Rassegna Stampa   

musica cristiana contemporanea

 

Venerdì 1/11/2002

ROCCA DI CAPRILEONE: UNA INIZIATIVA DELL'ASSOCIAZIONE “MADRE TERESA DI CALCUTTA”
Inaugurata la “Casa del minore”, concreta risposta alla violenza minorile
Giuseppe Lazzaro

ROCCA DI CAPRILEONE – Davanti a numerose autorità civili, militari e religiose è stata inaugurata in contrada Spezzaferro, a Rocca di Caprileone, la «Casa del minore», fortissimamente voluta dal presidente dell'associazione «Madre Teresa di Calcutta» Giuseppe Cracì e che si prefigge di raggiungere due scopi: ospitare i minori in difficoltà o che non vengono adeguatamente tutelati negli appositi istituti e incentivare le denunce di violenza o altri reati in modo tale da creare una sinergia tra l'associazione, le forze dell'ordine e la magistratura. Al momento sono ancora in corso dei lavori nella casa che verrà aperta prima della fine dell'anno. La «Casa del minore» è stata concessa da un privato, il ristoratore Carmelo Caputo e si estende su ventiduemila metri quadri con annessi giardino, parco-giochi, un locale per le visite, sala lettura, centralino, servizio internet ed un ampio parcheggio. Aperta 24 ore su 24 la struttura sarà gestita da una èquipe pluridisciplinare con educatori, assistenti sociali, volontari, docenti di lingue e gruppi di lavoro. «È come se si aprisse la porta del Paradiso per certi minori che hanno vissuto l'inferno – afferma il presidente Cracì–. In questa piccola comunità abbiamo avuto la presenza di importanti autorità, di diversi sindaci della zona, di Giuseppe Cionfoli ed è stata aperta la “Casa del minore” augurandoci, però, di non doverla chiudere. Ecco perchè rivolgo un appello di starci vicino a tutti gli amministratori, alla Chiesa e alla gente comune». «L'intento di questa iniziativa, unica per i Nebrodi – afferma l'avv. Alessandro Pruiti Ciarello, legale dell'associazione “Madre Teresa di Calcutta” – è quello di aiutare quei minori che non hanno avuto la fortuna di avere una famiglia che si occupasse di loro e di avere avuto la sfortuna di essere stati ceduti da famiglie in difficoltà ad istituti non idonei per il loro recupero nella società. Ecco, la “Casa del minore” servirà ad aiutarli. Difficoltà? Inizialmente sembrava ci fosse una certa indifferenza ma invece abbiamo scoperto che, essendo stati i primi in assoluto ad occuparci del problema dei minori, considerato che politicamente è stato fatto poco o nulla, pare che i fondi ci siano e che non dovremmo avere problemi». Un ospite importante è stato don Baldassare Meli, responsabile del Centro S.Chiara di Palermo. «Ho vissuto esperienze brutte – aferma il prelato – con bambini e ragazzi che sono stati in difficoltà perchè non si sono sentiti amati e tutelati a dovere nonchè, in alcuni casi, “pressati” dagli adulti per scopi certamente non amorevoli. Ecco, le strutture come questa di Rocca di Caprileone sono i luoghi che possono aiutare questi giovani sfortunati». Tra i partecipanti anche Giuseppe Cionfoli, l'ex-sacerdote salito alla ribalta all'inizio degli anni '80 quando si classificò secondo in una edizione del Festival di Sanremo e che ha concluso la serata con un concerto in piazza Gepy Faranda. «Credo in queste iniziative- ha dichiarato Cionfoli – e apprezzo l'impegno dell'amico Cracì e della sua associazione, certo che tutto andrà nel migliore dei modi»». L'ultima parola spetta al sindaco di Caprileone Giuseppe Musarra. «Sono soddisfatto – ha affermato il primo cittadino – e ringrazio Pippo Cracì che ha scelto la nostra comunità per dare vita a questa iniziativa che intende ridare le speranze ai piccoli e ai minori che hanno avuto i diritti calpestati». (g.l.).

