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SESTA EDIZIONE
Festa dell’Artista 2003
La creatività
segno di LIBERTA' a cura di Carlo Chenis
Museo Staurós d'Arte Sacra Contemporanea -
Santuario San
Gabriele (TE)
Sabato 20 settembre 2003 ore 9.30
Il santuario di San Gabriele ospiterà l’annuale festa
dell’artista. Organizzata dalla Fondazione Staurós Italiana
Onlus, la sesta edizione della festa prevede la partecipazione di
molti artisti provenienti da ogni parte d’Italia e varie
personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, tra cui la
danzatrice di Dio la cilena suor Adela Solé; il regista
documentarista Marco Agostinelli, l’operatrice culturale e
critico d’arte Lucrezia De Domizio Durini; e numerosi artisti
espositori nelle varie edizioni della Biennale d’Arte Sacra, tra
cui Bruno Ceccobelli, Omar Galliani, Enzo Orti, Tito ed altri.
Alla festa interverranno anche numerose autorità religiose e
civili.
In mattinata,
alle ore 9.30, è in programma una tavola rotonda sul tema “La
creatività: segno di libertà”, coordinata da don Carlo Chenis,
segretario della pontificia Commissione per i Beni culturali della
Chiesa. Nel pomeriggio, alle ore 16, sarà celebrata la messa
dell’Artista, animata da don Carlo Chenis e da padre Maurizio De
Sanctis, con testimonianze da parte di artisti.
La sesta edizione
della Festa dell’Artista 2003 rappresenta un momento importante
nell’itinerario annuale della Fondazione Staurós Italiana Onlus.
In questo anno vengono offerti agli artisti vari motivi per
convenire a San Gabriele: il pellegrinaggio al santo, la
partecipazione alla scuola per la liturgia, lo scambio di
esperienze, la condivisione fraterna, la preghiera comune, i
progetti per il futuro. Futuro, gioia, libertà. Tre parole dal
valore simbolico che disegnano il volto umano dell’arte
contemporanea. Tre realtà dal sapore utopico che fondano il volto
civile dell’attuale società. L’arte diventa paradosso e
provocazione, poiché è la manifestazione più intima della
spiritualità umana ed è il segno più eloquente della «civiltà
dell’amore». Deve dire quello che non sappiamo fare e che
dovremmo fare. Deve, parimenti, aprire una breccia di fattibilità,
incentivando il desiderio, promuovendo la creatività, esaltando
la spiritualità.
L’arte può
innalzare il canto della libertà, deve solo progressivamente
convincersene. Essa può creare un nuovo umanesimo, perché porta
in sé i germi della libertà, essa infatti è liberale, creativa,
catartica, ineffabile, divina. L’arte può annunciare e
disegnare la libertà: Libertà nei condizionamenti: se materiali
e tecniche resistono alla trasformazione, il genio creativo
attraverso un crogiolo purificante può infondere splendore di
forme, plasmando la materia informe. Libertà nel bene: la libertà
è scelta del proprio bene; la scelta del male è autodistruzione.
Il bene dell’arte è la bellezza che armonizza verità e bontà.
L’artista perciò è libero nelle forme, ma i contenuti devono
cantare il bene. Perciò, essendo l’arte opera dell’uomo, al
servizio dell’uomo, bontà e bellezza sono indissociabili.
Libertà nel bello: la libertà spinge alla creatività perché la
bellezza è canto innamorato. L’arte, attraverso splendide
forme, sottrae l’uomo alla contingenza e dall’angustia
mondana, sospingendo l’animo verso l’eterno.
Libertà nella parola: con il suo linguaggio universale l’arte
indica la libertà dell’uomo nel pensare e nell’agire.
L’arte è “parola” che salva.
Libertà nel silenzio: l’arte insegna che la libertà parte
dall’ascolto che esige silenzio nel quale l’individuo si
trascende per trovare libertà.
Libertà nel servizio: l’arte è liberare perciò l’artista
deve donare la sua opera alla collettività e con essa liberarla
dall’effimero e donarle dignità.
Libertà nell’amore: la bellezza conduce all’amore e l’amore
rende liberi. L’artista nel suo amore liberale nell’uomo deve
aiutarlo a purificarsi e sublimarsi. Libertà nel divino: solo Dio
libera l’uomo ricreandolo ad immagine della sua libertà;
l’arte si fa sacra quando libera l’uomo dalla dimensione
contingente e lo libera dal parametro interiore facendogli
incontrare Dio.
In un mondo asservito ad interessi politici, commerciali, privati,
l’arte può dunque essere voce di libertà che, pur subendo i
condizionamenti materiali, sociali, individuali, si libera
trascinando l’uomo verso i lidi del bell’amore, della carità
pacificatrice, della futura speranza. Il non-senso della
postmodernità e dei suoi epigoni trova nell’arte superamento
allorquando lo splendore di forme è frutto di tradizione e di
utopia. La libertà dell’arte fa uscire dalle angustie del
privato e aiuta ad uscire dall’arroganza del pubblico, poiché
guardando il mondo lo ricrea con libertà spirituale e con anelito
religioso.
La festa
dell’artista 2003 vuole essere una provocazione alla libertà,
oltre il motivato pessimismo del tempo presente per ridare la
forza di sperare ed incentivare l’impegno per un umanesimo
cristiano. Tutti gli artisti sono dunque invitati a testimoniare
sul senso della gioia nella propria libertà al fine di stimolare
un’arte socialmente rilevante e religiosamente ispirata.
Come di consueto la giornata dell’artista è all’insegna dello
spirito di famiglia. L’intento è di fare di quest’occasione
una tappa a cui arrivare e da cui ripartire rinfrancati
nell’ascolto delle altrui esperienze e nella condivisione degli
ideali.
FONDAZIONE STAURÓS
ITALIANA ONLUS
Museo Staurós d’Arte Sacra Contemporanea
su la Passione di Cristo
64048 S. Gabriele - Isola del Gran Sasso (Te)
Tel - Fax. 0861 975727 - Fax 0861 9772520 - Cell.339.8895499
www.stauros.it • E-mail: stauros@tiscalinet.it
P. Adriano Di
Bonaventura
coordinatore
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