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Quando
la musica diventa preghiera
Intervista al cantautore cristiano Roberto Bignoli
Nelle ultime settimane, le cronache hanno dato notizia di episodi di
violenza con protagonisti giovani appassionati di “rock satanico”.
Ma nel mondo della musica, fortunatamente, non c’è solo questo.
Infatti, stanno aumentando sempre di più le testimonianze di artisti
che propongono messaggi in favore della vita e diventano modelli
positivi per i giovani.
Un caso significativo è quello di Roberto Bignoli, cantautore
portatore di handicap. Roberto ha affrontato da bambino l’esperienza
della povertà e della malattia, per passare successivamente a quella
della droga e del carcere. Figlio di una ragazza madre, si è ammalato
di poliomielite ed ha vissuto per anni in vari istituti.
Poi, l’amore per Gesù ha cambiato radicalmente la sua vita. Oggi
Roberto Bignoli è uno dei più noti ed apprezzati cantautori di
ispirazione cristiana. Nel dicembre 2001 ha ricevuto a Washington il
premio “Unity Awards”, come migliore artista cristiano
internazionale, e nel 2003 a Roma riceve il "Golden Graal"
l'Oscar della Musica Cristiana Italiana-
Roberto si divide tra la musica e l’impegno per la famiglia. Sposato
con Paola, è papà di due bellissime bimbe: Mariastella, nove anni, e
Mariachiara, di cinque.
Oltre all’amore, Roberto e Paola condividono un’altra bella
esperienza. Hanno creato un sito Internet per far conoscere la musica
cristiana ai giovani di tutto il mondo (www.informusic.it) con
notizie, biografie degli artisti, foto, segnalazioni di concerti,
libri specializzati e recensioni di dischi.
In questa intervista a, Roberto Bignoli ci racconta il suo rapporto
con la musica e con Dio.
Che cosa pensi dei recenti episodi di satanismo giovanile collegati
al rock satanico?
Roberto Bignoli: Questa triste realtà è la conseguenza di un mondo
fatto di solitudine ed egoismo, dove a tutti i costi si vuole
confondere il bene con il male. Inoltre, c'è una grande macchina
commerciale che spinge i giovani ad orientarsi verso la ribellione.
Quindi, l'esclusione del valore della famiglia, del valore della
propria vita e di quella degli altri, il concedersi tutte le libertà
possibili ed immaginabili. E' veramente una condizione triste, che non
porta alla libertà, ma alla piena schiavitù.
Che valore può avere la musica, nella vita di un giovane?
Roberto Bignoli: La musica ha un grande valore nella vita del giovane.
In base allo stato d'animo, un ragazzo ascolta la musica che trova più
conforme alla sua esperienza e alle sue conoscenze. Riconoscersi in
essa, è fonte di ispirazione e di riflessione, ma è anche compagnia
ed espressione dei propri sentimenti.
E nella tua vita, che valore ha la musica?
Roberto Bignoli: Cantare è il mio modo d’esprimermi. Ognuno di noi
deve rispondere alla chiamata del Signore offrendo le proprie capacità,
affinché possano essere utili agli altri. Bisogna andare incontro ai
ragazzi, cercando di capire i loro problemi e aiutandoli a trovare il
senso della vita.
La musica può anche diventare preghiera?
Roberto Bignoli: Ogni volta che parliamo di Dio e delle meraviglie che
ha creato, e trasmettiamo la gioia di tentare di camminare al suo
fianco, Lui è con noi. Pertanto, sicuramente una canzone può
diventare una preghiera. Ma ovviamente non sostituisce la preghiera
personale o la partecipazione ai Sacramenti. E’ un aiuto in più per
avvicinarsi alla parola del Signore, un mezzo per arrivare al Vangelo.
Una delle tue canzoni più famose, “Ballata per Maria”, è
dedicata alla Madonna. Che rapporto hai con la madre di Gesù?
Roberto Bignoli: Il mio rapporto con Maria è molto bello e vivo. E’
stata Lei che mi ha donato la grazia della conversione del cuore, che
mi ha dato luce dove vedevo il buio, speranza dove mi sentivo perso e
gioia di essere figlio quando nella mia vita il calore materno spesso,
per molte ragioni, è mancato.
In Lei ho trovato la mamma, la guida e la pace del cuore. Ecco perché
spesso mi rivolgo a Lei con le mie canzoni. E’ il bene più prezioso
della mia vita.
Quale futuro speri per le tue figlie?
Roberto Bignoli: Spero sicuramente che i valori di cui parlo, e che
vivo insieme a mia moglie Paola, diventino anche i loro valori, nella
semplicità e nella libertà. Desidero che imparino a camminare nella
strada del Signore e a comprendere tutta la ricchezza spirituale che
in essa si trova.
Spero che riescano a condividere insieme la gioia dell'essere figli di
Dio e possano fare della loro vita una missione di speranza, pace e
amore secondo la Sua volontà. Poi, premesso tutto questo, che
facciano quello che sentono nel cuore, con onestà e volontà.
Carlo Climati
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