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musica
cristiana contemporanea

Venerdì 1/11/2002
ROCCA DI CAPRILEONE: UNA INIZIATIVA
DELL'ASSOCIAZIONE “MADRE TERESA DI CALCUTTA”
Inaugurata la “Casa del minore”, concreta risposta alla
violenza minorile
Giuseppe Lazzaro
ROCCA DI CAPRILEONE – Davanti a numerose autorità civili,
militari e religiose è stata inaugurata in contrada Spezzaferro,
a Rocca di Caprileone, la «Casa del minore», fortissimamente
voluta dal presidente dell'associazione «Madre Teresa di Calcutta»
Giuseppe Cracì e che si prefigge di raggiungere due scopi:
ospitare i minori in difficoltà o che non vengono adeguatamente
tutelati negli appositi istituti e incentivare le denunce di
violenza o altri reati in modo tale da creare una sinergia tra
l'associazione, le forze dell'ordine e la magistratura. Al momento
sono ancora in corso dei lavori nella casa che verrà aperta prima
della fine dell'anno. La «Casa del minore» è stata concessa da
un privato, il ristoratore Carmelo Caputo e si estende su
ventiduemila metri quadri con annessi giardino, parco-giochi, un
locale per le visite, sala lettura, centralino, servizio internet
ed un ampio parcheggio. Aperta 24 ore su 24 la struttura sarà
gestita da una èquipe pluridisciplinare con educatori, assistenti
sociali, volontari, docenti di lingue e gruppi di lavoro. «È
come se si aprisse la porta del Paradiso per certi minori che
hanno vissuto l'inferno – afferma il presidente Cracì–. In
questa piccola comunità abbiamo avuto la presenza di importanti
autorità, di diversi sindaci della zona, di Giuseppe Cionfoli ed
è stata aperta la “Casa del minore” augurandoci, però, di
non doverla chiudere. Ecco perchè rivolgo un appello di starci
vicino a tutti gli amministratori, alla Chiesa e alla gente comune».
«L'intento di questa iniziativa, unica per i Nebrodi – afferma
l'avv. Alessandro Pruiti Ciarello, legale dell'associazione
“Madre Teresa di Calcutta” – è quello di aiutare quei
minori che non hanno avuto la fortuna di avere una famiglia che si
occupasse di loro e di avere avuto la sfortuna di essere stati
ceduti da famiglie in difficoltà ad istituti non idonei per il
loro recupero nella società. Ecco, la “Casa del minore”
servirà ad aiutarli. Difficoltà? Inizialmente sembrava ci fosse
una certa indifferenza ma invece abbiamo scoperto che, essendo
stati i primi in assoluto ad occuparci del problema dei minori,
considerato che politicamente è stato fatto poco o nulla, pare
che i fondi ci siano e che non dovremmo avere problemi». Un
ospite importante è stato don Baldassare Meli, responsabile del
Centro S.Chiara di Palermo. «Ho vissuto esperienze brutte –
aferma il prelato – con bambini e ragazzi che sono stati in
difficoltà perchè non si sono sentiti amati e tutelati a dovere
nonchè, in alcuni casi, “pressati” dagli adulti per scopi
certamente non amorevoli. Ecco, le strutture come questa di Rocca
di Caprileone sono i luoghi che possono aiutare questi giovani
sfortunati». Tra i partecipanti anche Giuseppe Cionfoli,
l'ex-sacerdote salito alla ribalta all'inizio degli anni '80
quando si classificò secondo in una edizione del Festival di
Sanremo e che ha concluso la serata con un concerto in piazza Gepy
Faranda. «Credo in queste iniziative- ha dichiarato Cionfoli –
e apprezzo l'impegno dell'amico Cracì e della sua associazione,
certo che tutto andrà nel migliore dei modi»». L'ultima parola
spetta al sindaco di Caprileone Giuseppe Musarra. «Sono
soddisfatto – ha affermato il primo cittadino – e ringrazio
Pippo Cracì che ha scelto la nostra comunità per dare vita a
questa iniziativa che intende ridare le speranze ai piccoli e ai
minori che hanno avuto i diritti calpestati». (g.l.).