 

Giovedì 31/10/2002

Ispica Stasera ospite di «Porta a porta» l'attore Di Giacomo che dà il volto a Gesù

Tiziana Scuto ISPICA – Assegnato a un ragazzo ispicese il ruolo di Gesù Cristo nel musical ispirato a Madre Teresa di Calcutta andato in scena dal 10 al 21 settembre al Massenzio, nel Palazzo della civiltà dell'Eur e in tournée, in questo periodo, nel nord Italia. Alessandro Di Giacomo, da qualche anno a Roma per motivi di lavoro, è riuscito, grazie alla sue capacità artistiche, a conquistare la simpatia del regista, Piero Castellacci, che lo ha scelto per interpretare il ruolo di Gesù nel musical realizzato con Michele Paulicelli e la compagnia interprete di «Forza venite gente» (coreografie di Claudio Meloni). Oltre a Sandro Di Giacomo nella parte di Cristo ed a Giada Nobile nella parte di Madre Teresa il cast è formato dagli stessi protagonisti del musical «Forza Venite gente». Lo spettacolo tratta della vita di Madre Teresa di Calcutta raccontata in musica e in prosa attraverso i suoi pensieri, le preghiere, la sua gente e il suo lavoro. La storia prende le mosse dal momento in cui Madre Teresa abbandona la congregazione di Loreto, a Calcutta, per iniziare la sua missione nel nome di Dio. Le malattie, la fame, la povertà, l'incontro-scontro con le autorità religiose locali, i problemi e i dolori, i drammi dei singoli individui sono gli elementi affrontati e svolti ora in musica ora in prosa, con il chiaro intento di far riflettere ed al tempo stesso fare spettacolo. «Si è trattato di un provino fatto tanto per gioco – ci racconta, emozionata, la madre Pina – col tentativo di inseguire un sogno da ragazzo. E invece, dopo diverse selezioni gli hanno assegnato la parte di Gesù». Dopo il debutto, avvenuto con successo al Massenzio al dell'Eur, Sandro si è messo in aspettativa per andare, insieme con la compagnia in tournèe. Dello spettacolo si è parlato ampiamente nel numero speciale della trasmissione televisiva di Rai 1 «A sua immagine» del 4 ottobre che ha ospitato Michele Paulicelli insieme alla compagnia. La compagnia, stasera, sarà ospite, su Rai 1, della trasmissione di Bruno Vespa «Porta a porta».

