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“Dall’inganno
dei Beatles alla musica di Dio”:
un
libro-verità di Giancarlo Padula
Esce
nelle librerie italiane il nuovo lavoro di Giancarlo Padula, 49
anni, giornalista professionista, scrittore artista cristiano
soprattutto impegnato nella musica, ( ma che ha anche esperienze
nella drammatizzazione e nel teatro), che a metà della sua vita
si è convertito a Gesù Cristo, aderendo alla Chiesa Cattolica.
Una vita molto movimenta, quella di Padula, a cominciare dalle
vicende del ’68-69, passando per le illusioni, le chimere, gli
ideali fino al carrierismo, comunque,
ad esperienze molto, molto lontane da Dio e dalla fede poi
ritrovata per miracolo alla metà del 1991: “Dall’inganno dei
Beatles alla musica di Dio”, è il titolo dell’opera. Lo
pubblica Greco e Greco Editori di Milano che sta anche preparando
un altro libro di Padula: “La magia è una trappola: come
combatterla” che uscirà in primavera. <<Era
molto tempo>>, racconta l’autore, <<che avevo in
animo di scrivere un libro che descrivesse, a grandi linee gli
eventi musicali che hanno coinvolto intere generazioni a
cominciare dagli ani sessanta, fino ai giorni nostri. Tutto, o
quasi, è cominciato con i Beatles, fautori di quel genere
musicale che si chiama “beat” (battere), poi sfociato nel pop
che ha dato vita successivamente a tutte quelle diramazioni del
rock, che hanno ispirato centinaia di artisti, complessi,
cantanti, cantautori che hanno poi “sedotto” generazioni
intere, non solo attraverso la musica, ma anche le mode, le idee,
gli stili di vita, il costume>>. <<Tutto è iniziato
molto ingenuamente, per noi “vittime”, diciamo>>,
continua Padula, <<per i giovani, si sa, la musica è uno
strumento straordinariamente coinvolgente perchè avviluppa le
passioni, i sentimenti, la sfera sensuale e primariamente quella
spirituale, <<il primo obiettivo del nemico dell’uomo, del
nemico di sempre, del serpente antico, è stato quello di
“colpire” senza ovviamente che questo fosse palese, la sfera
sentimentale e quella più debole della persona: la sfera
sessuale. Per poi arrivare ai
messaggi subliminali, alla ribellione a Dio e alla sue leggi, fino
all’adorazione esplicita del diavolo. Questo però non è il
solito libro che dice che ilo rock è satanico. Credetemi. E non
lo dico perché uno scrittore deve vendere la sua opera. Tanto che
a breve, ne sarà pubblicato un altro che più specificatane te
parla solo della musica cristiana contemporanea>>. <<Dunque,
continua l’autore>>,
Il sentimento e i sensi sono strettamente collegati perché
l’uomo, per natura, per creazione divina è uno spirito
incarnato. La sensibilità tocca le sfere più intime della
persona. Nella prima parte del libro racconto la mia esperienza
che è simile, se non identica, a quella di milioni di altre
persone della mia generazione, di quella antecedente e di quelle
successive. Si cominciava con il frequentare le festicciole tra
ragazzi, per trovare la ragazzetta che ti andava bene,
accompagnati dalle colonne sonore di quegli anni: prima i Beatles
e tutti quelli che a loro si ispirarono compresi i complessi
italiani, poi i cantanti, i cantautori, i gruppi del cosiddetto
rock progressivo, quelli della “febbre del sabato sera” e via
dicendo e tute le mode che hanno caratterizzato la musica
contemporanea. Tutto cominciò da lì e si sviluppò (per migliaia
di persone in maniera peraltro irreversibile), attraverso montagne
di sigarette, alcool, droghe, (grazie a Dio io da queste ultime
non sono stato toccato, ma dal resto sì), accompagnato da
ideologie menzognere e falsi profeti: il socialismo, il nichilismo
e le ideologie razziali, il pacifismo con i simboli satanici
(attenzione, la croce rivoltata è un simbolo satanico), quel
pacifismo cioè che viene dal mondo e dallo spirito del mondo e
non da Dio, come insegna la Parola di Dio, unica verità alla
quale, come insegna la tradizione e la dottrina cattolica, occorre
fare riferimento se si vuol fare la volontà di Dio. La
ribellione, l’idolatria, l’uso smodato e peccaminoso del
corpo, l’uso di sostanze nocive al corpo e allo spirito, la
pratica di ideologie cariche delle spirito di anticristo (sia di
destra che di sinistra, che anche semplicemente mondane), si
caratterizzavano con l’evolversi di quel veleno che è stato il
rock, il pop, la musica non cristiana, insomma. Se leggete questo
libro capirete perché non si può parlare di rock cristiano.