Giovedì 31/10/2002
Ispica Stasera ospite di «Porta
a porta» l'attore Di Giacomo che dà il volto a Gesù
Tiziana Scuto ISPICA – Assegnato a un ragazzo ispicese il
ruolo di Gesù Cristo nel musical ispirato a Madre Teresa di
Calcutta andato in scena dal 10 al 21 settembre al Massenzio, nel
Palazzo della civiltà dell'Eur e in tournée, in questo periodo,
nel nord Italia. Alessandro Di Giacomo, da qualche anno a Roma per
motivi di lavoro, è riuscito, grazie alla sue capacità
artistiche, a conquistare la simpatia del regista, Piero
Castellacci, che lo ha scelto per interpretare il ruolo di Gesù
nel musical realizzato con Michele Paulicelli e la
compagnia interprete di «Forza venite gente» (coreografie di
Claudio Meloni). Oltre a Sandro Di Giacomo nella parte di Cristo
ed a Giada Nobile nella parte di Madre Teresa il cast è formato
dagli stessi protagonisti del musical «Forza Venite gente». Lo
spettacolo tratta della vita di Madre Teresa di Calcutta
raccontata in musica e in prosa attraverso i suoi pensieri, le
preghiere, la sua gente e il suo lavoro. La storia prende le mosse
dal momento in cui Madre Teresa abbandona la congregazione di
Loreto, a Calcutta, per iniziare la sua missione nel nome di Dio.
Le malattie, la fame, la povertà, l'incontro-scontro con le
autorità religiose locali, i problemi e i dolori, i drammi dei
singoli individui sono gli elementi affrontati e svolti ora in
musica ora in prosa, con il chiaro intento di far riflettere ed al
tempo stesso fare spettacolo. «Si è trattato di un provino fatto
tanto per gioco – ci racconta, emozionata, la madre Pina – col
tentativo di inseguire un sogno da ragazzo. E invece, dopo diverse
selezioni gli hanno assegnato la parte di Gesù». Dopo il
debutto, avvenuto con successo al Massenzio al dell'Eur, Sandro si
è messo in aspettativa per andare, insieme con la compagnia in
tournèe. Dello spettacolo si è parlato ampiamente nel numero
speciale della trasmissione televisiva di Rai 1 «A sua immagine»
del 4 ottobre che ha ospitato Michele Paulicelli insieme alla
compagnia. La compagnia, stasera, sarà ospite, su Rai 1, della
trasmissione di Bruno Vespa «Porta a porta».
Domenica 27 ottobre 2002
UNA INIZIATIVA PER COMBATTERE IL TRISTE
FENOMENO DELLA PEDOFILIA
Rocca di Caprileone Oggi si inaugura la “Casa del
minore”
Giuseppe Lazzaro
ROCCA DI CAPRILEONE – Importante iniziativa nell'ambito della
lotta alla pedofilia e per le iniziative da sostenere per la
tutela dei minori. Oggi alle 16, in contrada Spezzaferro verrà
inaugurata la “Casa del Minore” su iniziativa del presidente
dell'associazione “Madre Teresa di Calcutta” Giuseppe Cracò.
Si tratterà, in pratica, di un importante punto di riferimento
(unico sui Nebrodi ) per ospitare minori in difficoltà e al fine
di poter denunciare eventuali casi attinenti la violenza sui
minori. Una sinergia, quasi, quella che nasce tra denuncianti, la
nuova istituzione che sorgerà a Rocca, forze dell'ordine e
magistratura. Per l'occasione, al taglio inaugurale del nastro,
saranno presenti, tra gli altri, l'assessore regionale agli Enti
Locali Antonio D'Aquino, l'assessore provinciale Nino Testa, don
Baldassarre Meli, responsabile del centro Santa Chiara di Palermo,
il sindaco di Caprileone Giuseppe Musarra, l'assessore comunale ai
servizi sociali Maria Rosalba Todaro, parecchi amministratori
dell'hinterland e numerose autorità civili, militari e religiose
regionali. In serata è previsto un concerto di Giuseppe Cionfoli.
