MAGO SALES

Quel prete è un mago! Sacerdote con la passione dell'illusionismo, don Silvio Mantelli, in arte mago Sales, con i suoi spettacoli gira il mondo unendo divertimento e solidarietà. Dal suo cilindro magico infatti, finora sono stati estratti più di cinquecento milioni
di Rita Salerno
(in collaborazione con RE)

Una vocazione nella vocazione

Prete per vocazione e mago per professione: è una missione speciale quella di Mago Sales, nome d’arte di don Silvio Mantelli. Missionario della gioia e della speranza, il salesiano ha fatto della sua passione per i giochi di prestigio un impegno al servizio dei più piccoli ed indifesi della terra. Mago, domatore di leoni, clown, pirata: non ci sono limiti alla fantasia di don Silvio che da quindici anni si esibisce nelle scuole, negli oratori, negli ospedali e nei teatri, raccogliendo oltre 400 milioni in un anno, destinati alle missioni e alle adozioni a distanza. Tutto questo grazie ad una semplice ma efficace frase: "fate questa magia per i bimbi del mondo, bastano mille lire al giorno". "Abbiamo non meno di quattromila persone che ci sostengono – spiega il salesiano – non è vero quello che si dice spesso a proposito della gente che è indifferente ai drammi del prossimo. Ne è una prova il numero crescente di adozioni a distanza realizzate grazie all’associazione Mago Sales. Nel giro di due anni ne abbiamo avviate cinquecento. Si tratta di progetti molto importanti perché permettono di aiutare davvero i bambini senza strapparli alle loro case e di garantire ai paesi di provenienza una risorsa in più, una persona preparata su cui poter contare in futuro". Da Torino, cuore pulsante dell'Associazione Mago Sales e della fondazione, il sacerdote parte alla volta delle Filippine, del Brasile e della Colombia. Sue prossime mete sono la Somalia e il Sudan. Senza dimenticare i volti dell’infanzia violata dell'Afghanistan e del Pakistan. Ad ogni paese corrisponde un incontro che lo ha segnato: "Mi ricordo di un bimbo brasiliano – racconta don Silvio – Paulinho che mi chiese di fare una magia su di lui per liberarlo dalla lebbra. Ho raccolto i fondi per dotare un ospedale di tutti i mezzi necessari per guarire tutti i bambini come lui colpiti dal morbo di Hansen. Il nostro primo successo ha proprio il nome di Paulinho". 250 spettacoli in 365 giorni sono il biglietto da visita di questo instancabile salesiano che sa coniugare intrattenimento e catechesi. Perché don Silvio non ha dimenticato la sua originale vocazione: quella di essere un sacerdote. "Non credo sia giusto rimanere confinati ad un ruolo: essere prete è un dono di Dio e io lo esprimo attraverso diverse realtà. L’importante è fare le cose con spirito di appartenenza".


 POPOLI   
 Dicembre 2000 - Il mondo, i popoli - Giubileo solidale 

La solidarietà può essere "magica" 
Don Silvio Mantelli, in arte Mago Sales, è un sacerdote con la passione per i giochi di prestigio. Gira l'Italia con il suo spettacolo e i soldi che raccoglie li dona alle missioni. Dal Brasile all'Uganda, all'India: la speranza nasce da un..."trucco". 

No, mago Merlino non c'entra. E neppure Cagliostro. Don Silvio Mantelli, in arte Mago Sales, è un sacerdote vero, un salesiano autentico. Ma la passione per la magia se la porta dentro fin da bambino. Magia buona, quella che si chiama magia, ma in realtà è abilità, gioco veloce di mani, illusione, trucchi. Quella che fa divertire grandi e bambini e con il divertimento fa pensare. E magari suscita solidarietà verso chi non ha nulla o è malato. Insomma, niente voodoo, niente macumbe. Ma solo la voglia di stupire e far riflettere. Ovviamente con l'approvazione dei superiori. E, certamente, anche di don Bosco un appassionato "mago" che, con i giochi di prestigio, incantava e intratteneva i bambini.