Domenica 27 ottobre 2002

UNA INIZIATIVA PER COMBATTERE IL TRISTE FENOMENO DELLA PEDOFILIA

Rocca di Caprileone Oggi si inaugura la “Casa del minore”
Giuseppe Lazzaro

ROCCA DI CAPRILEONE – Importante iniziativa nell'ambito della lotta alla pedofilia e per le iniziative da sostenere per la tutela dei minori. Oggi alle 16, in contrada Spezzaferro verrà inaugurata la “Casa del Minore” su iniziativa del presidente dell'associazione “Madre Teresa di Calcutta” Giuseppe Cracò. Si tratterà, in pratica, di un importante punto di riferimento (unico sui Nebrodi ) per ospitare minori in difficoltà e al fine di poter denunciare eventuali casi attinenti la violenza sui minori. Una sinergia, quasi, quella che nasce tra denuncianti, la nuova istituzione che sorgerà a Rocca, forze dell'ordine e magistratura. Per l'occasione, al taglio inaugurale del nastro, saranno presenti, tra gli altri, l'assessore regionale agli Enti Locali Antonio D'Aquino, l'assessore provinciale Nino Testa, don Baldassarre Meli, responsabile del centro Santa Chiara di Palermo, il sindaco di Caprileone Giuseppe Musarra, l'assessore comunale ai servizi sociali Maria Rosalba Todaro, parecchi amministratori dell'hinterland e numerose autorità civili, militari e religiose regionali. In serata è previsto un concerto di Giuseppe Cionfoli. Inoltre il dott. Filippo Romano, segretario generale della Presidenza della Repubblica, ha risposto a Cracò con le parole del Presidente Carlo Azeglio Ciampi. «Il presidente- si legge nella nota diramata dal Quirinale- fa giungere l'espressione del suo vivissimo apprezzamento per l'intensa attività di volontariato sociale alla quale Ella (Cracò ndc) si dedica con tanto amore ed entusiasmo tra cui la campagna multimediale “Allarme pedofilia” ai fini di una informazione, prevenzione e recupero del sommerso». I migliori auguri per il successo dell'iniziativa sono stati formulati anche dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi attraverso il segretario generale di Palazzo Chigi in un telegramma inviato avant'ieri. In occasione dell' inaugurazione della struttura verrà ufficialmente presentato il progetto finalizzato al recupero del minore a cura dell'équipe pluridisciplinare e verrà firmato lo Statuto che sarà esposto dal legale della “Madre Teresa di Calcutta”, l'avv. Alessandro Pruiti Ciarello. Il promotore dell'iniziativa, il presidente Cracò, sente addosso il peso dell'ennesimo, coraggioso, atto di aiuto teso verso il prossimo, per chi soffre e i più deboli in un periodo caratterizzato da sconvolgenti episodi di cronaca nera che hanno visto al centro dell'attenzione proprio i minori. «La costituzione della Casa del Minore- afferma Cracò- ha un solo significato: la comunione e la volontà di costruire per il bene dei nostri figli. Oggi un bimbo al giorno viene abbandonato e questo triste primato appartiene alla Sicilia. Il 10,8% di questi bimbi, spesso abbandonati dalle famiglie, vengono ospitati in comunità non abilitate o attrezzate e mille di loro vanno in affido familiare. Ecco perché è giunta l'ora che il Parlamento affronti con urgenza questo problema con dei pacchetti di provvedimenti tesi a varare una legge che tuteli i minori, condanni gli autori di violenze a pene pesanti e, attraverso una legge istituzionale, conceda dei contributi per poter sostenere i gruppi di lavoro che intendono attivarsi per la tutela dei minori». La Casa del Minore è già completa, sorge su 600 metri quadri, 17 camere, tre terrazze, una sala mensa, tre sale per laboratorio di lavoro, 22.00° metri quadri di terreno con servizi di lettura, internet, centralino, parcheggio e sarà aperta 24 ore su 24 e gestita da una èquipe composta da educatori, assistenti sociali, insegnanti di lingue, volontari e gruppi di lavoro.

Sabato 12/10/2002

Ispica Si realizza il sogno delle associazioni di volontariato
Aperta l'«Oasi don Bosco»

Tiziana Scuto

ISPICA – Con i buoni auspici di tutta la collettività ed alla presenza del vescovo, mons. Giuseppe Malandrino, è stata inaugurata, ieri sera, la casa di accoglienza “Oasi don Bosco”. Il progetto si è trasformato in realtà grazie all'incontro ed alla sinergia fra un gruppo di giovani laici “dal cuore salesiano” e le numerose associazioni di volontariato (Assod, Avis, Caritas, Famiglie cristiane, Insieme, Oasi don Bosco, Protezione civile, Unitalsi, Voldi) che operano in città. «E' un sogno – afferma a nome di tutti il presidente dell'Avis, Michele Rizza – della comunità cittadina che diventa realtà, un risultato del volontariato conseguito in poco più di un anno, con la collaborazione delle scuole, parrocchie, palestre, circoli, gruppi e associazioni». La realizzazione del centro di accoglienza è successiva a precedenti progetti realizzati, sempre, grazie alla sinergia delle associazioni: le due edizioni della “Marcialonga della solidarietà” e la “Settimana del volontariato”. Parte dei fondi raccolti durante queste manifestazioni sono serviti all'avvio della casa della solidarietà «Oasi don Bosco», che ha ricevuto dalle associazioni un contributo di circa 3350 euro. «La nostra comunità – afferma Carmelo Impera, psicopedagogista e pilastro dello staff che opera nel centro – da oltre 15 anni opera al servizio dei giovani soprattutto di quelli più poveri e svantaggiati. Adesso, con l'apertura della casa della solidarietà, il sogno diventa storia anche grazie al sostegno delle forze del volontariato sociale di Ispica». La casa della solidarietà, situata in via Enna n. 2, sarà gestita da sei educatori coadiuvati da un'équipe di esperti nel settore socio-psico-pedagogico. L'attuazione del progetto consentirà ai sei giovani laici salesiani di realizzare un sogno: «Spendere la vita per la salvezza della gioventù». Era da anni nel cuore di Carmelo, Floriana, Daniele, Seby, Claudio e Stefano. Gli obiettivi sono quelli di realizzare servizi a favore della gioventù, attenzionare i giovani più poveri e abbandonati; seguire le famiglie in difficoltà, offrire aggiornamento e sostegno agli educatori. L'inaugurazione è stata preceduta, giovedì, da una giornata eucaristica. Ieri, invece, dopo la messa nel piazzale del cinema Aurelio, si è tenuto il concerto del sacerdote cantautore Giosy Cento. Nel pomeriggio è previsto il «cammino della solidarietà». Si partirà dal piazza regina Margherita per raggiungere, insieme, l'albero della solidarietà nella zona 167 e poi la casa di accoglienza.
 