Inoltre il dott. Filippo Romano, segretario generale della
Presidenza della Repubblica, ha risposto a Cracò con le parole
del Presidente Carlo Azeglio Ciampi. «Il presidente- si legge
nella nota diramata dal Quirinale- fa giungere l'espressione del
suo vivissimo apprezzamento per l'intensa attività di
volontariato sociale alla quale Ella (Cracò ndc) si dedica con
tanto amore ed entusiasmo tra cui la campagna multimediale
“Allarme pedofilia” ai fini di una informazione, prevenzione e
recupero del sommerso». I migliori auguri per il successo
dell'iniziativa sono stati formulati anche dal Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi attraverso il segretario generale di
Palazzo Chigi in un telegramma inviato avant'ieri. In occasione
dell' inaugurazione della struttura verrà ufficialmente
presentato il progetto finalizzato al recupero del minore a cura
dell'équipe pluridisciplinare e verrà firmato lo Statuto che sarà
esposto dal legale della “Madre Teresa di Calcutta”, l'avv.
Alessandro Pruiti Ciarello. Il promotore dell'iniziativa, il
presidente Cracò, sente addosso il peso dell'ennesimo,
coraggioso, atto di aiuto teso verso il prossimo, per chi soffre e
i più deboli in un periodo caratterizzato da sconvolgenti episodi
di cronaca nera che hanno visto al centro dell'attenzione proprio
i minori. «La costituzione della Casa del Minore- afferma Cracò-
ha un solo significato: la comunione e la volontà di costruire
per il bene dei nostri figli. Oggi un bimbo al giorno viene
abbandonato e questo triste primato appartiene alla Sicilia. Il
10,8% di questi bimbi, spesso abbandonati dalle famiglie, vengono
ospitati in comunità non abilitate o attrezzate e mille di loro
vanno in affido familiare. Ecco perché è giunta l'ora che il
Parlamento affronti con urgenza questo problema con dei pacchetti
di provvedimenti tesi a varare una legge che tuteli i minori,
condanni gli autori di violenze a pene pesanti e, attraverso una
legge istituzionale, conceda dei contributi per poter sostenere i
gruppi di lavoro che intendono attivarsi per la tutela dei minori».
La Casa del Minore è già completa, sorge su 600 metri quadri, 17
camere, tre terrazze, una sala mensa, tre sale per laboratorio di
lavoro, 22.00° metri quadri di terreno con servizi di lettura,
internet, centralino, parcheggio e sarà aperta 24 ore su 24 e
gestita da una èquipe composta da educatori, assistenti sociali,
insegnanti di lingue, volontari e gruppi di lavoro.
Sabato 12/10/2002
Ispica Si realizza il sogno delle associazioni
di volontariato
Aperta l'«Oasi don Bosco»
Tiziana Scuto
ISPICA – Con i buoni auspici di tutta la
collettività ed alla presenza del vescovo, mons. Giuseppe
Malandrino, è stata inaugurata, ieri sera, la casa di accoglienza
“Oasi don Bosco”. Il progetto si è trasformato in realtà
grazie all'incontro ed alla sinergia fra un gruppo di giovani
laici “dal cuore salesiano” e le numerose associazioni di
volontariato (Assod, Avis, Caritas, Famiglie cristiane, Insieme,
Oasi don Bosco, Protezione civile, Unitalsi, Voldi) che operano in
città. «E' un sogno – afferma a nome di tutti il presidente
dell'Avis, Michele Rizza – della comunità cittadina che diventa
realtà, un risultato del volontariato conseguito in poco più di
un anno, con la collaborazione delle scuole, parrocchie, palestre,
circoli, gruppi e associazioni». La realizzazione del centro di
accoglienza è successiva a precedenti progetti realizzati,
sempre, grazie alla sinergia delle associazioni: le due edizioni
della “Marcialonga della solidarietà” e la “Settimana del
volontariato”. Parte dei fondi raccolti durante queste
manifestazioni sono serviti all'avvio della casa della solidarietà
«Oasi don Bosco», che ha ricevuto dalle associazioni un
contributo di circa 3350 euro. «La nostra comunità – afferma
Carmelo Impera, psicopedagogista e pilastro dello staff che opera
nel centro – da oltre 15 anni opera al servizio dei giovani
soprattutto di quelli più poveri e svantaggiati. Adesso, con
l'apertura della casa della solidarietà, il sogno diventa storia
anche grazie al sostegno delle forze del volontariato sociale di
Ispica». La casa della solidarietà, situata in via Enna n. 2,
sarà gestita da sei educatori coadiuvati da un'équipe di esperti
nel settore socio-psico-pedagogico. L'attuazione del progetto
consentirà ai sei giovani laici salesiani di realizzare un sogno:
«Spendere la vita per la salvezza della gioventù». Era da anni
nel cuore di Carmelo, Floriana, Daniele, Seby, Claudio e Stefano.
