LA MUSICA ED IL MINISTERO

La musica è stata sempre presente nella Chiesa fin dal principio ed ha la sua base nella Sacra Scrittura che in molti brani ci racconta come il popolo lodava Dio con canti ed inni, infatti leggiamo: “Cantate al Signore un nuovo canto; Lodatelo nell’ assemblea dei fedeli! Gioisci, Israele: è il tuo Creatore! Esulta, popolo di Sion : è il tuo Re! Lodate il Signore con danze, cantate al suono del tamburo e dell’arpa”(Sal 149,1-3); “E cantate tra voi salmi, inni, e canti spirituali, cantate, inneggiate al Signore con tutto il cuore”(Ef 5,19)

Il Catechismo della Chiesa ci ricorda le parole del Concilio Vaticano II e nel N° 1158 dice: “Che si promuovano con impegno il canto popolare religioso, in modo che nei pii e sacri esercizi, e nelle stesse azioni liturgiche, secondo le norme della Chiesa, possano risuonare le voci dei fedeli”.

Oggigiorno non possiamo rimanere dentro al tempio sperando che la gente arrivi per cantare Dio; per evangelizzare dobbiamo uscire del tempio, dobbiamo andare dove c’è la gente, dobbiamo annunciare il messaggio di salvezza a tutti : nelle piazze, nei  parchi, nei teatri, ecc., annunciare loro la Buona Novella, attraverso la musica, il canto, la danza, la poesia; e come ha detto il Papa Giovanni Paolo II, questa nuova evangelizzazione deve essere “nuova nel suo ardore, nuova nella sua espressione e nuova nel suo linguaggio” e credo vada annunciata con lo stesso ardore della Pentecoste : un Cristo vivo e presente in mezzo al suo popolo.

Dobbiamo ringraziare Dio che nella storia ha sempre ispirato grandi musicisti per la Chiesa ed ancora oggi una grande legione di cantautori è ispirata dal messaggio di Dio , infatti attraverso  diversi generi musicali  testimoniano la propria fede nel mondo dei mass media e dello spettacolo tenendo fede al messaggio di Cristo: “Il mio comandamento è questo : AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI, COME IO  HO AMATO VOI”(Gio 15,12).

La differenza tra un cantautore del mondo ed un cantautore di Dio si contraddistingue dal fatto  che uno canta al mondo, cercando la sua gloria  e l’altro canta a Dio; per la gloria di Dio cioè per far conoscere l’amore di Dio; il primo cerca il potere, l’altro cerca le anime per il Signore, ricordiamo le parole di Giovanni Battista: “E’ lui  (Cristo) che deve diventare importante. Io invece devo mettermi da parte”(Gio 3,30).

Dunque per il cantautore di Dio, la musica e tutto quello che realizza per l’ evangelizzazione diventa un ministero, significa,  un servizio a Dio,  suo Padre e Creatore; perché non siamo noi che abbiamo scelto questo ministero, ma è il Signore che ci ha chiamato e noi abbiamo risposto quindi, l’ opera non è nostra ma di Dio. Guardando con gli occhi della fede sappiamo che le nostre canzoni sono ispirate dal Signore e che noi cantiamo con la speranza che la gente apra il  cuore alla grazia di Dio. Colui che vive la musica sapendo che è un ministero, saprà riconoscere con l’aiuto del Signore quale è la canzone che in quel momento può far nascere un incontro personale con il Dio della vita, il Dio dell’amore.

Sant’Agostino dice: “Quante lacrime versate ascoltando gli accenti dei tuoi inni e cantici, che risuonavano dolcemente nella tua Chiesa! Una commozione violenta: quegli accenti fluivano nelle mie orecchie e distillavano nel mio cuore la verità, eccitandovi un caldo sentimento di pietà. Le lacrime che scorrevano mi facevano bene”

Quanti frutti potremo ottenere se facciamo della nostra musica un ministero al servizio di Dio, per questo dobbiamo essere convinti che la preghiera e i sacramenti sono la base e il sostegno affinché la nostra musica, il nostro canto, la nostra danza, la nostra poesia, la nostra arte siano veramente un ministero al servizio di Dio e del suo popolo. 

Padre Ronald La Barrera

e-mail : pronald@libero.it

 
   

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