Direttore Artistico : Roberto Bignoli  

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Dopo tre anni Roberto Bignoli lascia che siano i giovani a promuovere la musica cristiana, in eredità 2 festival internazionali "Il Mondo canta Maria" ed il Concerto Internazionale di Musica Cristiana" inserito nel Meeting dei Giovani di Schio

 

Roberto Bignoli, cantautore milanese, alla fine del 2001 a Washington ha ricevuto due importanti riconoscimenti riservati a cantanti di musica cristiana: come migliore artista internazionale e per la migliore canzone, "Ho bisogno di te". Da diverso tempo è impegnato come promoter e testimonial per la divulgazione della musica cristiana in Italia, coinvolgendo in questo anche la moglie Paola Maschio, autrice del sito www.informusic.it, da cui ogni giorno spedisce messaggi con le news di questo genere musicale in decine di migliaia di caselle di posta elettronica. Roberto Bignoli è da tre anni direttore artistico per "Il mondo canta Maria" di Schio nonché del neonato "Cantagiovani" di Rivadolmo, dove partecipa anche come cantante.
 
Roberto, quali sono le differenze tra queste due rassegne musicali? «A Rivadolmo è un concerto per i giovani: la musica non è "mariana" ma è una musica molto "giovane", dove tutti i cantautori tireranno fuori tutte le loro "armi" per dimostrare che si può comunque evangelizzare con una buona musica moderna a 360°, ognuno secondo la propria sensibilità, cultura ed esperienza di vita e di fede. La manifestazione "Il mondo canta Maria" è un gala internazionale mariano dove ogni cantautore dedicherà un canto a Maria mentre una seconda canzone è a loro piacere».
 
I concerti che organizzate a Schio sono ormai appuntamenti fissi.
«Io quest'anno chiuderò la mia esperienza di direttore artistico, nel senso che con "Il mondo canta Maria" e il Meeting dei Giovani di Schio, mi sono messo a disposizione di alcuni giovani che hanno creduto nella musica cristiana e ho messo a disposizione del tempo, tre anni, per mostrare loro come si costruisce uno spettacolo e soprattutto cercando di far loro conoscere la musica cristiana nel mondo, dove possono attingere artisti stranieri. Il mio intento è quello di "promuovere" e non quello di "essere" al centro dell'attenzione: sono un uomo, sostengo, aiuto, quando vedo che le cose vanno avanti bene me ne vado perché è giusto che siano altri che portino avanti questa realtà. Quello che sto facendo in questi anni non è quello di promuovere me stesso, ma di promuovere ciò in cui credo, cercando di dare spazio a tutti. Penso che sia la cosa più bella quella di far conoscere molta gente che purtroppo rimane nell'ombra o è sconosciuta nella propria città o nella propria regione. Ci sono molte persone, molti gruppi che spaziano dal blues al rock, al cantautorato che meritano di essere conosciuti, quindi questi festival servono proprio per aiutare e promuovere la musica cristiana e i singoli soggetti che hanno deciso di portare avanti non per moda ma per convinzione e fede la propria musica».
 
Il concerto di Rivadolmo è una novità. «Questo mi fa molto piacere perché sto notando che nel Nordest c'è un certo risveglio, una maggiore sensibilizzazione sul fronte della musica cristiana rispetto a quasi tutte le regioni d'Italia. Non solo perché esistono questi concerti e quello a Schio in agosto per il Meeting dei giovani, ma anche per tutto quello che sta succedendo con fra' Michael nelle discoteche del Veneto, questo successo che sta avendo coi giovani nelle stesse discoteche però con un messaggio evangelico cristiano. Questo è molto interessante ed è un aspetto da sottolineare, cioè il fatto che il Nordest ha una certa attenzione e una certa sensibilità nel promuovere la musica cristiana. Viste le continue richieste credo che presto tutto questo si allargherà a macchia d'olio e credo che quindi ci sarà la possibilità di promuovere tantissimi artisti».
 
Quali sono Roberto le prospettive di "mercato" che ha questo genere musicale? «Si arriverà sicuramente, con il tempo, ad avere un mercato di musica cristiana come in America, dove si trova in tutti i negozi, anche quelli "secolari" e non solo religiosi. Lì c'è un mercato vastissimo, si vendono milioni di copie ma è vero che c'è una mentalità, una cultura, una organizzazione totalmente diversa e che ha fatto sì che questa musica fosse come le altre. In Italia bisogna avere pazienza perché non ci sono ancora i presupposti, non ci sono ancora le edizioni e le strutture tali da poter aiutarci e non usarci come dei prodotti "usa e getta", con cui oggi vendi mille copie e poi domani non ci sei più: chi deve lanciare sul mercato un prodotto che ha un messaggio deve capire che la persona che promuove il messaggio è un essere umano con dei valori, dei sentimenti, con un suo credo. Non è un prodotto che si usa e si getta solo perché "va di moda". Ci vorrà ancora del tempo ma, grazie a Dio c'è un grande "risveglio", i mezzi di comunicazione si stanno ampliando, rispetto ad anni fa moltissime radio hanno finalmente incominciato ad aprirci le porte e lo stesso a livello televisivo, quindi piano piano le cose stanno cambiando».
 
Sandro Sartori

sandrinos@libero.it

 

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