Gli obiettivi sono quelli di realizzare servizi a favore della
gioventù, attenzionare i giovani più poveri e abbandonati;
seguire le famiglie in difficoltà, offrire aggiornamento e
sostegno agli educatori. L'inaugurazione è stata preceduta,
giovedì, da una giornata eucaristica. Ieri, invece, dopo la messa
nel piazzale del cinema Aurelio, si è tenuto il concerto del
sacerdote cantautore Giosy Cento. Nel pomeriggio è
previsto il «cammino della solidarietà». Si partirà dal piazza
regina Margherita per raggiungere, insieme, l'albero della
solidarietà nella zona 167 e poi la casa di accoglienza.
Martedì 1 ottobre 2002
Un genere che rilancia la sfida dopo gli incassi da
record della scorsa stagione
Cresce la febbre da musical
In arrivo nuovi allestimenti mentre lo show di Piparo sbarca a
Roma
Marco Neri
ROMA – I musical sono gli spettacoli più
visti dagli italiani. Una passione che dura da diversi anni,
esplosa con i vari «Grease», «Jesus Christ Superstar», «Hello,
Dolly», soltanto per ricordare qualche titolo. Un genere che
nella scorsa stagione ha conseguito incassi da primato con cifre
miliardarie, e che ora si prepara a fare altrettanto nella nuova.
Per dare un idea del fenomeno va ricordato che anche musical
minori come «Emozioni», ispirato alle canzone di Battisti, e
come «Polvere di stelle», ispirato all'omonimo film, hanno avuto
le loro soddisfazioni. Per appagare la attuale grossa richiesta di
pubblico sono al lavoro tre forti poli. Il primo è la società
romana della ditta Garinei-Giovannini, che, dopo la grande ripresa
di «Rugantino» annuncia quella di «Aggiungi un posto a tavola»
(titolo che si impone quale classico della commedia musicale ) ,
con Giulio Scarpati nel ruolo che fu di Johnny Dorelli; il secondo
è quello di Saverio Marconi (si ricordi «A qualcuno piace caldo»)
, produttore della «Compagnia della Rancia», nonchè regista,
con base a Tolentino, nelle Marche, il quale a partire da gennaio
varerà, sulla scia del film di Roberto Benigni, un suo
spettacolare «Pinocchio», ispirato al celebre burattino, che si
avvarrà, tra l'altro, della musica dei Pooh. Per ospitarlo,
sorgerà a Milano (come è accaduto per «Grease» ) un apposito
teatro-tenda, dove le repliche dureranno diversi mesi. Il terzo,
infine, è quello siciliano, con base a Messina, diretto da
Massimo Piparo, diventato famoso per gli allestimenti di «Tommy»,
«Evita» e «My Fair Lady» , che proporrà «La febbre del
sabato sera», dal popolare film con John Travolta. Questo
spettacolo, dopo aver debuttato in alcune città (dopo l'anteprima
di Taormina nel 2001), approderà nella capitale. Vi si ammira un
nuovo Tony Manero che si chiana Sebastian Torkia, un ventisettenne
londinese nato a Lamezia Terme. Intanto la mania del musical
dilaga a tutti i livelli: musical ancora con canzoni di Battisti (
inossidabile icona), dal titolo «...E mi ritorni in mente»,
protagonista Jerry Calà, e musical su Madre Teresa di
Calcutta, che ha appena debuttato a Roma (ideato Michele
Paulicelli, lo stesso del longevo «Forza venite gente»). Nei
cartelloni del 2002-2003 spettacoli vecchi, riproposti per il
secondo e terzo anno consecutivo, e spettacoli nuovi. Fra i vecchi
«Sette spose per sette fratelli» con Raffaele Paganini (aprirà
la stagione del Brancaccio di Roma), «Hello, Dolly» con Loretta
Goggi, «Malgrado tutto... beati voi» con Enrico Montesano. Fra i
nuovi, «Caruso» con il giovane Luca Terranova ( impersona il
celebre tenore) e Katia Ricciarelli, e «Bulli e Pupe» , versione
italiana del celebre «Guys and Dolls», che da oggi 1 ottobre
inaugura il «Sistina» di Roma, teatro che gli appassionati del
musical considerano La Scala del teatro «leggero». Al momento,
fra i progetti particolarmente ambiziosi «Il violinista sul tetto»
, dall'americano «Fiddler on the roof» di Joseph Stein, che
prepara Moni Ovadia. Altrettanto ambizioso «Caligola» che avrà
la regia di Lina Wertmuller, che debutta a Roma a fine ottobre
nello spazio che nella primavera scorsa ospitò con grande
successo «Notre Dame de Paris» di Riccardo Cocciante.