Per don Silvio l'incontro con la magia avviene presto. "Avrò avuto sì e no 14 anni - ricorda - e mi divertivo a seguire un amico, che girava per le osterie cantando e facendo giochi di carte. Era molto abile a barare. Non è che vincesse molto: riusciva a scroccare qualche consumazione gratis e poco di più. Quei giochi mi piacevano, i suoi trucchi mi appassionavano. Gli chiesi di insegnarmeli. E lui lo fece". Poi gli capita in mano un libro di prestidigitazione. Lo legge, cercando di carpire tutti i trucchi. "Non so cantare - osserva - né giocare a pallone, ma ho imparato presto a dire le bugie, per questo motivo so fare il mago. La verità è che sono molto timido e in questo modo ho capito che sarei riuscito a esprimermi". Ma la passione scema un po' con il passare del tempo. Abbandona i giochi e i trucchi. Ha qualcosa di più importante dentro il cuore: il giovane Silvio sente la chiamata di Dio. A 19 anni entra in seminario. Gli studi lo assorbono completamente: dopo il liceo frequenta la facoltà di psicologia e poi quella di teologia (laureandosi in entrambe le discipline). Il caso vuole che sulla sua strada incontri di nuovo alcuni prestigiatori con i quali fa amicizia. La vecchia passione torna a "infiammarlo". Cerca di imparare nuovi giochi, e si esercita continuamente. I suoi superiori all'inizio non prendono bene la cosa. "Non posso certo farne una colpa ai miei superiori - ricorda don Silvio -: era inusuale che in seminario qualcuno facesse giochi di prestigio. Ma presto cambiarono idea. Feci loro conoscere i miei amici prestigiatori e feci capire che non c'era nulla di male nei nostri giochi, anzi c'era solo da divertirsi. Se all'inizio erano scettici, poi si convinsero al punto tale che mi permisero di fare un primo spettacolo addirittura nel seminario di Foglizzo, dove stavo completando i miei studi".

Da quel momento la magia non lo lascia più. Don Silvio diventa tutt'uno con il Mago Sales. Dovunque vada la sua passione lo segue. Negli oratori del canavese, di Cuneo, di Napoli. Intrattiene i ragazzi e insegna loro l'arte dei prestigiatori. E i ragazzi si appassionano. Nascono i primi gruppi di maghi. "I gruppi che ho costituito negli anni - osserva orgoglioso -, sono sopravvissuti tutti. E questo mi fa piacere. Qualcuno dice che potrebbe esserci contraddizione fra la vocazione sacerdotale e la mia attività di mago. Io credo di no. Penso che non sia giusto essere confinati a un solo ruolo: essere prete è un dono di Dio e noi lo esprimiamo attraverso diverse realtà. Così come uno è uomo o donna, padre o madre. L'importante è fare le cose con spirito di appartenenza".
Da qualche anno ha creato all'oratorio salesiano Michele Rua a Torino un centro nel quale funzionano un teatro, una scuola, un punto vendita di giochi di prestigio e un giornalino "Sim Sales Bim". "Nel centro lavorano tre persone - spiega don Silvio - che mi danno una mano a gestire tutte le attività. Il centro è anche un punto di ritrovo dei maghi. Ci incontriamo ogni giovedì sera. È un momento importante: ci scambiamo idee, trucchi, senza mai dimenticare l'aspetto religioso. Io sono diventato il loro punto di riferimento spirituale".

