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LA
PACE CRISTIANA
(di
Stefano Varnavà)
E’
stata definita: la tranquillità nell’ordine. Ma quale ordine?
A –
L’ORDINE INTERIORE
- rapporto
tra il sé e la propria coscienza;
- la
pace è anzitutto un fatto interiore, dello spirito, e ne è
fondamentale condizione la dipendenza amorosa e filiale dalla
volontà di Dio: “O Signore, ci hai fatti per Te e il nostro
cuore non è quieto se non riposa in Te” – Sant’Agostino
(Giovanni XXIII);
- la
pace cristiana ha le sue radici nelle virtù teologali di
fede, di speranza e di carità; ed essa si afferma e si
estende attraverso l’esercizio generoso e volontario della
prudenza, della giustizia, della fortezza e della temperanza
(Giovanni XXIII);
- o
lotteremo contro le nostre cattive inclinazioni, per avere la
pace con Dio, o combatteremo contro Dio per avere la pace con
le nostre inclinazioni;
- conflittualità
esistente nell’individuo :
a)
egocentrismo:
Io al centro e misura del mondo circostante,
b)
egoismo:
tutto a me e niente agli altri. Solo prendere, mai dare. Il
diritto è quello che esigiamo per noi; il dovere è quello che
esigiamo dagli altri,
c)
sfruttamento:
approfittare dei piccoli interessi che gli altri possono avere,
per fare il mio interesse,
d)
orgoglio:
non voler aver bisogno degli altri. E se anche se ne ha bisogno,
non volerlo riconoscere avventandosi e ribellandosi contro chi ci
mantiene, contro chi ci ha istruito, o ci ha aperto la strada.
B –
L’ORDINE FAMILIARE
Nel
rapporto
uomo/donna –
donna/uomo
genitori/figli – figli/genitori
famiglia e altre famiglie
non
c’è pace senza:
- la
carità (rifiutando il perdono e la riconciliazione),
- la
giustizia (volendo solo diritti e rifiutando i doveri),
- la
libertà (intesa come libertà di essere veramente se
stessi e non come arbitrio, rispettando la libertà altrui),
- la
verità che non è:
a) menzogna, b) propaganda per forzare e per plagiare,
c) svuotamento dei contenuti scomodi, d) assenza di confronto.
deporre
le armi della:
- critica
e mormorazione
che impedisce all’altro di egire con sicurezza e fiducia in
se stesso, e perciò di dare all’altro e agli altri tutto ciò
di cui è capace
- aggressività
e ironia. Con
queste feriamo la sensibilità altrui e impediamo ai più
timidi di intervenire, di chiedere un favore, di sentirsi bene
in un ambiente
- la
competitività che nega l’aiuto all’altro per timore
che trionfi, che nasconda i valori e le conoscenze per non
metterle al servizio dell’altro/degli altri
- la
competitività soprattutto nel rapporto maschio/femmina.
- la
sfiducia. Per essa alcuni, feriti dall’aggressività
degli altri, non partecipano per timore di non sentirsi
accettati. Così diventano un peso morto, o più ancora sono
di disturbo
- il
disprezzo, nato dall’invidia, dal rancore e altro,
produce un atteggiamento di silenzio e tensione.
C –
L’ORDINE SOCIALE
Tra
le famiglie è fondato sulla giustizia. Il contrario della PACE
non è la GUERRA, ma l’INGIUSTIZIA. Non si ha pace fra gli
uomini se non vi è pace in ciascuno di essi (Giov. XXIII). Se non
c’è pace, unità e concordia nelle famiglie, come potrà aversi
nella società civile? (Giov. XXIII).
PUNTI
FERMI
q
Bisognerebbe smettere di pensare e parlare tra uomini in
termini di vittoria e di sconfitta. non ci sono mai veri e propri
vincitori in senso assoluto. Guardarsi senza sfidarsi, incontrarsi
senza temersi, intrattenersi senza compromettersi (Giovanni XXIII).
q
Bisognerà usare con molta cautela l’immagine di un Dio
guerriero e potente: il Dio degli eserciti.
q
Bisognerà mettere sempre in evidenza la differenza tra
forza e violenza.
PER
EVITARE EQUIVOCI
Avere
chiaro il significato di pace per questi popoli:
1.
SHALOM – PACE:
Concetto ebraico di ordine: ordine religioso e politico insieme:
il Regno di Jhawè è per il popolo eletto (coloro che sono di
razza e religione ebrea) che è destinato a governare su tutte le
nazioni.
2.
EIRÈNE –
PACE: Nella
sua concezione greca: pochi uomini superiori al governo della
società che è composta di liberi, schiavi e liberti (schiavi che
hanno riacquistato la libertà). Qui è più un disordine
stabilito.