| Giovedì 12/9/2002 |
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Il musical
di Webber in prima italiana a Lucca
«Joseph» accolto da ovazioni
LUCCA – Standing ovation con
richiesta di bis: si è conclusa così la
prima nazionale del musical «Joseph e la
strabiliante tunica dei sogni in technicolor»
ieri sera al teatro del Giglio di Lucca, una
produzione della compagnia teatrale
cittadina Rockopera, per la regia di Claudio
Insegno, già prof di recitazione della
trasmissione di Italia 1 «Saranno famosi».
Acclamatissimo Antonello Angiolillo nei
panni di Joseph, il giovane che invidiato
dai suoi 11 fratelli – come si racconta
nell'opera scritta da Andrew Lloy Webber e
Tim Rice – cade vittima di una
cospirazione e viene venduto come schiavo.
Angiolillo, che già nel 2001 si era
aggiudicato il premio «Massimini» come
miglior attore maschile di musical dell'anno
per la sua interpretazione di Francesco in
uno spettacolo dedicato alla vita del santo
e andato in scena ad Assisi per un anno
circa, ha saputo conquistare il pubblico in
sala. Di rilevo, in particolare, la sua
interpretazione della versione italiana di
«Any dream will do», uno dei brani
principali dello spettacolo. Salutata da uno
scrosciare incessante di applausi anche la
cantante Lighea che, perfetta nel suo ruolo
di narratrice, ha saputo conferire una
divertente continuità al susseguirsi
serrato delle colorate e divertenti scene.
Gradita anche l' interpretazione di Ivan
Cattaneo che nelle vesti di un bizzarro
faraone si è lanciato in un movimentato
brano rockabilly. Sul palcoscenico, oltre
agli interpreti principali, una ventina di
attori e ballerini della compagnia teatrale
lucchese Rockopera che hanno dato buona
prova delle loro capacità in una profusione
di canto, ballo ed acrobazie di ogni genere.
In sala, in un teatro piccolo ma gremito,
anche Pino Insegno della Premiata ditta per
salutare il fratello Claudio che dopo questo
«Joseph» in tour, sarà impegnato, nella
primavera 2003, in un nuovo allestimento di
«Fame-Saranno Famosi». A Roma invece è
andato in scena il musical di Michele
Paulicelli su Madre Teresa, diretto da
Piero Castellacci (anche coautore), con un
coro di cantanti acrobati e ballerini,
coreografie di Claudio Meloni e scene di
Giancarlo Colis, in scena a Massenzio fino
al 20 settembre. Dopo il successo di «Forza
venite gente» – musical della stessa
compagnia dedicato alla vita di San
Francesco d'Assisi (uno spettacolo in tournée
dal 1981 che conta più di 2000 repliche)
– Michele Paulicelli prosegue sulla
linea di un teatro-aggregazione, luogo per
coltivare e condividere il messaggio
cristiano, veicolo di una filosofia semplice
e di una spiritualità umana capace di
parlare al cuore di molti».