 

Martedì 1 ottobre 2002

Un genere che rilancia la sfida dopo gli incassi da record della scorsa stagione
Cresce la febbre da musical
In arrivo nuovi allestimenti mentre lo show di Piparo sbarca a Roma


Marco Neri

ROMA – I musical sono gli spettacoli più visti dagli italiani. Una passione che dura da diversi anni, esplosa con i vari «Grease», «Jesus Christ Superstar», «Hello, Dolly», soltanto per ricordare qualche titolo. Un genere che nella scorsa stagione ha conseguito incassi da primato con cifre miliardarie, e che ora si prepara a fare altrettanto nella nuova. Per dare un idea del fenomeno va ricordato che anche musical minori come «Emozioni», ispirato alle canzone di Battisti, e come «Polvere di stelle», ispirato all'omonimo film, hanno avuto le loro soddisfazioni. Per appagare la attuale grossa richiesta di pubblico sono al lavoro tre forti poli. Il primo è la società romana della ditta Garinei-Giovannini, che, dopo la grande ripresa di «Rugantino» annuncia quella di «Aggiungi un posto a tavola» (titolo che si impone quale classico della commedia musicale ) , con Giulio Scarpati nel ruolo che fu di Johnny Dorelli; il secondo è quello di Saverio Marconi (si ricordi «A qualcuno piace caldo») , produttore della «Compagnia della Rancia», nonchè regista, con base a Tolentino, nelle Marche, il quale a partire da gennaio varerà, sulla scia del film di Roberto Benigni, un suo spettacolare «Pinocchio», ispirato al celebre burattino, che si avvarrà, tra l'altro, della musica dei Pooh. Per ospitarlo, sorgerà a Milano (come è accaduto per «Grease» ) un apposito teatro-tenda, dove le repliche dureranno diversi mesi. Il terzo, infine, è quello siciliano, con base a Messina, diretto da Massimo Piparo, diventato famoso per gli allestimenti di «Tommy», «Evita» e «My Fair Lady» , che proporrà «La febbre del sabato sera», dal popolare film con John Travolta. Questo spettacolo, dopo aver debuttato in alcune città (dopo l'anteprima di Taormina nel 2001), approderà nella capitale. Vi si ammira un nuovo Tony Manero che si chiana Sebastian Torkia, un ventisettenne londinese nato a Lamezia Terme. Intanto la mania del musical dilaga a tutti i livelli: musical ancora con canzoni di Battisti ( inossidabile icona), dal titolo «...E mi ritorni in mente», protagonista Jerry Calà, e musical su Madre Teresa di Calcutta, che ha appena debuttato a Roma (ideato Michele Paulicelli, lo stesso del longevo «Forza venite gente»). Nei cartelloni del 2002-2003 spettacoli vecchi, riproposti per il secondo e terzo anno consecutivo, e spettacoli nuovi. Fra i vecchi «Sette spose per sette fratelli» con Raffaele Paganini (aprirà la stagione del Brancaccio di Roma), «Hello, Dolly» con Loretta Goggi, «Malgrado tutto... beati voi» con Enrico Montesano. Fra i nuovi, «Caruso» con il giovane Luca Terranova ( impersona il celebre tenore) e Katia Ricciarelli, e «Bulli e Pupe» , versione italiana del celebre «Guys and Dolls», che da oggi 1 ottobre inaugura il «Sistina» di Roma, teatro che gli appassionati del musical considerano La Scala del teatro «leggero». Al momento, fra i progetti particolarmente ambiziosi «Il violinista sul tetto» , dall'americano «Fiddler on the roof» di Joseph Stein, che prepara Moni Ovadia. Altrettanto ambizioso «Caligola» che avrà la regia di Lina Wertmuller, che debutta a Roma a fine ottobre nello spazio che nella primavera scorsa ospitò con grande successo «Notre Dame de Paris» di Riccardo Cocciante.

