L'ALDO E LA SUA BAND


One, two, three… "everybody put your hands together…" e via subito dopo batteria, chitarre, tastiere, tromba, voci e mani a ritmo di una delle più esplosive canzoni che ci hanno coinvolto e han fatto coinvolgere tanti attorno a noi.
Siamo ognuno con un talento diverso, ognuno con un'idea nuova: messi tutti assieme abbiamo fatto passare "dalla tristezza alla danza" tante persone, rallegrato i nostri cuori, reso lode all'unico "Lord of Lords", che nell’estate 2000, circa un paio di anni fa, ci ha chiamato assieme per testimoniarlo e per cantare il suo amore.
Siamo noi, i ragazzi della Band che hanno perso la voce (almeno alcuni) e consumato le dita cantando e suonando. Valeva la pena lavorare duro per più di 15 giorni filati, il nostro inizio ufficiale, con prove su prove.
Perfino qualcuno ha avuto la faccia tosta di chiederci: "You think you can do that (Ma pensate di farcela)?"; a dire il vero all'inizio dell'avventura ce lo siamo chiesto anche noi; eppure valeva la pena; qualcuno di noi ha detto che è valsa la pena suonare e cantare per Colui che non stona mai, per "l'Emmanuel".
Siamo sempre noi, ancora coinvolti nel vortice dei ritornelli e delle strofe che spesso durante la giornata tornano a ronzare nelle orecchie con piacere, o che spesso senti fischiettare dai giovani che ti passano accanto.
 
Siamo una Band diocesana, precisamente di Verona. Il nome è “Aldo e la sua Band”e la causa del nostro nome proviene tutta dal giornale “L’Arena”, da Lucio Salgaro, il giornalista, che ci ha incontrati la prima volta e che ci ha “scritti” con l’inchiostro sulla carta.
Abbiamo lavorato con lui l’estate 2000 per l’accoglienza dei giovani della GMG a Verona e abbiamo preparato la festa in piazza san Zeno per 6000 persone. Il girono dopo sull’arena esce l’articolone, e ad un certo punto c’è scritto “… con i canti animati da Aldo e la sua band….” E lì è stata fatta. I ragazzi della band hanno esultato per il nome trovato e ce lo siamo preso come nostro. Questo è il vero motivo. Io non sono il capo, come può sembrare dal nome…
Hai capito ora il perché. Siamo nati con la Giornata Mondiale della Gioventù 2000 nell’anno giubilare a Verona, al Centro di pastorale giovanile diocesano, con l'aiuto di don Mauro Bozzola direttore, per accogliere i quasi 6000 pellegrini stranieri ospiti nei nostri paesi prima di andare a Tor Vergata. Abbiamo fatto una giornata in piazza S. Zeno a Verona nell’estate 2000 con circa 6-7000 persone animandola a livello musicale con canzoni di musica cristiana.
Abbiamo lavorato seriamente e ci siamo divertiti anche. Questo è stato il nostro punto di partenza: 15 giorni di tasks force ininterrotta. Nemmeno mangiare o dormire: solo musica. Da quella molla lì stiamo ancora saltando.
            Le cose che poi abbiamo fatto non sono tante, ma puntiamo suilla qualità
            Anch eprchè mobilitare 23 persone non è poco!
 
Siamo una barca di gente. Nel vero senso della parola.
In 22, circa, se non di più: giovani gasati e fuori come dei balconi. Nello zaino tante caramelle per la gola; nella custodia tante corde di ricambio; nel cuore un'immensa voglia di raggiungere tutti con una canzone.
Un gruppo "mondiale". Canzoni calde di note.
Incontri di note e di parole. Un linguaggio che mette tutti in movimento, da subito, con cui ci si capisce al volo. Siamo fatti così:
Emmanuele si divide 12 corde in due mani, con i suoi accordi sulle chitarre. Viene da porta Venezia
Pek (ovvero Alessio) danza con le dita sulla sua chitarra elettrica: Cadidavid, dove l’estate scorsa abbiamo anche suonato alla festa del paese.
            Alessandro da Zevio, e Luca, Cerea, ogni tanto anche Matteo, da Caselle di Somm., si perdono tra tasti bianchi e tasti neri, alla ricerca di suoni perduti.
            Per il tocco giusto al momento giusto ci pensa sempre Giancarlo, da Brescia, con le sue percussioni.
Ad Alessandro si gonfiano spesso le guancia: lui ne deve avere di fiato nei polmoni per la sua tromba. Desenzano del Garada
Alberto suona a tiro, come il suo trombone, da Sandrà; poi tre magnifici saxofoni dorati: Valentina, Daniele e Nicola, da tre posti diversi: da Chiari (BS), Dossobuono, Bussolengo. Un flauto traverso, Daniele, anche lui da Dossobuono.
Fabrizio non può mancare: ricordate che un bassista meno capelli ha e più bravo è a suonare il basso. E viene da Sanguinetto.
Ad Alessandro, bresciano anche lui come molti della band, vedendolo, non daresti quattro lire, ma con due bacchette di legno fa uscire scintille dalle pelli della sua drumset.
E non è finita, adesso viene il bello: la voce calda di Pedro, quella giovane di Enrico, il tono sicuro di Riccardo e gli esercizi di respirazione sempre sbagliati dell'Aldo; rispettivamente i primi due da Bussolengo, da Corniolo e da Lonato l’aldo.
e le donne?
Semplicemente fantastiche, in ogni senso: Elisa, da S. Pietro Incariano, voce viva e riccioli lunghi; Giovanna, occhi azzurri e pronuncia impeccabile, da Cerea; Francesca, da Albaredo voce dorata e volto felice, Flavia, capelli biondi e ugola delicata da Villafranca.
Tutti amalgamati dai tecnici più tecnici del mondo, Nicola da Aspretto di Cerea, e Marco, aiutati dal selvaggio Raniero.
Tra questi componenti del gruppo c'è anche gente professionista di conservatorio, o che ha alle spalle esperienze forti musicali, o che tuttora studia canto o musica e suona in più gruppi.

e-mail : laband@libero.it

 

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