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Domenica 1/9/2002
A
cinque anni dalla morte si avvia con passo
svelto e senza esitazioni verso la
beatificazione
Madre Teresa, “santa delle
baracche”
Entro novembre il nulla osta della
commissione teologica
Giovanna Chirri
M
adre Teresa di Calcutta, la «santa delle
baracche», premio Nobel per la pace e
fondatrice delle Suore missionarie della
carità per assistere i «più poveri dei
poveri», a cinque anni dalla morte si avvia
con passo svelto e senza ostacoli verso la
beatificazione, primo stadio del cammino di
santità nella Chiesa cattolica. In tempi
rapidi, forse addirittura entro l'anno o nei
primi mesi del prossimo, madre Teresa –
nata albanese il 27 agosto del 1910 con il
nome di Agnese Gonxha Bojaxhiu, divenuta
suora in Irlanda a 18 anni e trasferitasi in
India dove dopo alcuni anni di insegnamento
scoprì la vocazione per gli ultimi, che
morivano per strada senza che nessuno li
degnasse di uno sguardo, – sarà
proclamata beata. Tra ottobre e novembre
dovrebbe arrivare il nulla osta delle
commissioni medica e teologica, dopo di che
mancherebbe soltanto la lettura del decreto
di beatificazione e l'indicazione della data
per la cerimonia. Il miracolo che la porterà
agli onori degli altari è la guarigione che
la chiesa considera non spiegata dalla
scienza, di Monica Besra, 30 anni nel '98 e
allora affetta da un tumore all'addome,
scomparso dopo che le suore di madre Teresa
vi poggiarono sopra una “medaglia
miracolosa” dell'Immacolata che era stata
a contatto con il corpo di madre Teresa,
prima della sepoltura. Era il 5 settembre
del '98, un anno esatto dalla morte di madre
Teresa. La fase diocesana della causa ha
portato alla raccolta di 75 volumi, lungo
ognuno 450 pagine, ma se per la Chiesa serve
un complicato processo – per altro
accelerato nel suo caso, visto che la fase
diocesana è stata avviata prima dei cinque
anni dalla morte previsti dal diritto
canonico – per la gente comune, cristiani
e non, madre Teresa è da sempre santa, e lo
era ancora in vita. Questa piccola suora
minuta, vestita con il sari bianco listato
in azzurro, sempre più raggrinzita man mano
che avanzava l'età, è stata ammirata anche
dai potenti, tra l'altro convenuti in massa
al suo funerale; è stata definita un «gigante
del nostro tempo» dal presidente americano
Bill Clinton, ha ottenuto premi e
riconoscimenti, i cui introiti ha sempre
devoluto ai suoi poveri. Ma per i poveri
dell'India, fossero cattolici o induisti, è
stata sempre una santa. Quando è morta
migliaia di derelitti si sono radunati di
notte sotto la sua casa di Lower circular
road a Calcutta, la prima casa per moribondi
che aprì in India, e dove viveva. Per
giorni centinaia di migliaia di umili hanno
reso omaggio alla sua salma e un milione di
persone hanno partecipato al suo funerale.
Il suo lavoro era raccogliere per strada chi
non aveva un tetto, un po' di cibo o
semplicemente una tomba. Successivamete si
è dedicata anche ai malati di Aids e ai
bambini sieropositivi; oggi le sue suore,
circa 15.000 diffuse in 95 paesi del mondo,
gestiscono quasi 500 case di accoglienza sul
modello della prima Casa del moribondo sorta
a Calcutta. Sempre evangelicamente dalla
parte degli ultimi, aveva un credito immenso
a livello di opinione pubblica mondiale,
cominciato quasi per caso nel '68, quando la
BBC mandò in onda un reportage sulle sue
opere in India, che suscitò un'impressione
e un'eco vastissime, spingendo molti
benefattori a interessarsi dei suoi poveri.
Con la popolarità vennero anche le
critiche, visto che alcuni, anche in
ambiente cattolico, la accusavano di
prestare un'assistenza rassegnata i suoi
poveri, senza cercare di intaccare le cause
di tanta miseria, in India e nel mondo. Alla
mentalità efficientista riusciva difficile
accettare l'amore di madre Teresa per «i più
poveri tra i poveri», per quelli che nessun
altro aveva il coraggio di guardare e
assistere, per i moribondi dei marciapiedi e
dei tuguri. «Quello che facciamo –
rispondeva lei – è solo una goccia
nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano
avrebbe una goccia di meno». Giovanni Paolo
II, che la ammirò e sostenne sempre, l'ha
dipinta come un «dono di Dio alla Chiesa e
al mondo, al fine di ricordare a tutti la
supremazia dell'amore evangelico, specie
quando è espresso nell'umile servizio
dell'ultimo dei nostri fratelli e sorelle».