Don Silvio è sempre in giro per l'Italia. Lo chiamano oratori, teatri, ospedali, scuole. Lui non si nega. E il suo carnet di appuntamenti è lunghissimo. I suoi più accaniti fan sono i bambini. "Mi piace stare con loro - ammette don Silvio -, ma i miei spettacoli piacciono anche agli adulti. Si può dire che il mio è uno show per famiglie". È nell'intervallo dei suoi spettacoli che don Silvio fa la magia più grande: "All'intervallo lancio il mio appello: "fate questa magia per i bambini del mondo, bastano mille lire al giorno". E le offerte immancabilmente arrivano. Vede, la gente non è fredda e indifferente, come si vuol far credere. Anzi, dona con piacere. A patto che abbia la certezza che i soldi non siano sprecati". Don Silvio questo lo garantisce. I soldi che raccoglie (più di 400 milioni l'anno) vengono indirizzati a progetti concreti nelle missioni, in modo particolare alle adozioni a distanza. Ogni anno poi don Silvio porta le somme in missione: Filippine, India, Cambogia, Uganda, Kenya, Brasile, Colombia. E per il mago Sales è un'occasione per far divertire anche i bambini di quei Paesi. "Dai bambini imparo moltissimo - ammette - e, anche quando la lingua ci divide, io ho dalla mia parte la magia, che è uno strumento efficacissimo attraverso il quale parlare al loro cuore e mettermi in comunicazione con loro". Molti di essi si appassionano e, come in Uganda, a loro volta diventano piccoli maghi che portano in giro solidarietà e serenità.

Nel suo girovagare per le missioni, don Silvio ha fatto mille incontri. Tra di essi il più toccante è stato quello con madre Teresa. "Le portavo le offerte di una scuola di Como - ricorda -, le chiesi di poter fare uno spettacolo nella sua comunità a Calcutta. Accettò di buon grado e durante lo spettacolo si divertì moltissimo. Da quel momento diventò la mia migliore agente in Asia. Mi procurava spettacoli e io portavo loro le offerte che riuscivo a raccogliere". "Nei miei spettacoli mi diverto - conclude - ed entro in sintonia con gli altri. Ma un giorno potrei anche abbandonare tutto, non è importante. L'importante è poter aiutare la gente".
 

Questo Articolo è tratto dal settimanale di attualità SPECCHIO
del giorno 29 APRILE 2000 Numero 222

SCHERZI DA PRETE

ESSERE PRETI TRISTI NON HA SENSO.

