tentativi degli esordienti, fra i quali segnalai i Trip ed i Gleemen, ed i "ringiovanimenti" della vecchia guardia ("Id" della Nuova Equipe 84 contiene qualche spunto interessante), sono usciti i New Trolls con il loro "Concerto grosso", un medley gruppo-orchestra ad imitazione dei Deep Purple, ed i Formula Tre con il loro secondo LP. Ma questo album delle Orme mi sembra fra tutti decisamente il migliore”.
Così scrive, all’epoca, Maurizio Baiata su Ciao 2001 recensendo “Collage”. E’ una svolta epocale. Siamo nel 1971. Collage fu un album particolare che nacque in un momento particolare...
Era sì un momento molto particolare, l’industria discografica passava dal 45 giri al 33, c’era perciò il bisogno di giustificare e riempire questo nuovo spazio. Le Orme ci avevano provato già nel 1968 con “Ad Gloriam” con un’altra formazione guidata da Nino Smeraldi.

Un passo indietro. Come nacquero Le Orme. Tu, se ricordo bene provenivi da esperimenti beat? Nel 1966 suonavo con gli Hopopi facevamo cover degli Animals, Otis Redding, Beatles mentre le Orme suonavano pezzi di Jimi Hendrix, Bee Gees, Them. Quando le Orme decisero di prendere un organista, qualcuno pensò a me e mi chiamarono per fare un provino….

Quello delle Orme fu un successo clamoroso, soprattutto con il brano “Gioco di bimba”... Ma non a tutti piacque la svolta “popular”.
"Gioco di bimba" è una canzone estratta dall’opera unica "Uomo di pezza", comunque anche noi avevamo dei limiti e non potevamo accontentare tutti.

Uomo di pezza ( 1972 ) e Felona e Sorona ( 1973 ) vennero premiati, per il record delle vendite, con 2 dischi d’oro. Siamo all’apice, il momento magico per il gruppo, della piena sintonia poi qualcosa si ruppe...
La prima grossa delusione che ho avuto dal gruppo fu la mancata partecipazione di Aldo e Michi al nuovo ritiro invernale a Duna Verde ( Caorle) per la preparazione del terzo Album. Collage era stato preparato al passo San Boldo e Uomo di pezza a Sant’Anna di Tambre.

A fine anni Settanta, in un momento particolare per le Orme ma in generale per il pop italiano, volevi indirizzare Le Orme verso la musica classica e ipotizzasti un concerto con il Maestro Muti... poi cosa accadde?
Il progetto era molto ambizioso avevamo deciso di conquistare il palcoscenico della SCALA DI MILANO e al nastro di partenza tutti e quattro i componenti del gruppo erano entusiasti.Per realizzarlo avevamo preventivato due anni di sacrificio, ma dopo un anno….cosa accadde?

Nonostante i disaccordi interni, i cambi di formazione con nuovi ingressi che, alla lunga, non fecero bene alle Orme, sei rimasto nella band. Quando e perché abbandonasti? Infatti i nuovi ingressi non fecero bene alle Orme, questa per me fu una grossa delusione. Mi trovai perciò senza più stimoli.

La tua carriera solista è segnata da album e collaborazioni particolari, alla ricerca anche di una dimensione religiosa, intimistica... A dire il vero ho cercato e sto ancora cercando di capire che cosa devo fare.

Dopo la lunga sosta hai varato il sito e contestualmente hai (ri)cominciato a scrivere musica Scrivevo musica anche prima, con la differenza che oggi posso scrivere che ho scritto delle nuove musiche.

Un concerto particolare a Venezia che hai “regalato” ai fans attraverso Internet. Esperienza particolare che ha lasciato sconcertati (in senso positivo naturalmente)... Sì. E’ stato un colpo di fulmine: Anch’io non mi sono ancora ripreso dall’accaduto. La vita ogni tanto riserva queste sorprese.

Questo disco che stai ultimando è un disco davvero particolare. Molto atteso. Lo hai tenuto in incubazione per un bel pò... Ce ne parli? Lo porterai anche in concerto ? Durante la lavorazione di questo disco sono successe tante cose e tante ne stanno ancora succedendo, arrivati a questo punto sono proprio curioso anch’io di vedere come sarà il seguito.

Le Orme: possibile che la “rottura” sia stata così drastica... neanche nei momenti “celebrativi” vi siete ritrovati a condividere le origini...
In passato abbiamo, io in testa, fatto tanti errori. In questo lavoro ci sono alcuni versi che ricordano quel periodo : Ma era giusto così/ senza tanti perché/ cercare l’altra sponda e sfidare lo scoglio/ mandarli a quel paese e non badare a spese/ spensieratamente, elegantemente. JEUNESSE, JEUNESSE, JEUNESSE.

Un’ultima domanda con citazione. Sempre su Ciao 2001, Enzo Caffarelli recensendo “Felona e Sorona” scrive: “La musica è gustosa, i passaggi cantati sono orecchiabili, l'album sarà probabilmente un altro successo. Ma il gruppo ha perduto qualcosa del brio e della vivacità degli inizi, e non riesce a liberarsi dagli schemi già utilizzati in passato”... Al profetico Enzo…io non ho nulla da aggiungere.


a cura di Gaetano Menna

 

Tony in questi anni ha realizzato composizioni di carattere religioso tra cui "La notte della Stella"  che è la Messa di Natale realizzata da Tony Pagliuca per le Edizioni Sampaolo Audiovisivi

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