 

Giovedì 12/9/2002

Il musical di Webber in prima italiana a Lucca
«Joseph» accolto da ovazioni


LUCCA – Standing ovation con richiesta di bis: si è conclusa così la prima nazionale del musical «Joseph e la strabiliante tunica dei sogni in technicolor» ieri sera al teatro del Giglio di Lucca, una produzione della compagnia teatrale cittadina Rockopera, per la regia di Claudio Insegno, già prof di recitazione della trasmissione di Italia 1 «Saranno famosi». Acclamatissimo Antonello Angiolillo nei panni di Joseph, il giovane che invidiato dai suoi 11 fratelli – come si racconta nell'opera scritta da Andrew Lloy Webber e Tim Rice – cade vittima di una cospirazione e viene venduto come schiavo. Angiolillo, che già nel 2001 si era aggiudicato il premio «Massimini» come miglior attore maschile di musical dell'anno per la sua interpretazione di Francesco in uno spettacolo dedicato alla vita del santo e andato in scena ad Assisi per un anno circa, ha saputo conquistare il pubblico in sala. Di rilevo, in particolare, la sua interpretazione della versione italiana di «Any dream will do», uno dei brani principali dello spettacolo. Salutata da uno scrosciare incessante di applausi anche la cantante Lighea che, perfetta nel suo ruolo di narratrice, ha saputo conferire una divertente continuità al susseguirsi serrato delle colorate e divertenti scene. Gradita anche l' interpretazione di Ivan Cattaneo che nelle vesti di un bizzarro faraone si è lanciato in un movimentato brano rockabilly. Sul palcoscenico, oltre agli interpreti principali, una ventina di attori e ballerini della compagnia teatrale lucchese Rockopera che hanno dato buona prova delle loro capacità in una profusione di canto, ballo ed acrobazie di ogni genere. In sala, in un teatro piccolo ma gremito, anche Pino Insegno della Premiata ditta per salutare il fratello Claudio che dopo questo «Joseph» in tour, sarà impegnato, nella primavera 2003, in un nuovo allestimento di «Fame-Saranno Famosi». A Roma invece è andato in scena il musical di Michele Paulicelli su Madre Teresa, diretto da Piero Castellacci (anche coautore), con un coro di cantanti acrobati e ballerini, coreografie di Claudio Meloni e scene di Giancarlo Colis, in scena a Massenzio fino al 20 settembre. Dopo il successo di «Forza venite gente» – musical della stessa compagnia dedicato alla vita di San Francesco d'Assisi (uno spettacolo in tournée dal 1981 che conta più di 2000 repliche) – Michele Paulicelli prosegue sulla linea di un teatro-aggregazione, luogo per coltivare e condividere il messaggio cristiano, veicolo di una filosofia semplice e di una spiritualità umana capace di parlare al cuore di molti».

 

Domenica 1/9/2002
A cinque anni dalla morte si avvia con passo svelto e senza esitazioni verso la beatificazione
Madre Teresa, “santa delle baracche”
Entro novembre il nulla osta della commissione teologica

