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musica
cristiana contemporanea
25 febbraio 2003
Grande
successo della serata presentata da Maria Rosaria Ricaldi. E
venerdì inizia una rassegna di cabaret con Fabrizio Fontana di «Zelig»
La voce magica di Cheryl Porter ha stregato a Traversetolo
Maria Rosaria Ricaldi, più famosa come «Rose», sale sul
palcoscenico: «E' una serata veramente speciale con grandi ospiti
e con un'artista di rilievo internazionale. Da Chicago insieme
agli Otto Funk e cioè Marco Ottolini al trombone, Davide Guidoni
alla tromba, Oscar Macchioni alle tastiere, Jimmy Primomo alla
chitarra e Paolo Mappa alla batteria».
Siamo al Tek di Traversetolo per l'atteso concerto di Cheryl
Porter, che già dal primo brano si cala nell'atmosfera di New
Orleans. Una voce straordinaria e una presenza spettacolare,
accompagnata per l'occasione da una formidabile band. A Parma
l'abbiamo sentita in San Giovanni per il concerto gospel e ancor
prima nel 2001 in Piazza Garibaldi per iniziativa di Emanuele
Moruzzi, dirigente dell'ufficio ambiente del Comune, e di Marco
Marconi, che abbiamo ritrovato per la collaborazione al Tek.
Cheryl Porter indossa il suo immancabile turbante e una vistosa
collana dorata. Per questa occasione ha scelto una scaletta di
brani piuttosto noti al grande pubblico, a partire da Hit the road
Jack che interpreta con una forza e al tempo stesso una
naturalezza sorprendenti.
E' l'apertura di un concerto sensazionale, salutato da una
struttura ritmica e melodica formidabile. Una voce intensa,
profonda che controlla ogni libero volo che arricchisce quasi
fosse il sesto strumento la coinvolgente e incalzante band, grazie
a un buon interscambio e a un gioco delle parti funzionale
all'improvvisazione. Dalla cantante al batterista, ogni singolo
componente si avventura in percorsi diversi, anche in a solo
comunque d'effetto per poi ricomporsi all'interno del gruppo. Il
pubblico è entusiasta e gli applausi sono ripetuti e numerosi.
La serata acquista quella energia «nera» che non può lasciare
nessun spettatore indifferente rispetto a questo travolgente jazz.
Poi, è la volta di Georgia on my mind per un'atmosfera che scava
nell'intimo e coglie i colori più nascosti: sono pause
strumentali, note lunghe ma all'intro fa seguito l'esplosione più
vivace con quelle sonorità che identificano e rendono unico il
prodotto, grazie anche a una fondamentale sezione fiati.
Il pubblico piano piano si zittisce per lasciare spazio
all'emozionante Summertime: un'esecuzione perfetta che incanta e
tutto il pubblico è trasportato dall'onda magnetica della
bravissima cantante, accompagnata questa volta soltanto dalle
tastiere, che intervengono solo in alcuni momenti rari
strumentali. Ma è poi tutta la band che sorprende e sprigiona con
forza e carattere il proprio contributo, in un viaggio che dal
jazz arriva al funky per un arrangiamento libero: temi decisi
dalla melodia ma calibrati da un vero arcobaleno di suoni.
Cheryl Porter chiama il pubblico alla corale partecipazione per
Mustang Sally con una testimonianza da non sottovalutare. Brani
che insieme ad altri confermano la capacità di un'artista in
grado di rinnovare e rendere originale il repertorio standard.
Chiaramente ci vuole il bis e con Proud Mary il concerto si chiude
in un entusiasmo generale.
Ed è così che dopo Aida Cooper, i Discoinferno e Cheryl Porter,
il Tek di Traversetolo conferma un ottimo palcoscenico d'ascolto.
Venerdì 28 febbraio alla sera, parallelamente alle iniziative del
sabato, comincerà anche il cabaret, in collaborazione con Zelig:
a cena con i cabarettisti più noti d'Italia, a partire da
Fabrizio Fontana, in arte «James Tont».
Mara Varoli
21 febbraio 2003
La cantante
americana è stata ospite di Radio Parma Cheryl, lirica-blues
Domani sera si esibirà al «Tek Live»
Settimana parmense per la cantante americana Cheryl Porter, che
martedì è stata ospite di Radio Tv Parma e domani sera alle
23,30 si esibirà con gli Otto Funk al Tek Live Restaurant di
Traversetolo in un concerto di blues, gospel, soul e jazz (per
informazioni e prenotazioni, telefonare al numero 338-4526356).
Qualcuno ricorderà la Porter come vocalist di Paolo Conte e
qualcun altro, soprattutto a Parma, come protagonista
dell'emozionante «Anima gospel» dello scorso dicembre in San
Giovanni Evangelista. Ma l'artista di Chicago (ora residente in
provincia di Vicenza) può vantare anche un background nella
musica lirica e collaborazioni «leggere» con Tito Puente, Dave
Brubeck, David Crosby, i Blues Brothers 2000 e Mariah Carey.
E' stata la stessa Cheryl a raccontarcelo in un'intervista.
Com'è possibile che una brava cantante americana come lei trovi
l'America in Italia?
«Sono venuta in Italia perché ho iniziato la mia carriera come
cantante lirica. Mi ero già laureata in musica classica in
America e sono arrivata qua per approfondire la conoscenza della
cultura italiana e quindi cantare meglio la musica lirica. E
invece, lontana dal mio Paese, ho cominciato ad apprezzare di più
la musica della mia cultura afro-americana, spirituals e gospel,
che è la musica che conosco meglio e mi appassiona di più. E'
per questo che ho trovato la mia America qua».
Da quanti anni vive nel nostro Paese?
«Da sette anni. Comunque rientro spesso in America. Una settimana
fa sono tornata da Chicago, dove ho tenuto concerti di beneficenza
e ho presentato borse di studio ai giovani afroamericani in
Università».
Che effetto le fa la musica italiana?
«Cantando con artisti italiani come Paolo Conte, Katia
Ricciarelli e altri, provo un rispetto incredibile perché è una
musica tanto diversa dalla mia. Mi sento come qualcuno fuori che
sta guardando dentro, con molta umiltà».
Quanti progetti musicali ha in piedi attualmente?
«Diciamo quattro: The Gospel Train, un gruppo gospel che quest'anno
si chiamerà Cheryl Porter Gospel and Friends; Mina in Black, un
progetto che seguirà il cd uscito 5 mesi fa in cui ho tradotto in
inglese e cantato grandi brani di Mina con l'accompagnamento del
Teo Ciavarella Trio; The Real Cheryl Porter Quartet, che è il
progetto più vicino al mio cuore, molto jazzy e acustico. E poi
c'è la band con cui vengo al Tek, gli Otto Funk diretti da Mauro
Ottolini: proponiamo tutta la musica americana tra jazz,
spirituals e gospel».
Al Tek, quindi, porta Otis Redding, Marvin Gaye, Roberta Flack,
Donny Hathaway, Aretha Franklin... Anche Mina?
«No, Mina la interpreto soltanto con il Teo Ciavarella Trio,
mentre di Aretha Franklin forse canto solo una canzone, perché
lei è troppo grande e ho paura di non essere alla sua altezza».
Fabrizio Marcheselli
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