Oltre Papa Wojtyla, al quale si deve
l'accelerazione della causa canonica,
stimarono madre Teresa sia Pio XII, che nel
'50 approvò le sue missionarie della carità,
che Paolo VI, che tra l'altro le affidò una
missione umanitaria in Pakistan e quando nel
'74 andò in India prima di partire le lasciò
in dono la «Lincoln» che aveva usato per i
suoi spostamenti. Il ricavato della vendita
assicurò latte e farina a centinaia di
bimbi della «santa delle baracche». La sua
vita terrena si concluse sullo sfondo di una
grande mobilitazione mediatica, con funerale
di stato alla presenza di decine tra
presidente e re e il feretro portato su un
fusto di cannone. Una cerimonia nella quale
da viva si sarebbe sentita a disagio e che
avrebbe forse accettato nella speranza che
servisse a ricordare al mondo l'esistenza
dei poveri più poveri. In Italia madre
Teresa verrà ricordata con un musical di
Michele Paulicelli che sarà in scena a
Massenzio dal 10 al 20 settembre. Vi si
racconta la sua storia dall'arrivo in India
sottolineando che, spiega l'autore, «la sua
arma è la semplicità: pur essendo piccola
e fragile riesce a spargere amore, fede e
speranza».
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Nel vivo a
Modica i festeggiamenti della Madonna
delle Grazie
MODICA – Sono entrati nel vivo i
festeggiamenti in onore della Madonna
delle Grazie. La festa della copatrona
della città si terrà domani al
santuario, già da qualche giorno meta di
pellegrinaggi da parte dei fedeli. Il
programma prevede alle 20 la processione
con il simulacro della Madonna. Questo
percorrerà via V. Veneto, viale Medaglie
d'oro, via Mercè per far ritorno in
chiesa. Sul piazzale, alle 21.30, sarà
dato il via allo spettacolo pirotecnico,
che concluderà la festa. Il comando dei
vigili urbani ha predisposto per le
giornate di oggi e di domenica un piano
alternativo di viabilità, che prevede
divieti di sosta nella zona di viale
Medaglie d'Oro e divieto di circolazione
in via Conceria. Senso unico a salire in
via Nazionale e a scendere in via Modica
Sorda. Il programma della festa ha già
avuto altri due momenti qualificanti con
un convegno sui «Diritti Universali». A
conclusione dei lavori è stata inaugurata
la mostra dei santuari mariani in Italia e
nel mondo. L'altro ieri, invece, nel
piazzale antistante la chiesa,
Suor Cristina Damonte ha tenuto
un concerto. La cantautrice ha presentato
le sue canzoni ispirate al senso della
fratellanza e dell'amore e musicate con
ritmi originali e accattivanti. (d.g.)
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3 MAGGIO 2002
SERRA SAN BRUNO
Un migliaio di giovani con l'obiettivo
Toronto
CATANZARO – In preparazione alla Giornata
mondiale che il Papa celebrerà a Toronto a fine luglio,
più di un migliaio di giovani dell'Arcidiocesi di
Catanzaro-Squillace vivranno un importante momento di
incontro e di festa, domenica 5 maggio, nella splendida
cornice del Santuario di S. Maria del Bosco a Serra S.
Bruno (Vibo Valentia), a cominciare dalle ore 10. Un
appuntamento, promosso dal Centro di Pastorale giovanile,
che si rinnova ormai da molti anni e che questa volta sarà
arricchito dall'esperienza certosina. La motivazione nella
scelta del luogo è infatti evidente, precisano i
responsabili M. Antonia Lamanna e Nicola Chiriano: «Il IX
centenario della morte di Bruno Di Colonia, un santo alla
cui spiritualità, oggi come mai, noi giovani suoi
“conterranei” siamo fortemente attirati, non poteva
non vederci presenti accanto a lui, nella “sua” Serra.
In mattinata avremo anche il meraviglioso dono delle
parole di un monaco della Certosa». A mezzogiorno avrà
luogo la Celebrazione Eucaristica, presieduta
dall'arcivescovo metropolita Antonio Cantisani e, dopo una
pausa pranzo che i giovani sfrutteranno anche per visitare
il Museo della Certosa, si svolgerà il concerto di don
Mimmo Iervolino, sacerdote napoletano e cantautore
cristiano, noto per la sua capacità di comunicare il
messaggio cristiano attraverso le note della musica rock,
molto vicina alla sensibilità dei giovani. Alle 17 il
termine della manifestazione, in attesa di
“collegarsi” con Toronto la notte del 27 luglio a
Soverato, sicuri sin da ora di riportare a casa il forte
richiamo ad essere «sale della terra e luce del mondo»,
come Cristo invita e come il Papa ricorda ai giovani
quest'anno nel suo messaggio.