Giovanna Chirri



M adre Teresa di Calcutta, la «santa delle baracche», premio Nobel per la pace e fondatrice delle Suore missionarie della carità per assistere i «più poveri dei poveri», a cinque anni dalla morte si avvia con passo svelto e senza ostacoli verso la beatificazione, primo stadio del cammino di santità nella Chiesa cattolica. In tempi rapidi, forse addirittura entro l'anno o nei primi mesi del prossimo, madre Teresa – nata albanese il 27 agosto del 1910 con il nome di Agnese Gonxha Bojaxhiu, divenuta suora in Irlanda a 18 anni e trasferitasi in India dove dopo alcuni anni di insegnamento scoprì la vocazione per gli ultimi, che morivano per strada senza che nessuno li degnasse di uno sguardo, – sarà proclamata beata. Tra ottobre e novembre dovrebbe arrivare il nulla osta delle commissioni medica e teologica, dopo di che mancherebbe soltanto la lettura del decreto di beatificazione e l'indicazione della data per la cerimonia. Il miracolo che la porterà agli onori degli altari è la guarigione che la chiesa considera non spiegata dalla scienza, di Monica Besra, 30 anni nel '98 e allora affetta da un tumore all'addome, scomparso dopo che le suore di madre Teresa vi poggiarono sopra una “medaglia miracolosa” dell'Immacolata che era stata a contatto con il corpo di madre Teresa, prima della sepoltura. Era il 5 settembre del '98, un anno esatto dalla morte di madre Teresa. La fase diocesana della causa ha portato alla raccolta di 75 volumi, lungo ognuno 450 pagine, ma se per la Chiesa serve un complicato processo – per altro accelerato nel suo caso, visto che la fase diocesana è stata avviata prima dei cinque anni dalla morte previsti dal diritto canonico – per la gente comune, cristiani e non, madre Teresa è da sempre santa, e lo era ancora in vita. Questa piccola suora minuta, vestita con il sari bianco listato in azzurro, sempre più raggrinzita man mano che avanzava l'età, è stata ammirata anche dai potenti, tra l'altro convenuti in massa al suo funerale; è stata definita un «gigante del nostro tempo» dal presidente americano Bill Clinton, ha ottenuto premi e riconoscimenti, i cui introiti ha sempre devoluto ai suoi poveri. Ma per i poveri dell'India, fossero cattolici o induisti, è stata sempre una santa. Quando è morta migliaia di derelitti si sono radunati di notte sotto la sua casa di Lower circular road a Calcutta, la prima casa per moribondi che aprì in India, e dove viveva. Per giorni centinaia di migliaia di umili hanno reso omaggio alla sua salma e un milione di persone hanno partecipato al suo funerale. Il suo lavoro era raccogliere per strada chi non aveva un tetto, un po' di cibo o semplicemente una tomba. Successivamete si è dedicata anche ai malati di Aids e ai bambini sieropositivi; oggi le sue suore, circa 15.000 diffuse in 95 paesi del mondo, gestiscono quasi 500 case di accoglienza sul modello della prima Casa del moribondo sorta a Calcutta. Sempre evangelicamente dalla parte degli ultimi, aveva un credito immenso a livello di opinione pubblica mondiale, cominciato quasi per caso nel '68, quando la BBC mandò in onda un reportage sulle sue opere in India, che suscitò un'impressione e un'eco vastissime, spingendo molti benefattori a interessarsi dei suoi poveri. Con la popolarità vennero anche le critiche, visto che alcuni, anche in ambiente cattolico, la accusavano di prestare un'assistenza rassegnata i suoi poveri, senza cercare di intaccare le cause di tanta miseria, in India e nel mondo. Alla mentalità efficientista riusciva difficile accettare l'amore di madre Teresa per «i più poveri tra i poveri», per quelli che nessun altro aveva il coraggio di guardare e assistere, per i moribondi dei marciapiedi e dei tuguri. «Quello che facciamo – rispondeva lei – è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia di meno». Giovanni Paolo II, che la ammirò e sostenne sempre, l'ha dipinta come un «dono di Dio alla Chiesa e al mondo, al fine di ricordare a tutti la supremazia dell'amore evangelico, specie quando è espresso nell'umile servizio dell'ultimo dei nostri fratelli e sorelle». Oltre Papa Wojtyla, al quale si deve l'accelerazione della causa canonica, stimarono madre Teresa sia Pio XII, che nel '50 approvò le sue missionarie della carità, che Paolo VI, che tra l'altro le affidò una missione umanitaria in Pakistan e quando nel '74 andò in India prima di partire le lasciò in dono la «Lincoln» che aveva usato per i suoi spostamenti. Il ricavato della vendita assicurò latte e farina a centinaia di bimbi della «santa delle baracche». La sua vita terrena si concluse sullo sfondo di una grande mobilitazione mediatica, con funerale di stato alla presenza di decine tra presidente e re e il feretro portato su un fusto di cannone. Una cerimonia nella quale da viva si sarebbe sentita a disagio e che avrebbe forse accettato nella speranza che servisse a ricordare al mondo l'esistenza dei poveri più poveri. In Italia madre Teresa verrà ricordata con un musical di Michele Paulicelli che sarà in scena a Massenzio dal 10 al 20 settembre. Vi si racconta la sua storia dall'arrivo in India sottolineando che, spiega l'autore, «la sua arma è la semplicità: pur essendo piccola e fragile riesce a spargere amore, fede e speranza».