Qui il punto non è se il rock può
o non può essere veicolo, pretesto per evangelizzare. Il punto è
un altro: Evangelizzare significa portare il Kerigma: Gesù è il
Signore, è morto, martoriato su una croce, è risorto.
Vive. Opera. Agisce. E’ una persona! Ti ama e ha un progetto per
te! Il peccato e le “prove” della vita ti impediscono di
sperimentare questo Amore, perché magari la tua è una vita
tremendamente provata. Gesù Cristo, però ha già preso il tuo
peccato sui di sé. Accogli
dunque Gesù Cristo nella tua vita come unico Signore, Salvatore e
Messia, convertiti (cambia vita! Secondo la Parola di Dio e non
secondo le parole del mondo o delle “religioni” o
“religiosità”!). Abbraccia un cammino di fede verace dove si
sperimenta Gesù Vivo, non morto (molto spesso nella nostra Chiesa
si sperimenta n Gesù morto e basta), nel contempo sperimenta le
sue liberazioni, guarigioni, miracoli, guarigioni interiori.
Convertiti, prima. Quanti musicisti
cristiani sono convertiti? Faccio un esempio concreto. Molto
concreto. Se una giovane coppia di ragazzi va a un “concerto
cristiano” ed hanno rapporti prematrimoniali essi sono sotto il
potere del diavolo non di Gesù. Faccio questo esempio perché vi
una falsità che si sente anche in “casa nostra”:
“L’importante è che ci sia l’amore….” Ma quale amore?!
Se n on si ha coscienza di peccato? Insomma la musica può anche
essere un veicolo per condurre a Gesù, ma bisogna rendersi conto
che è necessario condurre alla conversione più che cantare della
pace. Quale pace?! Quella che dà il mondo? E
poi evangelizza. Fai altri partecipi del mandato che Gesù ha dato
ad ogni cristiano. Ma come evangelizzi?
La
musica è un mezzo importante: la Parola di D io (dunque la Verità,
Dio stesso), affida all’uomo un ruolo: quello di essere a lode
della Sua Gloria. Dunque il cristiano ha due possibilità:
rapportarsi in primo luogo a Dio attraverso la lode,
l’adorazione, la sperimentazione dei segni messianici. Secondo:
avvalersi della musica cristiana d’ascolto come supporto affinché
la vita cristiana abbia un tono e un colore. Vi sono poi i momenti
da dedicare alla liturgia. Dunque
musica da ascoltare in vari momenti della giornata, quando si
lavora (per chi è possibile), in auto, con gli amici eccetera. Ma
proprio perché l’uomo è uno spirito incarnato, bisogna chi fa
musica cristiana sappia molto bene che, come insegna la Parola di
Dio (Vangelo di Giovanni, capitolo 14; Lettere di San Paolo agli
Efesini, ai Galati, ai Corinzi), due sono i livelli: vivere
secondo lo Spirito o secondo la carne. La musica dunque deve avere
una valenza spirituale e non carnale, non sensuale, non passionale
e i sentimenti con la fede non c’entrano. La musica cristiana
deve dilatare l’anima e lo spirito alla presenza del Signore.
Ricordo che noi siamo il tempio dello Spirito santo. E che se uno
non è sottomesso a Cristo è sottomesso ad un altro spirito perché
uno è schiavo di ciò che lo ha vinto come spiega bene la Parola
di Dio nel Nuovo Testamento. Dunque è senz’altro meraviglioso
assistere oggi alla esplosione in tutto il mondo della musica
cristiana, ma occorre fare un uso sobrio degli strumenti,
dell’abbigliamento, del look globale della persona. Ciò non
vuol dire assolutamente che la musica cristiana deve essere
grigia, triste, anzi il contrario. Deve tendere alla gioia e non a
parlarsi addosso dei vari problemi dell’uomo e dell’umanità
perché Gesù Cristo è risorto, ha vinto il mondo e il peccato,
il male, ha vinto il diavolo! Però “è un già ma non ancora”
e al cristiano spetta di combattere con le armi spirituali. Dunque
dalla serenità alla gioia, tutto va bene>>. <<Io, ho
la tendenza, per storia personale a fare canzoni più cantautorali,
credo che però oggi la massima espressione delle potenzialità di
una musica cristiana contemporanea la esprima Marco Barrientos, di
cui consiglio a tutti l’album Soy yo amor (Aliento produciones – collegatevi con il sito www.Aliento.com).

Greco
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