27 APRILE 2002
SINODO
Le significative parole del vescovo mons.
Vincenzo Rimedio
La gioventù patrimonio primario
Si aprirà ufficialmente domani il Sinodo dei
giovani 2002, organizzato dalla diocesi lametina e che si
protrarrà fino al primo maggio. Filo conduttore
dell'evento, il messaggio che il vescovo, mons. Vincenzo
Rimedio, ha inviato ai giovani: «Siate miei testimoni»,
in linea al programma di vita che Papa Giovanni Paolo II
ha affidato loro: «Siate il sole della terra, siate la
luce del mondo». L'importanza di essere «lievito nella
massa», attraverso la testimonianza di alcuni giovani
impegnati, la riflessione e il confronto tra coetanei, per
«rimotivarsi come giovani testimoni di Cristo in un mondo
che cambia». Mons. Rimedio ha redatto un decalogo sul
comportamento dei giovani: dieci «no» fondamentali (alla
vita come evasione, piacere in senso materiale, come
successo, compromesso, egoismo, segnata dalla
secolarizzazione, dispersione, solitudine, insignificanza,
come in un tunnel) a cui contrapporre dieci «si»
fondamentali (alla vita come responsabilità, come
missione, gratuità, coerenza, condivisione, ricerca dei
valori spirituali, avventura cristiana, gioia
dell'amicizia, come lievito, «sale della terra», come
ricerca della luce). Il sinodo rappresenta un'occasione di
crescita e di condivisione per i giovani di tutta la
diocesi, offre loro intensi momenti di spiritualità, che
contribuiscono a rendere la Chiesa sempre più giovane.
Grazie soprattutto al cammino portato avanti nei mesi
passati: un percorso lungo, partecipato, ricco di
scoperte, di doni. Un cammino di ascolto, discernimento e
scelte, che ha aiutato i giovani a sentirsi Chiesa. «I
programmi - esorta mons. Rimedio - sono l'eco della
Parola, del Verbo incarnato. Ci rivolgiamo alla vostra
mente e al vostro cuore per sollecitarvi a crescere nella
formazione, nella responsabilità, nell'amicizia con
Cristo e tra voi». E i giovani rappresentano il Sinodo
per il vescovo, ecco perché «sarà una tappa per
intraprendere il cammino di autocoscienza nei confronti
della vostra vita personale ed ecclesiale, per rafforzarvi
nella vostra identità tra le nebbie del momento. Andate
riuniti e siate protagonisti nella Chiesa lametina
impegnata in un lavoro di riforma, ancora protagonisti
nella società bisognosa del vostro entusiasmo per
un'avventura comune verso l'atteso mondo nuovo».
L'appuntamento è, quindi, per domani mattina nelle cinque
zone di Nicastro (che corrispondono ad altrettante
parrocchie), ognuna contraddistinta da un colore diverso,
nelle quali confluiranno tutte le altre vicarie e
parrocchie della diocesi. Dai cinque concentramenti, si
procederà per la parrocchia del Rosario, da dove si
muoverà un unico corteo diretto in cattedrale, dove verrà
celebrata da mons. Rimedio la messa che sancirà
l'apertura ufficiale del Sinodo dei giovani. Per il
pomeriggio è previsto un momento di festa, con l'angolo
dei giochi, della musica e dei balli sociali, un talk show
con giovani testimoni e un recital. Sarà allestito,
inoltre, uno stand dove ci si potrà iscrivere ai gruppi
di studio che si confronteranno su varie tematiche (i
giovani in rapporto a Cristo e la Chiesa, scuola e lavoro,
libertà e sessualità, comunicazioni, famiglia, impegno
sociale). Lunedì è la giornata della riflessione
personale in base alla tematica scelta, di cui si discuterà
poi martedì alle l6.30 nei sei punti di ritrovo. La
serata sarà conclusa da una veglia di preghiera, nella
chiesa di San Giuseppe, preparata dagli scout, e dal
concerto di Giosy Cento. Mercoledì l'appuntamento
è alle 17 nella chiesa del Rosario per la lettura delle
relazioni e la chiusura ufficiale sancita dalle parole del
vescovo. (l.p.)
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