 

11:51:0

Anno 50

Sabato 11/5/2002

Nel vivo a Modica i festeggiamenti della Madonna delle Grazie

MODICA – Sono entrati nel vivo i festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie. La festa della copatrona della città si terrà domani al santuario, già da qualche giorno meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli. Il programma prevede alle 20 la processione con il simulacro della Madonna. Questo percorrerà via V. Veneto, viale Medaglie d'oro, via Mercè per far ritorno in chiesa. Sul piazzale, alle 21.30, sarà dato il via allo spettacolo pirotecnico, che concluderà la festa. Il comando dei vigili urbani ha predisposto per le giornate di oggi e di domenica un piano alternativo di viabilità, che prevede divieti di sosta nella zona di viale Medaglie d'Oro e divieto di circolazione in via Conceria. Senso unico a salire in via Nazionale e a scendere in via Modica Sorda. Il programma della festa ha già avuto altri due momenti qualificanti con un convegno sui «Diritti Universali». A conclusione dei lavori è stata inaugurata la mostra dei santuari mariani in Italia e nel mondo. L'altro ieri, invece, nel piazzale antistante la chiesa, Suor Cristina Damonte ha tenuto un concerto. La cantautrice ha presentato le sue canzoni ispirate al senso della fratellanza e dell'amore e musicate con ritmi originali e accattivanti. (d.g.)

3 MAGGIO 2002

SERRA SAN BRUNO

Un migliaio di giovani con l'obiettivo Toronto

CATANZARO – In preparazione alla Giornata mondiale che il Papa celebrerà a Toronto a fine luglio, più di un migliaio di giovani dell'Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace vivranno un importante momento di incontro e di festa, domenica 5 maggio, nella splendida cornice del Santuario di S. Maria del Bosco a Serra S. Bruno (Vibo Valentia), a cominciare dalle ore 10. Un appuntamento, promosso dal Centro di Pastorale giovanile, che si rinnova ormai da molti anni e che questa volta sarà arricchito dall'esperienza certosina. La motivazione nella scelta del luogo è infatti evidente, precisano i responsabili M. Antonia Lamanna e Nicola Chiriano: «Il IX centenario della morte di Bruno Di Colonia, un santo alla cui spiritualità, oggi come mai, noi giovani suoi “conterranei” siamo fortemente attirati, non poteva non vederci presenti accanto a lui, nella “sua” Serra. In mattinata avremo anche il meraviglioso dono delle parole di un monaco della Certosa». A mezzogiorno avrà luogo la Celebrazione Eucaristica, presieduta dall'arcivescovo metropolita Antonio Cantisani e, dopo una pausa pranzo che i giovani sfrutteranno anche per visitare il Museo della Certosa, si svolgerà il concerto di don Mimmo Iervolino, sacerdote napoletano e cantautore cristiano, noto per la sua capacità di comunicare il messaggio cristiano attraverso le note della musica rock, molto vicina alla sensibilità dei giovani. Alle 17 il termine della manifestazione, in attesa di “collegarsi” con Toronto la notte del 27 luglio a Soverato, sicuri sin da ora di riportare a casa il forte richiamo ad essere «sale della terra e luce del mondo», come Cristo invita e come il Papa ricorda ai giovani quest'anno nel suo messaggio.

