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"La vita
è un dono...
l'ho scoperto
attraverso la fede.. e lo canto al mondo"
di Don Dario
Iwanski
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CONCERTO LIVE -
PUB
TORUN - POLONIA
2003 |
Roberto, da
bambino chi sognavi di diventare? È diventata molto diversa la
tua vita reale da quella sognata? “Da bambino amavo molto la
musica e sognavo di diventare una popstar nel mondo dello
spettacolo, e sognavo di poter riscattare la mia difficile
infanzia con una sorta di benessere attraverso il successo. La
realtà è stata molto diversa in quanto ho scoperto che per
arrivare al successo non conta solo essere un bravo cantautore o
un bravo musicista ma ci si scontra con una realtà fatta di
compromessi e vincoli a volte molto pesanti da accettare ed
inoltre la vita dell’artista non è una vita facile quindi il
successo a cui aspiravo da bambino non l’ho raggiunto. Oggi
posso dire che ho avuto molto di più: ho trovato Dio. Non è
stato facile. Per arrivare alla fede ci sono stati prima molti
avvenimenti tristi che mi hanno portato a vivere nel buio, facendo
uso di droga, di violenza, provando il peso della solitudine e del
vuoto ma nel momento più difficile si è aperto uno spiraglio:
dei giovani mi hanno parlato di Gesù, e mi hanno detto che Lui mi
amava, questa piccola ma grande frase ha sconvolto la mia vita.
All’inizio cercavo Dio ma lo cercavo per risolvere i miei
problemi e quindi non riuscivo a seguirlo e a trovarlo, poi una
proposta di un viaggio a Medjugorje dove si parlava di presunte
apparizioni della Vergine Maria e durante quel primo viaggio ho
scoperto che Dio era in me se io accettavo di cambiare e così
chiesi alla Vergine Maria di guarire il mio cuore, un cuore duro,
provato da tante sofferenze e Lei mi ha ascoltato e piano piano ha
cominciato a cambiare il mio pensiero per poi arrivare a
modificare la musica o meglio i testi delle canzoni che nascevano
come canzoni di speranza di fede e di ricerca di Dio. Qualcosa
realmente è cambiato e mi ha fatto capire che il successo non era
importante ma era importante mettere la mia esperienza di vita, e
la scoperta di Dio al servizio degli altri come nuovo mezzo di
evangelizzazione”.
Tanti vorrebbero entrare sul palco ed essere famosi. È vero
che la vita da famosi è più interessante e più facile?
Raccontaci un po’ della tua esperienza con la musica popolare.
“Credo che il successo e la popolarità siano l’ambizione di
ogni uomo ma molte volte purtroppo diventare famosi, ammesso che
si riesca in quanto la strada per arrivarvi è lunga e ricca di
continui compromessi, comporta anche grossi problemi a volte
esistenziali ed una vita a volte molto condizionata. La mia
esperienza nel mondo dello spettacolo è stata abbastanza dura
perché per il mio carattere abbastanza forte non amo che gli
altri decidano per me e quindi di compromessi non ne ho mai
accettati pertanto la gavetta è stata tanta e nel momento che
sentivo che potevo farcela ho scoperto che anche se ce l’avessi
fatta non ero contento, e quindi entrai in una profonda crisi
perché sentivo che il vero successo non è quello economico ma
quello di essere in pace con se stessi di essere contenti della
propria esistenza, io non lo ero e non lo sarei stato nemmeno se
fossi diventato famoso. Credo che questo sentimento che mi ha
salvato da tutta una situazione sia la crisi di molti artisti che
raggiungono le vette, una felicità apparente nascosta da un
grande vuoto, solitudine e paure. Inoltre essere famosi vuol dire
diventare un personaggio di dominio pubblico, vuol dire molte
volte dimenticare chi siamo per essere quello che la gente si
aspetta da noi. Oggi credo che il vero successo di una persona sia
riuscire ad amare gli altri, non è facile ma sicuramente ti porta
verso la meta”.