Quando lo schiavo è sottomesso al suo padrone, non esiste
conflitto; è proprio allora che l’ordine è stabilito e che
niente sembra venire a metterlo in causa. Il conflitto comincia a
esistere dal momento in cui lo schiavo prende coscienza dei propri
diritti (J.M.Muller).
3.
La PAX
ROMANA: Principio regolatore: “Si vis pacem para bellum”
I popoli sono pacificati a patto che restino sottomessi
all’autorità imperiale, sottomissione che contempla anche la
schiavitù.
4.
La PAX
CRISTIANA: Gesù ha superato la bipolarità amico-nemico e il
concetto ebraico di prossimo riservato solo a chi ha la tua stessa
razza e religione. Elimina ogni barriera tra uomo e uomo. Tutti
figli dello stesso padre. I meno abbienti devono essere aiutati
dai più abbienti, ma nessuna divisione netta e inderogabile di
categorie sociali. Dio è padre dei ricchi e dei poveri. Eliminato
il concetto di guerra santa (i nemici di Israele sono anche nemici
di Dio). In concreto: la ripartizione del mondo in “amici” e
“nemici” non appartiene alla visione cristiana dell’uomo. E
il rapporto occhio per occhio, dente per dente, viene superato la
discorso sulla montagna.
5.
La PAX
AGOSTINIANA: Pax
est absentia belli.
Distinzione tra guerra giusta (legittima difesa) e guerra
ingiusta.
6.
La PACE
come AHIMSA: presso il buddismo e l’induismo.
Non
essere attaccati a niente, per cui… “se te lo portano via”
sei in pace ugualmente. Distacco da ogni desiderio per evitare così
il dolore.
7.
La PACE
come NON VIOLENXZA: la SATYAFRAHA di Gandhi. (Lo spirito
della non-violenza, da non confondere con la non-resistenza).
8.
La PACE
come TRANQUILLITÀ nell’ORDINE ISLAMICO:
L’ordine islamico è una teocrazia: nessuna distinzione
tra politica e musulmanesimo, Tutti i cittadini devono essere
musulmani (muslim: vero adoratori di Dio).
Le forme tradizionali precedenti l'Islam sono
caratterizzate da formulazioni imperfette della dottrina, da
applicazione nell'ambito di una cerchia dell'umanità e da
limitazioni temporali: la rivelazione mosaica era diretta ai Figli
d'Israele, non ai Gentili, così pure la rivelazione di Gesù
Cristo. Questi venne come inviato ai Figli d'Israele onde
confermare la Legge di Mosè ed al contempo sottoporla ad alcune
parziali forme di abrogazione concernenti aspetti secondari. La
missione del Nobile Profeta Muhammad si estende invece
all'umanità intera ed abroga tutte le Legislazioni apportate dai
profeti del passato. La Sharî°ah
islamica si configura pertanto come obbligatoria per tutti gli
esseri umani.
(Vedi
musicassetta sussidio: CANTI PER LA PACE CRISTIANA)
Canti
(o Canzoni) per la (per una) pace cristiana
(da:
E se anche non ci conosciamo,
PACE
A TE PACE A TE)
1.
Pace a te (Costa/Varnavà)
2’58
2.
Shalom Chaverim (Tradiz. – S. Varnavà)
1’37
3.
Hevenu Shalom (Tradiz. – S. Varnavà)
2’30
4.
La pace sia con te (S. Varnavà) 2’10
5.
Non è detto (S. Varnavà)
4’00
6.
La prepotenza (S. Varnavà)
3’40
7.
Auschwitz (Pataccini)
3’40
8.
La riva bianca (Testa/Sciorilli) 4’30
9.
Girotondo dei bambini preoccupati (Regazzoni /S. Varnavà)
3’10
10.
Uomo di pace (S. Varnavà)
1’40
11.
Guardate com’è bello (Tradiz. – S. Varnavà)
1’36
12.
E’ bello vivere (S. Varnavà) 2’15
13.
Alla societate (Marcello Giombini) 2’15
14.
Cuore grande di Abramo (S. Varnavà) 1’55
15.
Si combatte a Gerico (Negro Spiritual – S. Varnavà)
1’26
16.
Un semplice sorriso (Patrizia Garitta)
1’40
17.
Neri e bianchi insieme (Tradiz. – S. Varnavà)
1’55
18.
Sulle rive straniere (Tradiz. – S. Varnavà)
1’20
19.
Rondello di San Giuseppe da Copertino (S. Varnavà)
2’55
20.
E’ l’armonia (Tradiz. – S. Varnavà) 4’00
Cantano:
Anna D’Amico – Antonella ed Emmanuele Cucchi – Gianfranco
Beghi – Simone Giorgi – St. Francis’ Voices
Arrangiamenti
di Cesare Regazzoni, Nando Celata e Stefano Varnavà
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