"Lo diceva anche Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri". È la risposta di Don Silvio Mantelli, noto ai bambini di mezzo mondo come Mago Sales, alla scontata ma inevitabile domanda, se si senta più sacerdote o più mago. Una doppia vocazione, concretizzata nell'Associazione Mago Sales (www.sales.it), che da Torino lo porta in giro per il mondo, coniugando concreti progetti di solidarietà a lunga durata con pirotecnici spettacoli di un'ora dove dà fondo a tutti i trucchi del mestiere. Quello di mago, s'intende. La sua prima vocazione. "Ho cominciato da ragazzo, a Torino, quando ancora non pensavo a diventare prete. Avevo un conoscente che girava nelle osterie a fare giochi di carte e suonare la chitarra. Lo accompagnavo e mi ha insegnato a barare. Poi mi è capitato tra le mani un libro di prestidigitazione e l' ho studiato. Non so cantare, non so giocare a pallone, ma ho imparato a dire bugie, per questo so fare il mago. La verità, però, è che sono molto timido, in questo modo riesco a esprimermi". 
Poi, "Dio mi ha chiamato. È 27 anni che sono prete, ho preso Messa nel '73". Oggi don Silvio è un illusionista professionista, uno tra i pochi in Italia, ma anche un sacerdote colto. Studi dai salesiani, ovviamente, due lauree, in pedagogia e in teologia. "Non credo sia giusto rimanere confinati a un ruolo: essere prete è un dono di Dio e noi lo esprimiamo attraverso diverse realtà, così come uno è padre, madre ma anche uomo, donna. L'importante è fare le cose con spirito di appartenenza".
Tutti i progetti e le iniziative di don Silvio hanno un cuore torinese, 1'0ratorio Salesiano Rua, dove funzionano un teatro, una scuola, un punto vendita dei giochi di prestigio che il sacerdote compra in giro per il mondo e dove viene stampato il giornalino bimestrale Sim Sales Bin. Ma in sede lui ci sta poco: gira l'Italia - ospedali, scuole, feste - e il mondo. "La magia è un ottimo mezzo per stabilire un contatto. Mi chiamano soprattutto le parrocchie, ma anche gli oratori, i teatri. Nell'intervallo dello spettacolo lancio il mio appello: "Fate questa magia per i bimbi del mondo, bastano mille lire al giorno".
Abbiamo più di 4 mila persone che ci aiutano - la gente non è affatto indifferente come si dice - e seguiamo diversi progetti, tra i quali le adozioni a distanza; molto importanti perché permettono di aiutare davvero i bambini senza strapparli alle loro case e di offrire a questi Paesi una risorsa in più, una persona preparata su cui poter contare domani. Nel giro di nemmeno due anni ne abbiamo avviate cinquecento, ma è un lavoro da seguire. Allora vado giù, faccio uno spettacolo e intanto vedo come vanno le cose".
Filippine, India, Cambogia, Vietnam, Uganda, Kenya, Madagascar, Salvador, Brasile, Colombia. Prossimamente, a giugno, Somalia e Sudan. Ogni Paese un incontro, un progetto, un'idea. "Nel '93, in Brasile, facevo spettacolo in un lebbrosario e questo bimbo, Paulinho, mi chiede di fare una magia su di lui, di far sparire la lebbra. Tornati in Italia abbiamo raccolto dei fondi, con l'aiuto di tanti colleghi, abbiamo attrezzato un ospedale e il primo a essere guarito è stato lui. Imparo molto dai bambini: per loro non esiste finzione, è tutto vero". Insieme ai bambini il Mago Sales ha appreso anche quel po' d'inglese che gli serve per i suoi spettacoli. "In realtà la parola non è così importante, perché funziona più sulla musica, sul linguaggio dei gesti. Si gioca insieme, la comunicazione è diretta. Ma ai miei tempi si studiava il francese e io d'inglese non sapevo nulla. Così, sono stato due mesi a Londra, dai salesiani. Mi sono messo alla scuola dei bimbi perché sono quelli che ti insegnano di più. Sono piccoli, sanno magari dire solo cento parole, ma sono quelle essenziali. Se le impari comunichi con loro ma anche coni grandi".
Tra i progetti seguiti in questo momento dall'associazione ci sono la costruzione di una casetta per orfani in Kenya e una centrale idroelettrica in Bolivia. Una rete di interventi sempre appoggiata all'opera dei missionari locali e sempre accompagnata dall'apparizione del Mago Sales. "Gli spettacoli li faccio perché mi piacciono. Innanzitutto mi diverto io, ma così entro anche in sintonia con gli altri. A un certo punto forse pianterò lì, non è una cosa essenziale, l'essenziale è aiutare il prossimo". Per il Mago Sales i giochi di prestigio sono un passaporto per incontri emozionanti, un modo per dare speranza e gioia "In Uganda ho lasciato metà dei miei giochi a dei ragazzi che si pagano gli studi organizzando spettacoli. Hanno messo su una banda, con strumenti scassatissimi,  
girano le feste, i matrimoni, guadagnano qualcosa. Ora vorrebbero aggiungere dei numeri di magia e acrobazie. Avrebbero anche bisogno di strumenti migliori, però. Dovrò trovare il modo di procurarglieli. E lì va già bene, hanno da mangiare a sufficienza. L'inferno è la periferia di Nairobi, dove il 90 per cento dei bimbi nasce con l'Aids. Facevo dei giochi di prestigio tagliando una carota e a loro interessava solo impadronirsi del pezzetto che volava via. Erano affamati". Dal Kenya alla Nigeria: "Un vescovo si era talmente appassionato che mi faceva da impresario. Mi diceva adesso andiamo lì, andiamo là, mi portava in giro nella foresta, si sedeva in prima filai con tutti i bimbi attorno. Prima di diventare prete era un capo tribù: lui mi ha regalato il suo scettro, io i miei giochi". E fra tutti gli incontri, il più emozionante, quello con Madre Teresa "Le ho chiesto se potevo organizzare uno spettacolo. Mi ha detto "Sì sì, mi divertirò anch'io come una bimba, perché di fronte a Dio siamo tutti uguali". Nella casa madre, a Calcutta, le suore sono come formiche; non hanno stanze e dormono lungo le scale, di notte non si gira. Si sono riversate tutte in questo piccolo cortiletto e Madre Teresa era Il, tra loro. Portavo le offerte di una scuola materna vicino a Como: una bimba aveva raccolto il denaro dalle amiche, per mandarlo in India, e me l'aveva affidato. Ho preso i soldi, li ho nascosti dentro un attrezzo di scena e da li facevo saltare fuori i dollari, 500 in tutto. Madre Teresa poi ci ha scritto che erano serviti per aiutare due bambini della Città della gioia". Piccole magie in un mondo brutale. Alt Pakistan i bambini vengono venduti come schiavi. Sono i loro genitori a farlo, perché non riescono a pagare i debiti e non hanno nemmeno i soldi sufficienti a comprare i semi per far crescere qualcosa. È un mercato, si tratta al bar. Mi hanno detto che dal porto di Karachi ogni mese parte una nave carica di bambini, li mandano negli Emirati Arabi. E in Sudan i bambini vengono comprati per 50 dollari e mandati a far saltare le mine. S; può fare pochissimo, solo ricomprarli, offrendo di più. A Bombay ci sono due salesiani indiani che lo fanno. Li riscattano, li ospitano nell'istituto salesiano, cercano i loro genitori e li fanno incontrare. Ho fatto uno spettacolo lì, erano tutti seduti per terra, sotto un portico. Quando ho finito si sono stesi e si sono addormentati: era la loro camera da letto. Tutto il mondo è una grande possibilità di incontro, di aiuto. E' questa la vera magia".