E’ vero che sei stato in prigione? Ci puoi raccontare questa
esperienza? “Ho avuto un’esperienza in carcere causata
dall’uso di stupefacenti, è durata trenta giorni, in carcere
stavo discretamente, mi sembrava di essere ritornato in collegio.
Il brutto è stato dopo il carcere, quando tutti ti evitano perché
non sei una persona di cui fidarsi ed allora vivi la vera
solitudine, l’emarginazione, questo è stato veramente il
periodo in cui ho sofferto di più, dove anche i tuoi vecchi amici
ti voltano le spalle, non hai più un posto dove andare e le
giornate diventano lunghissime e tristi”.
Come sei riuscito a ritrovare il senso della vita, la serenità
e la speranza? Le hai veramente ritrovate o trovate per la prima
volta? “Il senso della vita, come dicevo prima, l’ho
ritrovato attraverso la fede, con il viaggio a Medjgorje nel 1984.
Sono arrivato in quel luogo ed ho trovato un paese povero,
contadino, umile che richiamava i ricordi della terra in cui ero
nato, e mi è tornata la voglia di vivere, ma in modo diverso,
sentivo che il mio cuore doveva cambiare e la Madonna mi ha
aiutato. La speranza di poter trovare la pace ha continuato a
vivere dentro di me è mi ha fatto rivivere sentimenti e desideri
che avevo soffocato e rimosso nel passato e che piano piano sono
riaffiorati, mi ha dato la forza di ritrovare me stesso e di poter
riprendere la musica e a scrivere nuove canzoni, inoltre in
contemporanea la scoperta dell’amicizia, della fratellanza ed
infine anche dell’amore sono state le gocce che mi hanno
stimolato a cambiare a seguire la strada”.
Ora sei famoso nell’ambito della musica cristiana. È
veramente importante credere in Dio per farsi presenti in quest’ambito?
“Con il cambiamento di vita la mia musica non è cambiata ma
sono cambiati i testi, che nascono da un sentimento religioso che
cerco di alimentare giornalmente. Inoltre non si può essere
artisti cristiani se non si segue un cammino cristiano in
comunione con la propria Chiesa. Personalmente reputo molto
importante nella mia vita la preghiera e i sacramenti infatti
grazie a questo grande dono della Chiesa sento la forza e la gioia
di continuare questo cammino .
Alcuni già sentendo il vero nome ‘Musica Cristiana’ si
spaventano pensando che debba essere una cosa terribilmente noiosa
o triste... Come è in verità? Come è la Tua Music? “Per
musica cristiana spesso la gente si confonde e pensa alla musica
sacra, ma sono veramente due realtà diverse, anche se importanti
entrambe. La differenza sta che la musica cristiana è musica
contemporanea, la stessa musica che i giovani ascoltano nel mondo
cosiddetto secolare, ma si differenzia nel contenuto dei testi e
dal fatto che l’artista è una persona che ha fatto delle scelte
precise di vita secondo la morale cristiana. La mia musica varia
dallo stile rock, alla ballata, al folk ed i testi sono spesso
improntati sul sociale anche se non mancano delle preghiere, il
messaggio contenuto è un messaggio di pace, amore e speranza che
ci invita a combattere anche quando ci sentiamo ormai persi,
sfiniti dalle varie difficoltà della vita. Un messaggio a volte
che vuole smuovere e provocare per risvegliare atteggiamenti
soffocati dall’egoismo, dal dolore e dalla sofferenza”.
La tua musica è stata anche riconosciuta e premiata da alcuni
premi esteri. “Si, è vero, è bello avere dei
riconoscimenti soprattutto quando arrivano senza averli cercati,
per questo sono contento. Sono stati importanti soprattutto perché
ti aiutano a portare il messaggio a nuove persone, ti permettono
di farti conoscere ma non per il tuo successo personale ma per
gettare quel seme di speranza che ha cambiato la tua vita”.
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SOS
FESTIVAL 2003
Torun
Polonia |
Per concerti o
informazioni :
roberto.bignoli@fastwebnet.it
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