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Rock cristiano
Rock
cristiano, come lo chiamano gli italiani o CCM, Contemporary
Christian Music, come la chiamano più correttamente gli
americani, è, in generale, la musica leggera di ispirazione
cristiana. Una musica che si esprime con i ritmi del rock, del
blues, del rap, del metal, del punk, del folk, del funky, dell’r&b,
insomma una musica giovane per parlare ai giovani con il
linguaggio alternativo della proposta cristiana; una realtà che
si sta espandendo ad un ritmo, è il caso di dirlo, vertiginoso.
Soprattutto in America la Christian Music ha già da tempo fatto
breccia nell’ambito del music business laico accaparrandosi ben
il 15% del mercato discografico nazionale. Questo genere è
seguito ed ascoltata dai giovani che vogliono fare una seria
ricerca spirituale anche attraverso la musica, che amano sentire
da un artista una proposta che li riguarda più da vicino come la
ricerca di una risposta alle domande sul significato del vivere,
come il parlare delle difficoltà che incontra nelle nuove e
molteplici esperienze della vita quotidiana: il tutto alla luce di
un insegnamento biblico che ha il suo fulcro nell’incontro con
Gesù Cristo.
Ma mentre in America gli artisti cristiani riescono
tranquillamente a competere con i grandi artisti del mercato laico
ormai da anni, in Italia incomincia adesso a crescere
l’interesse per questo nuovo modo di intendere la musica. È ora
che produttori e discografici inizino a prendendo coscienza che
una fetta del mercato, formato anche da molti giovani, si sta
indirizzando verso questa direzione, si spera si buttino presto
nella produzione di questi gruppi e solisti che meritano per
l’originalità e la professionalità il loro posto bel panorama
musicale italiano. In ogni caso lasciamo da parte per un attimo
produttori e discografici, che solitamente intervengono quando
intuiscono che il prodotto può essere redditizio, e cerchiamo di
capire il perché nel nostro paese questo genere è ancora poco
conosciuto. Credo che questo sia dovuto al fatto che proprio chi
ha in mano la distribuzione del materiale religioso non ha il buon
senso di capire che le nuove generazioni non hanno bisogno di
santini o mercanzia religiosa di sorta, ma hanno soprattutto
bisogno di una proposta fatta con un linguaggio a loro congeniale,
un linguaggio vicino al loro modo di sentire: e quale migliore
linguaggio della musica? Una musica sana e alternativa, una musica
che si fa portatrice “di valori primari ed autentici, di
sentimenti semplici e genuini, ma non per questo banali, una
musica che proclama la speranza in un mondo oppresso
dall’angoscia e dal non senso, di promuovere nuovi rapporti tra
le persone in una società disgregata ed individualista. Il
cantautore cristiano grida forte il suo messaggio, che non è
rivolto più soltanto ai credenti, ma a tutti, anzi, in modo
particolare, ai lontani, è pienamente inserito nel suo tempo e
tra la sua gente che conosce ed ama”. Non a caso, a questo
proposito, molti gruppi rock di ispirazione cristiana suonano
spesso in pub e discoteche, normalmente considerati ambienti che
non hanno nulla a che fare con la cultura cristiana, apparendo più
che altro luoghi del non-pensiero e della trasgressione.
Trascurando tutto questo si rischia di perdere davvero una
generazione. Questi nuovi strumenti di evangelizzazione sono molto
importanti nell’era del multimediale e dell’immagine. È anche
vero che in Italia risulta ancora scomodo per gran parte della
gente sentire parlare di Gesù e di preghiera nelle canzoni.
I gruppi e i cantautori di christian music in Italia stanno
mettendocela tutta per farsi sentire in tutto il loro valore,
anche se tristemente ma inevitabilmente, tornando a quello che ho
accennato sopra, c’è da dire che i produttori corrono dietro al
mercato e producono e si impegnano con un artista quando capiscono
che questo ha creato attorno a se un certo movimento, un certo
interesse. Insomma alla fine è un gatto che si morde la coda: se
il cd non è prodotto non si vende, ma questo viene prodotto se la
gente lo richiede, ma la gente lo richiede se lo conosce, e lo
conosce se è pubblicizzato cosa che è difficile per chi si
autoproduce. Credo comunque che anche in Italia sia questione
orami di poco tempo prima che il fenomeno esploda in tutta la sua
forza, perché non mancano i temerari che si sono imbarcati in
questa avventura e hanno incominciato a creare interesse intorno a
se.
Ecco allora spuntare i primi pionieri di questo nuovo genere
musicale come i Krisalide (www.krisalide.com)
considerati il più importante gruppo di rock cristiano in Italia,
che, nonostante le diverse migliaia di cd venduti in anni di
concerti ancora si autoproducono, Aurelio Pitino, Marcello
Marrocchi, Michele Paulicelli, Caludio Chieffo e Roberto Bignoli
sono degli autorevoli cantautori di ispirazione cristiana,
Bignoli in particolare ha già vinto due Unity Awards in America,
considerato l'Oscar della musica cristiana internazionale. Roberto
insieme alla moglie Paola gestisce la più importante risorsa in
rete per chi si voglia avvicinare a questo genere musicale con il
sito http://www.informusic.it/
Tra i gruppi rock cristiani oltre ai già citati Krisalide ci sono
gli Albatros e i Kerigma. Esiste anche un'associazione, II mio Dio
canta giovane, presieduta da Don Matteo Maria Zambuto, (www.ilmiodiocantagiovane.it)
che riunisce molti artisti cristiani. Non mancano poi oltre ai
laici anche diversi religiosi che hanno fatto del canto uno
strumento per l’evangelizzazione: don Giosy Cento, don Stefano
Varnavà, don Mimmo Iervolino, don Paolo Auricchio, don Stefano
Mazzilli, Sr. Cristina Damonte, Fra Leonardo Civitavecchia, Mario
Migliarese, Padre Nike, Padre Gottardo Gherardi, Fra Micheal
Daniels, don Paolo Spoladore, don Gaetano Borgo, don Carlo
Cavallin, Sr. Piera Cori e molti altri.
Tutto questo per dire che la christian music nei suoi molteplici
generi è una importante realtà nel nostro paese che non mancherà
di far parlare di se sempre di più.
di Davide Caprelli
e-mail : d.caprelli@usa.net
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