Carla Reschia 

 Locandina "Piacere Mago Sales" Locandina "Il Teatro Magico"

 Manifesto "Sales the Wizard"

 Manifesto "La commedia Magica"

Magia per la vita è lo slogan che il Mago Sales ha adottato per propagandare i suoi spettacoli di magia, la cui finalità al di là del divertimento e meraviglia assicurati, resta quella di reperire fondi in denaro per salvare quanti più bimbi possibile dalla miseria. "La magia di Sales vuole essere sorpresa, ma più ancora comunicazione, rievocazione dei miti del passato e insieme demitizzazione dei poteri e delle immagini consolidate nel tempo. Soprattutto, vuole essere un "ritorno all’infanzia", quando l’attesa, la meraviglia e la partecipazione non creavano né paura, né tanto meno, vergogna; quando l’arrivo di un circo in un paese suscitava ancora confusione e sorpresa; quando ci si emozionava a sentir raccontare di vecchie streghe, di fantasmi e di castelli incantati… quando ci si compiaceva e ci si meravigliava di una fiaba raccontata e più ancora ascoltata". Il teatro magico del mago Sales, supercollaudato con ormai più di mille repliche in tutto il mondo, è un teatro di animazione, magia e trasformismo, ricco di humour e di effetti scenici coinvolgenti. In un vortice di meraviglie e risate incontrerete Salvatore il domatore, il mago Merluzzo, il fantasma con l’asma, il mago arabo Da lì a là e molti altri personaggi per due ore di magia e divertimento garantite. Il "Teatro Magico" può essere allestito all’aperto o al chiuso, in un teatro, un salone o una palestra, praticamente ovunque voi vogliate. Essendo un teatro per ragazzi e famiglie viene proposto a parrocchie, pro loco, oratori, scuole e organizzazioni giovanili. Per la promozione verranno inviati manifesti e locandine a colori. Non vi resta che telefonare al mago Sales, se non sarà impegnato in qualche missione lontana. Lo vedrete arrivare con i suoi collaboratori e con molte valigie piene di sogni e di magie. Ricordatevi con voi non dovete preoccuparvi di nulla. Ricordatevi solo di preparare il vostro pubblico ad un sorriso… pieno di magia.

http://www.sales.it/

Come contattare il Mago Sales
Telefono: +39 011.24.81.101
Fax: +39 011.24.86.500
Indirizzo postale: Oratorio Salesiano M. Rua
Via Paisiello, 37 - 10154 Torino
Posta elettronica: sales@sales.it

 

   

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