27 APRILE 2002

SINODO

Le significative parole del vescovo mons. Vincenzo Rimedio
La gioventù patrimonio primario


Si aprirà ufficialmente domani il Sinodo dei giovani 2002, organizzato dalla diocesi lametina e che si protrarrà fino al primo maggio. Filo conduttore dell'evento, il messaggio che il vescovo, mons. Vincenzo Rimedio, ha inviato ai giovani: «Siate miei testimoni», in linea al programma di vita che Papa Giovanni Paolo II ha affidato loro: «Siate il sole della terra, siate la luce del mondo». L'importanza di essere «lievito nella massa», attraverso la testimonianza di alcuni giovani impegnati, la riflessione e il confronto tra coetanei, per «rimotivarsi come giovani testimoni di Cristo in un mondo che cambia». Mons. Rimedio ha redatto un decalogo sul comportamento dei giovani: dieci «no» fondamentali (alla vita come evasione, piacere in senso materiale, come successo, compromesso, egoismo, segnata dalla secolarizzazione, dispersione, solitudine, insignificanza, come in un tunnel) a cui contrapporre dieci «si» fondamentali (alla vita come responsabilità, come missione, gratuità, coerenza, condivisione, ricerca dei valori spirituali, avventura cristiana, gioia dell'amicizia, come lievito, «sale della terra», come ricerca della luce). Il sinodo rappresenta un'occasione di crescita e di condivisione per i giovani di tutta la diocesi, offre loro intensi momenti di spiritualità, che contribuiscono a rendere la Chiesa sempre più giovane. Grazie soprattutto al cammino portato avanti nei mesi passati: un percorso lungo, partecipato, ricco di scoperte, di doni. Un cammino di ascolto, discernimento e scelte, che ha aiutato i giovani a sentirsi Chiesa. «I programmi - esorta mons. Rimedio - sono l'eco della Parola, del Verbo incarnato. Ci rivolgiamo alla vostra mente e al vostro cuore per sollecitarvi a crescere nella formazione, nella responsabilità, nell'amicizia con Cristo e tra voi». E i giovani rappresentano il Sinodo per il vescovo, ecco perché «sarà una tappa per intraprendere il cammino di autocoscienza nei confronti della vostra vita personale ed ecclesiale, per rafforzarvi nella vostra identità tra le nebbie del momento. Andate riuniti e siate protagonisti nella Chiesa lametina impegnata in un lavoro di riforma, ancora protagonisti nella società bisognosa del vostro entusiasmo per un'avventura comune verso l'atteso mondo nuovo». L'appuntamento è, quindi, per domani mattina nelle cinque zone di Nicastro (che corrispondono ad altrettante parrocchie), ognuna contraddistinta da un colore diverso, nelle quali confluiranno tutte le altre vicarie e parrocchie della diocesi. Dai cinque concentramenti, si procederà per la parrocchia del Rosario, da dove si muoverà un unico corteo diretto in cattedrale, dove verrà celebrata da mons. Rimedio la messa che sancirà l'apertura ufficiale del Sinodo dei giovani. Per il pomeriggio è previsto un momento di festa, con l'angolo dei giochi, della musica e dei balli sociali, un talk show con giovani testimoni e un recital. Sarà allestito, inoltre, uno stand dove ci si potrà iscrivere ai gruppi di studio che si confronteranno su varie tematiche (i giovani in rapporto a Cristo e la Chiesa, scuola e lavoro, libertà e sessualità, comunicazioni, famiglia, impegno sociale). Lunedì è la giornata della riflessione personale in base alla tematica scelta, di cui si discuterà poi martedì alle l6.30 nei sei punti di ritrovo. La serata sarà conclusa da una veglia di preghiera, nella chiesa di San Giuseppe, preparata dagli scout, e dal concerto di Giosy Cento. Mercoledì l'appuntamento è alle 17 nella chiesa del Rosario per la lettura delle relazioni e la chiusura ufficiale sancita dalle parole del vescovo. (l.p.)

 

 

 

 

   

bignoli banner miriam.gif (17883 byte)