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SE L’ARTE
SCARSEGGIA…
intervista con
don Giuseppe Moscati cantautore e produttore discografico
di Paolo Migani
L'Ancora CVS
http://www.sodcvs.org/it/riviste/ancora.htm
Don Giuseppe Moscati non è solo un sacerdote cantautore.
Attualmente la sua attività nel mondo della canzone
“impegnata” lo coinvolge nella veste di produttore
discografico. Tra i suoi impegni di maggior rilievo vi è il
musical su Madre Teresa di Calcutta, scritto da Michele Paulicelli,
giunto al secondo anno di tournée.
D. Come nasce la tua
passione per la musica?
R. Penso che nessuno
sappia esattamente come questo avvenga. Queste passioni nascono
quando ascolti qualcosa che ti lascia delle emozioni: ti senti
legato a questo qualcosa, suscitato in te. Quando sperimento
queste sensazioni mi trovo ad amare la musica perché dà qualcosa
di particolare. Poi, come un passo successivo, può nascere il
desiderio di trasmettere le proprie emozioni attraverso la musica.
D. Se stai componendo
una canzone e ti trovi con il foglio bianco, senza sapere cosa
scrivere?
R. A volte succede che
non ti viene nulla. Come, d’altra parte, ci sono momenti in cui
non lo vorresti fare e ad un certo punto ti senti ispirato e sei
costretto a scrivere.
D. Nella tua attività
di cantautore, c’è un brano “prediletto”?
R. Ce ne sono alcuni,
nati in momenti particolari, a cui mi sento più legato. Ad
esempio “Jesus”, che ho composto per gli incontri di preghiera
con i giovani. È nata nel contesto di momenti particolari con i
giovani, per cercare di rendere attuale quello che si vive ogni
giorno nell’incontro con Cristo.
D. Come vedi la musica
cristiana nel suo legame con la vita di tutti i giorni?
R. È importantissimo
che vi sia una canzone d’autore, di contenuto cristiano o
comunque su grandi valori dell’esistenza, che sia presente
all’interno del mondo della cultura e dell’arte. Attualmente
è, però, una mancanza molto forte. Gli sforzi fatti sono minimi
e credo che sia necessario recuperare il senso ed il valore della
canzone, soprattutto per i giovani, come veicolo che trasmette i
valori in cui crediamo.
D. La musica di
ispirazione cristiana interessa alle grandi case discografiche?
R. È difficile, la
stessa cosa accade per la musica classica o comunque impegnata. Le
persone che producono certi generi musicali sono scarsamente
promosse e non riscuotono molto interesse. Queste sono le leggi
del mercato, si va alla ricerca di chi acquista. Adesso i maggiori
acquirenti sono i ragazzini molto giovani e quindi si fa la musica
per loro. Non è così all’estero. In America, ad esempio, la
musica a sfondo sociale e religioso va molto di più e arriva
nelle classifiche. Speriamo che questa tendenza giunga anche in
Italia.
D.
Perché la musica cristiana in Italia è abitualmente considerata
di bassa qualità?
R. Dal punto di vista
della composizione o dei testi molta strada si è fatta, c’è
quindi gente che sa scrivere testi importanti e con della buona
musica. Manca però la professionalità nella realizzazione: nelle
registrazioni, nel trovare un gruppo di musicisti con cui suonare,
stare insieme, creare qualcosa di nuovo.
D.
Qual è il problema delle registrazioni?
R. Le produzioni sono
fatte con una spesa totale che, in altri ambiti della produzione
musicale, è sufficiente appena a pagare il provino di una
canzone. È un problema di qualità ed anche del modo in cui si
lavora. Non si ha molto tempo a disposizione, non si trovano
validi musicisti, e il risultato certo ne risente.
D. Ci sono altre cose
che penalizzano la qualità del prodotto musicale religioso?
R. Vi aggiungerei
l’atteggiamento di una certa presunzione da parte di molti
cantautori. Solo per il fatto che comunque si parla di temi
religiosi o della parola di Dio, si ritiene che la canzone possa
“camminare da sola”, mentre non è affatto così.
D. In che cosa può
crescere la produzione musicale religiosa?
R. Credo che in Italia
la musica di ispirazione cristiana possa contribuire di più alla
formazione dei giovani. Bisogna forse coordinarsi meglio, evitare
certe divisioni, non essere supponenti. Se una cosa è legata
all’arte va fatta bene. Se quando si parla di un amore umano,
sempre dignitosissimo, ci si mette impegno e soldi, quando si
parla dell’amore cristiano e dei suoi valori, si deve investire
ancora di più.
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